A Milano

Una mostra per ripercorrere 30 anni di collaborazione con la maison

L'eccentrico fotografo Jean-Paul Goude ha firmato iconiche campagne per i profumi, come quella di Coco del 1992 con Vanessa Paradis

di Giulia Crivelli


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In Goude We Trust. La mostra si tiene a Palazzo Giureconsulti, a due passi dal Duomo e presenta fotografie, filmati, installazioni e performance dal vivo. Accanto, l'immagine scelta per promuovere la variante Eau Tendre

2' di lettura

Forse non tutti conoscono il suo nome o sanno associarvi il suo aspetto da allegro folletto. Tutti però abbiamo visto le sue foto, campagne pubblicitarie, scatti di donne almeno tanto eccentriche quanto lui. Parliamo di Jean-Paul Goude: chiamarlo fotografo – anche se questa è la sua formazione – è riduttivo. Ha lavorato per tantissimi marchi della moda e del lusso, contribuendo a forgiarne l’immagine: da qui la definizione scelta per Goude nel presentare la mostra che apre dopodomani a Milano, image-maker. Il titolo è un omaggio all’autoironia dell’artista: “In Goude We Trust” e l’esposizione, presentata da Chanel con il patrocinio del Comune di Milano, resterà allestita fino al 31 dicembre a Palazzo Giureconsulti, storico edificio seicentesco che in passato ha ospitato mostre dedicate a star del cinema e della musica e una personale del grandissimo Sebastião Salgado.

La mostra milanese è curata dallo stesso Goude e racconta 30 anni di collaborazione con Chanel. È divisa in tre parti: la prima è interamente dedicata al suo lavoro per la maison francese e ripropone i “corti d’autore” realizzati per alcuni profumi, come Coco, del 1992, nel quale Vanessa Paradis, all’epoca diciottenne, interpreta un uccellino. In questa sezione, accanto a film e installazioni, anche una speciale performance dal vivo di alcune ballerine, estratto dello spettacolo creato nel 2001 per il lancio della collezione Chanel di alta gioielleria The Five Elements.

La seconda sezione introduce le opere più emblematiche di Goude attraverso i diversi mezzi di espressione: film, immagini, disegni, ektachromes tagliati oltre ad una selezione delle sculture luminose, esposte al Centre Pompidou di Parigi nel 2017. Nella terza sezione è allestito un mini-teatro dove si può vedere il film So Far So Goude, lungometraggio di 90 minuti che offre una panoramica delle ispirazioni e della carriera di Jean-Paul Goude, dagli esordi ai giorni nostri. Se il titolo della mostra “gioca” con il detto inglese in God we trust (che potremmo tradurre con siamo nelle mani di Dio), il film parte dal modo di dire americano so far so good, equivalente di “fino a qui tutto bene”. Eccentrico anche in questo, l’artista: difficile infatti che un francese diluisca la sua lingua con l’inglese. Ma è proprio la visione aperta e non convenzionale di Goude che ha trovato un approdo sicuro in Chanel.

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