champions League

Una Juventus in formato Real, vittoria e finale prenotata

di Mattia Losi

Higuain segna il secondo gol della Juventus contro il Monaco (AFP)

6' di lettura

Seconda semifinale di Champions: in campo Monaco e Juventus. Secondo Marcello Lippi i francesi, o meglio i monegaschi, sono la peggior avversaria possibile. Squadra giovane, veloce, tecnica e spensierata. Tutto vero, ma è anche vero che in genere la gioventù difetta di esperienza. Vera una cosa, quindi, e l'esatto contrario: capitò cosi al Milan, che con una squadra esperta infranse i sogni di un giovanissimo Ajax, e capitò così alla Grande Inter, che con una squadra giovanissima mise fine al ciclo del Real Madrid guidato dall'immenso Alfredo Di Stefano.

La Juventus si trova davanti a questo bivio: far valere l'esperienza, oppure cedere il passo al nuovo che avanza. Vedremo presto cosa accadrà: come sempre in queste occasioni scrivo guardando la partita, assumendomi tutti i rischi di un commento che può essere smentito il minuto successivo.

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Prima del fischio d'inizio dico solo che il vero problema in casa bianconera è l'assenza di Kedira: l'uomo preso per sostituire Pirlo, con più fisico e meno (ma appena appena meno…) classe e geometrie. L'uomo che quest'anno è sempre stato in campo, ha dato equilibrio alla difesa, ha avviato le trame offensive. L'uomo che inevitabilmente questa sera mancherà. Gioca Marchisio, ma non ha le stesse caratteristiche. Le grandi squadre devono adattarsi a qualsiasi situazione, la Juventus deve dimostrare di esserlo.

Anche perché i bianconeri, pur avendo la miglior difesa di tutta la Champions, hanno sfruttato un percorso non impossibile: inclusi i quarti contro il peggior Barcellona degli ultimi dieci anni, perché i cicli finiscono per tutti. Merito (che confermo e ribadisco) della Vecchia Signora, ma ora servono conferme. Anche perché, nell'altra semifinale, il Real di Ronaldo e Zidane ha dimostrato di essere pronto per la finale.

A Monaco il Pipita torna mattatore

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La prima sorpresa la regala Allegri al momento delle formazioni: niente Quadrado, al suo posto Barzagli con Dani Alves in avanti per garantire una maggiore copertura contro il rapidissimo attacco del Monaco. Leonardo Jardim contraccambia escludendo Mendy per motivi disciplinari: le ultime ore prima della partita non sarebbero state inappuntabili per un professionista…

Nei primi minuti di gioco il Monaco copre soprattutto la zona centrale del campo (sull'asse ideale che congiunge i due portieri) lasciando libere le fasce per le azioni della Juventus. Il primo calcio d'angolo per la Juve arriva dopo cinque minuti, proprio dalla fascia destra del Monaco lasciata quasi del tutto scoperta. C'è da dire che per i padroni di casa non è una tattica nuova: lasciar giocare l'avversario per colpire improvvisamente in contropiede. Un sistema di gioco adottato dal Portogallo agli ultimi europei, di cui in finale hanno fatto le spese proprio i francesi.

Il primo tiro in porta è bianconero. Dalla sinistra (ancora la fascia lasciata sguarnita) Dani Alves impegna il portiere avversario in una presa bassa. Due minuti dopo, stessa fascia, Dani Alves crossa per Higuain che non ci arriva di testa. Ribaltamento di fronte e nel giro di trenta secondi il Monaco prima ottiene un angolo, poi indirizza un tiro nelle braccia di Buffon. A dimostrazione che la rapidità è la vera arma dei padroni di casa.

Non sarà facile, per il giovanissimo Mbappé, classe 1998, perché ha contro un'enciclopedia della difesa come Barzagli. Ma la velocità con cui si muove su tutto il fronte di attacco è davvero impressionante. Quindici minuti di gioco, finora più Juventus che Monaco. Ma la sensazione è che la partita non si deciderà per il conteggio del possesso palla. Non finisco di scrivere le ultime righe(il rischio della diretta, come dicevo…) e proprio Mbappé, con una azione fulminante, scarica un tiro che Buffon para in modo miracoloso salvando la porta bianconera.

Al 18esimo minuto seconda parata di Buffon: colpo di testa di Falcao che, nonostante sia un bel pezzo più basso di Barzagli, riesce a indirizzare verso la destra della porta bianconera. Due minuti dopo Bonucci è costretto a incassare un cartellino giallo per interrompere l'ennesima azione di attacco monegasca, come sempre impostata sulla velocità con passaggi filtranti, che prende il via dopo una palla persa da Pjanic. In questa fase molto più Monaco che Juventus: la differenza la sta facendo soprattutto Mbappé, che nei primi passi risulta praticamente imprendibile per i difensori della Vecchia Signora. L'unica certezza finora è che la partita si gioca a un ritmo che, nel campionato italiano, è del tutto sconosciuto: qui si corre, tanto e davvero, con ribaltamenti di fronte continui e improvvisi.

Al 28esimo bellissima azione sulla fascia destra della Juventus: Dani Alves, tacco di Dybala e gol di Higuain, che si sblocca in Champions dopo oltre 300 minuti di astinenza. Gol pesantissimo in chiave finale. A questo punto si vedrà la vera qualità del Monaco, si capirà la maturità di un gruppo giovane che di solito gioca sulle ali dell'entusiasmo. Qui dovrà giocare per recuperare.

