VIAGGI D'ARTE

Una finestra sulla creatività del mondo arabo: la Barjeel Art Foundation

Quando si acquista un'opera, bisogna tenere conto della sua impronta storica e sociale. Lo spiega un grande collezionista, il sultano Sooud Al Qassemi

di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

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Un'installazione della mostra“A Century in Flux: Chapter II” allo Sharjah Art Museum.

Quando si acquista un'opera, bisogna tenere conto della sua impronta storica e sociale. Lo spiega un grande collezionista, il sultano Sooud Al Qassemi


3' di lettura

Quando parla di storia dell'arte, Sultan Sooud Al Qassemi lo fa sempre al plurale. Le storie dell'arte del mondo arabo, mi spiega, sono moltissime e sono piene di sfumature. Dieci anni fa ha dato vita alla Barjeel Art Foundation , a Sharjah negli Emirati Arabi Uniti, un'istituzione indipendente creata per sostenere e far conoscere l'arte moderna e contemporanea mediorientale. Ha studiato a Londra e all'American University of Paris dove, proprio quest'anno, insegna Politics of Modern Middle Eastern Art, corso che ha già tenuto negli Stati Uniti al Boston College. Tra le figure più influenti e autorevoli della scena artistica araba, è editorialista per The Guardian, The Independent, The Huffington Post. Negli ultimi anni i suoi interessi si sono estesi all'architettura del Golfo Persico, con una ricerca destinata alla pubblicazione di due volumi.

QUAL È STATA LA SUA PRIMA ACQUISIZIONE? E L'ULTIMA?

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La prima acquisizione che ricordo con chiarezza è un dipinto dell'artista Abdul Qader Al Rais: raffigura la porta di una casa tradizionale degli Emirati. Una delle ultime è un'opera degli anni Sessanta di Widad Orfali, artista nata a Baghdad, nel 1929, e scomparsa nel 1997.

QUANDO E COME HA INIZIATO A COLLEZIONARE?

Poco più che ventenne ho avuto l'opportunità di trascorrere un periodo di tempo significativo a Parigi, una città che ospita alcuni dei più grandi musei e gallerie d'arte del mondo. Durante i miei studi universitari, ho avuto modo di esplorare e conoscere la ricca scena culturale della città e ho cominciato a interessarmi sempre più ai movimenti artistici del XX secolo. Al mio ritorno negli Emirati Arabi Uniti, mi sono dedicato alla cultura visiva locale, scoprendo molti artisti e raccogliendo con grande entusiasmo la documentazione sulle storie dell'arte dell'area mediorientale.

TRE ARTISTI ARABI DIMENTICATI DA RISCOPRIRE E TRE ARTISTI EMERGENTI DA TENERE D'OCCHIO.

Vi invito a conoscere Nadia Saïkali dal Libano e Menhat Helmy dall'Egitto, attive dagli anni Cinquanta, e Hakim Al Akel dallo Yemen. Le loro incredibili carriere sono state relegate nell'ombra per decenni. La giovane generazione artistica araba sta producendo ricerche e opere straordinariamente ricche e interessanti. Consiglio Wael Shawky, Monira Al Qadiri e Ala Younis.

COME SCEGLIE LE SUE OPERE? SEGUE I CONSIGLI DI UN CURATORE, DI UN ART DEALER O DI ALCUNI GALLERISTI?

Quando decido di acquistare un'opera, pongo al centro alcuni aspetti che considero molto importanti: il valore storico, il tema e la sua connessione con la storia sociopolitica e poi, naturalmente, l'estetica. Non ho un rapporto con un unico mercante d'arte e preferisco consultare un certo numero di galleristi, di specialisti e studiosi d'arte. La professionalità è essenziale nel campo dell'arte: una curatrice e una registrar, responsabile dei prestiti e dello stato di conservazione delle opere, compongono il team della Barjeel Art Foundation, l'istituzione che ho creato nel 2010.

Per Sultan Sooud Al Qassemi

CI PUÒ RACCONTARE QUALCOSA A PROPOSITO DELLA STORIA E DELLE ATTIVITÀ DELLA BARJEEL ART FOUNDATION?

La Barjeel Art Foundation è nata attorno a una collezione d'arte moderna e contemporanea del mondo arabo. Il focus è la storia sociale e politica dell'area, che ho scelto di osservare e ricostruire attraverso la cultura visiva. Lo scopo della Barjeel Art Foundation è di contribuire al discorso critico sulle nostre storie dell'arte e di metterle in dialogo con le storie dell'arte globale. Quindi, il lavoro che facciamo, oltre a esporre la collezione, riguarda anche la documentazione, la produzione di conoscenza, la promozione della ricerca e la costante sperimentazione di progetti capaci di coinvolgere la collezione nel dibattito e nelle conversazioni sul modernismo globale.

““Untitled” (circa 1960), olio su tela, Saliba Douaihy.”

QUALE È LA SUA RELAZIONE CON LA SCENA ARTISTICA EUROPEA? CI SONO DELLE ISTITUZIONI ARTISTICHE CHE SEGUE CON PARTICOLARE ATTENZIONE?

L'Europa ha un panorama artistico incredibilmente ricco e sono felice di notare una sempre maggiore inclusione di artisti internazionali, e in particolare di artisti del sud del mondo, nei musei, nelle collezioni e nelle residenze di studio europee. Tra le istituzioni di cui ammiro profondamente il lavoro ci sono The Mosaic Rooms e Delfina Foundation a Londra, l'Institut du Monde Arabe a Parigi, la Gallery Sfeir-Semler ad Amburgo.

“SpaceExploration/Universe” (1973), olio su tela, Menhat Helmy.

QUALCHE CONSIGLIO PER UNA VACANZA NEL SEGNO DELL'ARTE A SHARJAH.

Raccomando di visitare lo Sharjah Art Museum: non è solo il luogo in cui ora sono esposte le opere della Barjeel Art Foundation, ma anche la sede della collezione permanente del museo e di un'intensa programmazione di mostre temporanee. Consiglio lo Sharjah Museum of Islamic Civilization, la Sharjah Art Foundation e Rain Room, un'installazione immersiva perfetta da vedere e percorrere insieme ai bambini.

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