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Una lezione di investimento, per gentile concessione di “Nonna Peppa”

di Ken Fisher

(EPA)

3' di lettura

Quest’estate, una signora pugliese di 115 anni è diventata la donna più longeva d’Europa. Maria Giuseppa Robucci, meglio conosciuta come nonna Peppa, è la terza persona più longeva al mondo. Ma non è l’unica cittadina italiana ad avere tanti compleanni alle spalle! L’elevata aspettativa di vita in Italia è infatti, da tempo, invidiata ovunque. L'incredibile località di Acciaroli è famosa in tutto il mondo per la sua popolazione di ultracentenari, pari al 10% dei suoi residenti. E voi, vivrete più a lungo dei vostri investimenti accantonati per la vecchiaia?
Anche se non arriverete a compiere 115 anni, i vostri investimenti vi dovranno sostenere per molto più tempo di quanto possiate pensare.

Secondo l’Istat, l’aspettativa di vita media in Italia a 65 anni è balzata dai 15,1 anni del 1974 (il primo anno disponibile per l’osservazione di questi dati) ai 20,7 del 2016. E questa è solo la media! Potreste infatti essere tra coloro che sono al di sopra della media. La medicina, inoltre, facendo leva sulla tecnologia, sta facendo passi da gigante. È proprio l'ausilio della tecnologia quello che lo scorso anno ha permesso a un gruppo di scienziati, tra cui il ricercatore dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Michele De Luca, di riuscire a salvare la vita di un bambino grazie a un trapianto di pelle geneticamente modificata, aprendo così la strada alla cura di una malattia dell'epidermide considerata mortale. È sempre la tecnologia l’elemento chiave che nel 2016 ha permesso a un’equipe del San Raffaele di giungere a una svolta, tracciando i linfociti T e contribuendo alla lotta contro il cancro. Spostandoci al di fuori dell'Italia, nel Regno Unito, i ricercatori stanno mettendo a punto la sperimentazione del sangue artificiale che potrebbe avere innumerevoli applicazioni. Altri invece stanno vagliando gli usi dell’intelligenza artificiale nei campi più diversi, dalla mammografia all'espansione dei dati di ricerca ben oltre quelli degli studi clinici. Molti di questi tentativi falliranno o dimostreranno di essere stati eccessivamente sbandierati, tuttavia la storia ci insegna che ve ne saranno abbastanza che andranno a buon fine, allungando l'aspettativa di vita.

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I vostri investimenti devono tenere in considerazione i progressi della medicina di oggi e di domani. Come? Molti ritengono erroneamente che il proprio orizzonte temporale finisca al raggiungimento dell'età pensionabile. Durante il pensionamento diventano “prudenti”, evitando le azioni e concentrandosi sul reddito fisso. In realtà si tratta di un atteggiamento per niente prudente, bensì rischioso. Il vostro orizzonte temporale quando parliamo di investimenti è l'intero periodo in cui questi devono sostenervi per realizzare i vostri obiettivi, ovvero l'intero arco temporale della vostra esistenza, magari coprendo anche quella del coniuge. Se avete 50 anni e i vostri genitori hanno superato abbondantemente gli 80, la vostra aspettativa di vita potrebbe facilmente raggiungere i 100 anni. Cercate di non arrivare alla fine della vostra vita con pochi risparmi. È tremendamente brutto! Gli insignificanti proventi dei titoli di stato non riusciranno a sostenere decenni di pensionamento. Vi servono rendimenti superiori al 2,96% offerto oggi dai BTP decennali .

In pochi lo capiscono ma, nel lungo periodo, i titoli azionari sono molto meno rischiosi dei titoli obbligazionari. Storicamente il mercato azionario ha generato rendimenti storici più elevati e minore variabilità sul lungo termine. Prendendo come riferimento l'indice statunitense S&P 500 (in valuta USD) in considerazione della sua lunga storia, durante periodi mobili di 20 anni dal 1926 in avanti, le azioni hanno fatto meglio delle obbligazioni 71 volte su 73. E quali sono stati i rendimenti cumulati medi per le azioni? 841% contro il 241% dei titoli obbligazionari. Le uniche due volte in cui questi ultimi hanno reso di più delle azioni, il divario non è stato ampio e mediamente le azioni hanno reso il 239%. Se analizziamo periodi successivi di 30 anni, invece, le azioni vincono sempre, con un rendimento cumulato medio del 2.417%.

Evitare investimenti azionari significa dunque che i rendimenti a lungo termine saranno ridotti. Anche un patrimonio da un milione di euro investito interamente in obbligazioni è capace di ridurre a livelli minimalisti un pensionamento trentennale, se teniamo conto dell'effetto dell'inflazione. Per evitare di trovarsi privi di risparmi nell'ultima fase della propria vita potrebbe essere necessario ottenere rendimenti in linea con quelli generati dal mercato azionario, specialmente se la ricerca in campo medico continuerà a progredire con successo.


Ken Fisher, Presidente di Fisher Investments Europe e Presidente Esecutivo di Fisher Investments Twitter: @KennethLFisher

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