Poco dopo la mezz'ora pericolosissima punizione per i padroni di casa: sfiora e mette in angolo la difesa juventina, l'arbitro spagnolo Lahoz non vede e concede la rimessa dal fondo. I monegaschi non sembrano aver accusato eccessivamente il colpo e continuano a impostare la gara come hanno fatto prima di subire il gol. Dopo 36 minuti di gioco arriva un giallo anche per il Monaco (Fabinho su Pjanic): sul calcio di punizione Dybala non va oltre un tiro controllato con calma dal portiere Subasic.

Il Monaco preme, anche grazie a una certa lentezza della difesa bianconera in fase di disimpegno, e si arriva così agli ultimi cinque minuti del primo tempo. Nulla da segnalare, a esclusione di un tocco di braccio-spalla di Marchisio che il direttore di gara giudica non falloso: azione da rivedere bene al rallenty, insieme a un'azione difensiva di Chiellini al 39esimo minuto, sulla sinistra dell'area di rigore juventina. Finisce il primo tempo, 1-0 Juventus. Gara finora equilibrata sia come possesso palla (52% Juventus) sia come occasioni in attacco. Ma alla fine, come sempre, conta solo buttarla dentro.

Secondo tempo, nessuna sostituzione per i due allenatori. Prima azione di Mbappé, sempre lui, che sulla fascia sinistra costringe Chiellini a liberare con affanno . Passa un minuto e Buffon salva la porta della Juve: non si butta subito a terra e così riesce a intuire e bloccare il tiro di Falcao. I grandi portieri servono a questo. Al 49esimo nuova azione in verticale del Monaco, Buffon chiude in area prima che Mbappé possa colpire la sfera. Avessi parecchie decine di milioni da spendere, un pensierino su questo diciottenne lo farei. Eccome.

Contropiede della Juventus al 53esimo minuto, Subasic chiude: ma il Monaco perde subito palla e concede a Marchisio l'occasione del 2-0. Il centrocampista juventino non sfrutta il regalo e sul ribaltamento di fronte è di nuovo Mbappé a impegnare Buffon. Tre minuti dopo è Dybala a crossare verso il centro dell'area monegasca, nulla di fatto e chiusura facile del portiere Subasic. Squadre più lunghe rispetto al primo tempo, con più spazi per gli attaccanti. Giallo per Marchisio al 57esimo minuto: poco danno, al ritorno ci sarà Kedira. Allegri non ha dato al centrocampista italiano gli stessi compiti del tedesco, minimizzando così gli effetti dell'assenza.

Raddoppio Juventus al 58esimo minuto: palla intercettata dalla Juventus poco oltre la metà campo, Dybala serve Dani Alves che crossa per Higuain libero di insaccare in scivolata. Adesso per il Monaco tutto è più difficile, non solo per il risultato ma anche dal punto di vista psicologico. Tutto in discesa per la Juventus, che era entrata in campo da grande favorita e sta confermando in pieno il pronostico. Le occasioni bisogna saperle sfruttare.

Al 66esimo minuto sostituzione per il Monaco: entra Moutinho, fuori Bakayoko. Un minuto dopo entra Germain ed esce Lemar. Allegri risponde al doppio cambio facendo scaldare Cuadrado. Venti minuti alla fine, la partita vive una fase interlocutoria con le due squadre che stanno prendendo fiato. Diciassette alla fine, Moutinho spara alto da fuori area.

Il primo cambio per la Vecchia Signora arriva al 76esimo minuto, con Cuadrado che entra in campo al posto di Higuain. Dodici minuti più eventuale recupero per le speranze del Monaco, dodici più recupero per le speranze bianconere di portare a casa un risultato che significherebbe quasi certamente finale di Champions. Il ritmo della partita è vistosamente calato, per i bianconeri è più facile bloccare le trame avversarie già oltre la linea dell'area di rigore. A dieci dalla fine doppio cambio per le due squadre: Marchisio lascia il posto a Rincon, Touré entra per Bernardo Silva.

Allegri sbraita contro Cuadrado, che è troppo lento a rientrare e non copre come vorrebbe il tecnico la parte centrale del campo. Ma ormai mancano si minuti di gioco, basta non fare disastri contro un Monaco sempre più in affanno nell'impostare le trame offensive. All'86esimo fallo di Rincon su Moutinho: tutti a vuoto sulla punizione, anche Buffon. Ma il pallone sfila innocuo oltre il palo alla destra del portiere bianconero. Entra Lemina al posto di Pjanic, mancano meno di due minuti più recupero.

Ultimo minuto, miracolo di Buffon che salva deviando sopra la traversa un colpo di testa di Germain. Una parata che vale la finale di Champions. Due soli minuti di recupero concessi dall'arbitro Lahoz, la striscia di vittorie casalinghe del Monaco si ferma dopo 13 partite: come spesso accade, le serie troppo lunghe finiscono per interrompersi nel momento peggiore.

Il ritorno di Torino a questo punto sarà una formalità, basterà non affrontare la gara con leggerezza per arrivare a Cardiff.

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