LE SFIDE

Una manager alla guida dell’albo cavatori «La via green è possibile»

Elisabetta Mainetti resterà in carica per il triennio 2021-2024. «Serve dialogo fra interesse pubblico e privato: imprese sane creano lavoro»

di Barbara Ganz

Alla guida. Elisabetta Mainetti è ad di Costruzioni Generali Girardini Spa

3' di lettura

Un settore che ha vissuto una pesante crisi, iniziata ben prima della pandemia, e che ora sta riprendendo a marciare, ma con di fronte nuove sfide, a cominciare dalla sostenibilità e dal contesto che ha sempre identificato le cave come un impoverimento per i territori che li ospitano.

«La crisi l’abbiamo sentita tutti: ora va meglio, ma c’è da ricostruire anche una reputazione», spiega Elisabetta Mainetti, eletta nell’ultimo consiglio direttivo alla guida dell’Albo Cavatori, associazione regionale che riunisce oltre cento imprenditori del settore estrattivo del Veneto, operanti nei territori di Verona, Vicenza, Treviso e Padova. Una votazione all’unanimità per la nuova presidente, che resterà in carica per il triennio 2021-2024.

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Mainetti è una manager, non una imprenditrice: amministratrice delegata di Costruzioni Generali Girardini Spa, storica impresa attiva nel settore stradale ed estrattivo, passa alla guida della principale associazione di categoria dei cavatori veneti prendendo il testimone da Ottorino Zamberlan.

«Il settore è sempre stato considerato critico per l’impatto ambientale significativo delle cave: nessuno ne vuole sul proprio territorio, nonostante le compensazioni previste per ogni metro cubo di materiale scavato e che hanno reso floride le casse di più di un comune». Eppure proprio dalle cave viene l’elemento base del settore costruttivo: «La verità è che, nonostante l’uso crescente di materiali sintetici o riciclati, non esiste al momento una vera alternativa alla ghiaia, necessaria all’edilizia e al comparto stradale». In Veneto le cave sono circa 380, «alcune molto piccole, mentre altre riguardano materiali ornamentali come il marmo. Ma i processi produttivi hanno bisogno di grandi quantità di materiale: pensiamo solo alla Pedemontana che, oltre ad aver fornito una grande quantità di inerti naturali al mercato, ne ha assorbiti ancor di più per la realizzazione delle infrastrutture, per calcestruzzi, sottofondi e conglomerati bituminosi». La legge di riferimento è il Piano cave del 2018: «Un provvedimento molto atteso dal 1982, anno di approvazione della precedente Legge, ma nonostante questo è difficile far combaciare il fabbisogno reale con quello definito, prima che alcuni progetti entrassero a regime, come la Tav, l’alta velocità ferroviaria: solo per la tratta Verona-Vicenza Est servono infatti 6 milioni di metri cubi, che non trovano copertura nei volumi del Piano cave. Ogni cava ha una propria pianificazione, e così ogni provincia. La complessità è che far arrivare la ghiaia dai comuni limitrofi significa caricare la viabilità di ulteriore traffico pesante su gomma, con un aumento anche di emissioni di Co2».

Una questione di equilibri, mentre l’ambiente chiede sempre più cura: «La sostenibilità è un tema che richiede attenzione e pragmatismo: eppure proprio una zona che ha subito un danno può essere una grande occasione di applicazione di nuove tecniche e di progetti verdi. Non si può cancellare l’esigenza di usare le cave fino alla loro estinzione, perché si bloccherebbe l’edilizia, e non si può pensare di riempire o cancellare il segno di una cava passata. Ma si può intervenire ricucendo le ferite e trasformandole in opportunità».

Perché «le cave non sono solo un “male necessario” per reperire la materia prima, ma possono essere uno strumento eccezionale e concreto nelle politiche per la sostenibilità ambientale, in linea con i principi del Pnrr. Penso a bacini anti alluvione e messa in sicurezza di frane, ma anche a siti ideali per ospitare campi fotovoltaici, anche di grande estensione, così da contribuire alla quota di energia da fonte rinnovabile richiesta al Paese e preservare, allo stesso tempo, le colture nei terreni agricoli». La ex cava denominata Il Lago Le Bandie di Villorba, Treviso, una cava in falda è divenuta un importante centro turistico e sportivo. E proprio la « ricerca del dialogo costruttivo con le istituzioni, al fine di bilanciare l’interesse pubblico dell’ambiente in cui viviamo e quello privato dell'impresa, sarà al centro del mio mandato. È essenziale che tutti gli attori coinvolti, dalla politica al privato cittadino, comprendano che gli obiettivi sono comuni e che le aziende sane, lavorando in sinergia con il territorio, creano posti di lavoro e stimoli corretti all’economia».

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