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Una hypercar che contiene nel nome la sua vocazione a far sognare

Si chiama Utopia ed è un gioiello di creatività, concepita dal genio inventivo di Horacio Pagani. Forma sinuosa e un poderoso motore V12 biturbo da 864 cv.

di Alfonso Rizzo

La nuova Pagani Utopia.

4' di lettura

Si chiama Utopia l’ultima nata dal genio creativo di Horacio Pagani.

La terza hypercar della storia di Automobili Pagani dopo Zonda e Huayra è un gioiello da 2,6 milioni di euro (prezzo medio di vendita) che può viaggiare a velocità proibitive grazie al poderoso motore V12 biturbo di sei litri da 864 cv capace di sviluppare 1.100 Nm già da 2.800 giri/min. Gira più in alto, è più flessibile e più potente nonostante rispetti le più severe normative sulle emissioni, incluse quelle in vigore in California.

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Il telaio monoscocca in Carbo-Titanio e Carbo-Triax e la ricerca maniacale della leggerezza in ogni dettaglio hanno permesso di contenere il peso complessivo sotto i 1.300 kg per un rapporto peso/potenza di 1,50 kg/cv.

Al primo sguardo, Utopia infonde un’idea di semplicità. Una forma levigata, fluida e sinuosa. Dal parabrezza, con i bordi superiori arrotondati, ai dettagli delle ali e del cofano, i suoi contorni più sensuali le conferiscono una nuova espressione. Una forma addolcita e perfezionata nel corso del tempo per creare un oggetto di design senza tempo.

Utopia presenta pochissime appendici aerodinamiche, ma è più efficiente che mai, incorporando la funzione nel suo design per ottenere una maggiore deportanza e una minore resistenza aerodinamica.

Pochi dettagli stilistici ma estremamente curati e tecnologicamente all’avanguardia. Le forme si ispirano a oggetti degli anni Cinquanta come i fari affusolati della Vespa o gli allestimenti dei motoscafi Riva. Le ruote forgiate sono dotate di un estrattore in fibra di carbonio a forma di turbina che allontana l'aria calda dai freni e riduce le turbolenze sotto la carrozzeria. Montate su dischi carboceramici, le pinze dei freni hanno un nuovo design alleggerito.

Il ruolo degli pneumatici Pirelli è di trasferire efficacemente a terra l’esuberante coppia e dare il tocco finale all’eccezionale sensazione di contatto con la strada. La loro insolita dimensione – 21 pollici per gli anteriori e 22 per i posteriori – ha innescato una creatività nuova e una peculiare libertà nel design che si nota nelle linee laterali della carrozzeria che avvolge le ruote. E sulla loro spalla appare stilizzata la silhouette di Utopia, a dimostrare come questi pneumatici siano stati creati apposta per lei. Gli specchietti laterali, come sospesi a mezz'aria grazie al supporto a profilo alare, sono distanziati dalla carrozzeria per una migliore aerodinamica, rivelando la meticolosa ottimizzazione raggiunta nella galleria del vento. Le luci posteriori fluttuano come preziose gemme ai fianchi delle ali mobili e sono come incastonate negli estrattori d'aria. I quattro tubi di scarico in titanio, tratto distintivo dell’atelier modenese, sono dotati di un rivestimento ceramico per dissipare il calore in modo efficiente. Il sistema di scarico completo pesa poco più di 6 kg.

Una scultura in cui ci si può sedere. L'interno di Utopia è ancora più originale, se possibile, della sua forma esterna. Né moderno né rétro: senza tempo. Non ci sono schermi, a parte il display essenziale di fronte al guidatore. Tutti gli strumenti sono analogici e ognuno dei quadranti principali, di facile lettura, rivela parte del suo meccanismo. Il volante è stato reinventato: in lega di alluminio ricavato dal pieno, dalla corona circolare e le razze fino alla base dello sterzo. Anche i pedali sono ricavati da un unico blocco di metallo, mentre il meccanismo della leva del cambio è ancora a vista per mostrare tutta la sua ricercatezza. Il tutto con una maniacale attenzione all'ergonomia, all'efficienza e alla facilità di accesso.

La scelta della trasmissione è stata filosofica: non un cambio a doppia frizione, efficiente ma pesante, ma un robotizzato Xtrac a ingranaggi elicoidali molto rapido, compatto, leggero e montato trasversalmente per avere un centro di gravità ottimizzato. Successivamente sarà anche disponibile un cambio manuale tradizionale a sette rapporti in grado di gestire la straordinaria coppia del motore prodotto da Mercedes-AMG. Per ruote e freni, Pagani si è affidato ai partner di sempre: Pirelli e Brembo. L’impianto frenante Pagani by Brembo può contare su 4 dischi carboceramici ventilati da 410x38 mm con pinze monolitiche a 6 pistoni davanti e da 390x34 mm con pinze monolitiche a 4 pistoni dietro, mentre i Pirelli PZero Corsa 265/35 R21 e 325/30 R22 garantiscono la messa a terra delle straordinarie prestazioni della Utopia. Disponibili anche gli invernali Pirelli SottoZero per la guida a basse temperature appositamente studiati per l’ultima Pagani.

Ispirata dal genio di Leonardo da Vinci – figura cruciale per Pagani – conciliando arte e tecnologia avendo sempre presente che il risultato delle forme è frutto della funzione che svolgeranno. La bellezza del risultato si trova nella sua soluzione tecnica efficace. Ogni vettura rappresenta la naturale e necessaria convergenza di più discipline, ognuna delle quali combina tecnologia ed estetica. È la padronanza di questo processo che Pagani ha portato a nuove frontiere di eccellenza.

Questo approccio contraddistingue la produzione artigianale di Automobili Pagani sin dalle sue origini 25 anni or sono e non smette di affascinare il mondo come testimonia il tutto esaurito della prima serie di Utopia coupé, già assegnata ad una ristretta cerchia di 99 appassionati. Prime consegne nel secondo trimestre 2023 (cambio robotizzato) e a seguire quelle con cambio manuale.

Riproduzione riservata ©

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