Benessere hi-tech

Una lista di gadget super coinvolgenti per arricchire il tempo libero

Volare con un drone, diventare speaker con un kit da professionisti. E poi smoothie-à-porter e un soffio per perdere peso. Per divertirsi e aggiornarsi

di Jonathan Margolis

4' di lettura

Il crescente successo dei podcast non è certo stato privo di intoppi, a un certo punto sembrava essersi un poʼ smorzato. Poi però è arrivato Serial e il resto è storia. Il bello dei podcast è che chiunque è in grado di realizzare e trasmettere le proprie registrazioni. Tecnicamente lo si può fare anche con uno smartphone, anche se la qualità dell'audio avrà un non so che di “casalingo”.

Per realizzare un podcast professionale non è necessario disporre di uno studio, ma almeno di un microfono da tavolo e di cuffie monitor come quelli che si utilizzano in uno studio. Questo kit del noto produttore austriaco di microfoni AKG, contiene l'attrezzatura necessaria per realizzare podcast, compresi software e annessi e connessi. A voi basterà aggiungere un pc o un Mac e, voilà, siete pronti per trasmettere. Che cosa contiene la confezione? Il pezzo forte è il microfono USB Lyra di AKG, uno strumento da veri professionisti, che può essere posizionato in diversi modi per adattare il campo di ricezione a seconda che debba registrare la voce di una sola persona o una discussione tra più partecipanti. Il microfono si connette al pc tramite la porta USB ed è munito di una rotella, in modo che l'intervistatore possa anche fungere da produttore e apportare subito adattamenti semplici o sfumare la voce.

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Le cuffie K371, incluse nel kit di AKG, si collegano anche al microfono e, dal punto di vista pratico, è la soluzione perfetta. Usare questo kit è un piacere e la produttrice di podcast a cui l'ho prestato ne è rimasta entusiasta. Si è innamorata in particolar modo delle cuffie – con il filo, non Bluetooth – per la loro comodità e il suono preciso, uniforme e senza fronzoli. Con il kit è possibile avere anche il software per produzione audio Ableton Live 10 Lite, che pare funzioni bene, ma la produttrice in questione ha preferito continuare a usare il suo Reaper. Online potete anche trovare un corso gratuito di Berklee per imparare le basi della registrazione.

 

IL FRULLATORE DA VIAGGIO

Gli smoothies fanno bene, giusto? Soprattutto se contengono tanta frutta e verdura. Per prepararli ci vuole un elettrodomestico potente, perciò di solito i frullatori funzionano a corrente. Ora dalla California è arrivato BlendJet , un frullatore monoporzione, portatile e ricaricabile che non ha bisogno di essere attaccato alla spina. Come si fa a non amarlo? Perfetto per il campeggio, le lunghe passeggiate per raccogliere erbe spontanee (perché non provare uno smoothie di ortiche e aglio selvatico?), sarà anche molto invidiato dai colleghi in ufficio. Con una ricarica tramite USB si riescono a fare fino a 15 frullati ed è disponibile in 16 colori, che richiamano quelli della frutta. Ricordatevi, però, che si tratta di un gadget leggero, meno potente dei classici elettrodomestici a corrente, quindi se introdurrete frutta o verdura surgelata purtroppo lo metterete fuori gioco.

 

METABOLISMO SOTTO CONTROLLO

Farà sicuramente arrabbiare il mondo della scienza questa startup che dice di aver sviluppato un dispositivo portatile per “regolare il metabolismo” e aiutare a perdere peso. Eppure il principio che guida Lumen sembra essersi diffuso e questo simpatico gadget – che si propone di ottenere gli stessi risultati di complessi macchinari da laboratorio – sta raccogliendo consensi. L'idea che monitorando l'anidride carbonica nel respiro si può avere un'indicazione in merito al proprio consumo metabolico per valutare se, in un determinato momento, si stanno bruciando carboidrati (non adatto per perdere peso) o grassi (adatto). Lumen elabora anche i risultati in modo da raccomandare un piano nutrizionale. È un dispositivo maneggevole dotato di un'apposita app: l'ho provato e sembrava funzionare davvero. Dopo una cena leggera e il digiuno notturno, chiaramente il mio corpo stava bruciando grassi. Qualche giorno dopo, un incontro a tarda sera con uno scoiattolo di cioccolato – sì, lʼho mangiato tutto, non c'è neanche da chiederlo – mi ha fatto stare malissimo e Lumen mi ha detto che stavo ancora bruciando carboidrati la mattina dopo. Imparare a inspirare ed espirare nel modo giusto richiede un po' di pratica e bisogna mettersi davvero d'impegno per usare bene l'app, ma anche solo capire a grandi linee come funziona il mio metabolismo mi è stato dʼaiuto. Vale la pena di provarlo.

UN DRONE PER SFRECCIARE A 140 KM/H

L'azienda cinese DJI  è la Apple dei droni – costosi, belli e molto facili da usare. Nel 2013 DJI ha lanciato il primo modello ready-to-fly, dotato di sistema gps per mantenere la stabilità. Da allora ha lasciato che i concorrenti si cimentassero in nuove tecnologie, prima di lanciare la sua versione perfezionata. Ecco quindi i droni FPV (first-person view, con visuale in prima persona) dotati di videocamera integrata che trasmette ciò che riprende in tempo reale a un paio di occhiali VR, in modo da avere l'impressione di essere il pilota. Il primo modello del genere di DJI è entusiasmante, risponde bene ai comandi e farlo andare a sbattere o romperlo è molto difficile. Con lʼapposita licenza (gli unici droni che non la richiedono sono quelli sotto ai 250 grammi, ma vi sfido a non riuscirci), mi sono proprio divertito a sfrecciare su un paesaggio fluviale e semi-rurale. Il modello FPV può raggiungere i 140 chilometri all’ora con un’altitudine massima teorica di 6mila metri, che però vi farebbe finire in galera. Comunque già svolazzando a 50 chilometri all’ora, rimanendo al di sotto del limite di legge di 120 metri, vi sembrerà di essere un uccello.

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