La relazione di Bankitalia / 1

Una nuova bussola monetaria per il dopo pandemia

Indipendenza e credibilità sono i pilastri che garantiscono ai cittadini la tutela della moneta

di Donato Masciandaro

(Adobe Stock)

3' di lettura

Per aumentare l’efficacia della azione della politica monetaria, occorre una nuova bussola. È un messaggio importante quello che ieri è stato dato dal governatore Visco. Per coglierne in pieno la rilevanza, occorre però specificare due passaggi: uno istituzionale, l’altro tecnico.

Il primo passaggio è estrarre la novità che riguarda la politica monetaria da un documento – le Considerazioni finali – che non ha, né può avere, tale finalità. Il governatore ha ricordato il ruolo della Banca d’Italia come garante della stabilità del valore dell’euro, nell’ambito del perimetro di azione della Bce. In tale perimetro è in corso una revisione globale della strategia di condotta della politica monetaria, e nell’ambito di questa revisione un argomento cruciale è quello di definire l’obiettivo che orienta l’azione della banca centrale. Quindi, stiamo parlando di un processo in corso, che coinvolge il sistema delle banche centrali dell’area euro nel suo complesso, e rispetto al quale il governatore non poteva che usare espressioni generali, con il tempo dei verbi rigorosamente al condizionale. Nondimeno, se arbitrariamente trasformiamo affermazioni generali e ipotetiche in previsioni specifiche e circostanziate, possiamo ricavare la seguente notizia: per migliorare l’ancoraggio delle aspettative, dobbiamo modificare l’obiettivo della politica monetaria.

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Ma perché la notizia è rilevante? Il secondo passaggio è allora quello di sottolineare quanto saranno cruciali le aspettative non solo per avviare e consolidare la ripresa economica post-pandemia, ma anche, più in generale, per rafforzare il patrimonio di credibilità e di indipendenza che le banche centrali europee si sono guadagnate sul campo in questi difficili anni. In altri termini, una notizia apparentemente tecnica ha in realtà una valenza economica e politica esponenzialmente maggiore.

Il punto di partenza è l’attuale obiettivo della Bce: una variazione dei prezzi al consumo, nell’area euro nel suo complesso e su un orizzonte di medio periodo, che sia inferiore, ma vicina, al 2 per cento. Sul punto, il governatore ha fatto due affermazioni. Da un lato, le indagini sul campo presso famiglie e imprese hanno mostrato che un tale obiettivo sembra difficile da interpretare, e talvolta viene frainteso. Quindi potrebbe essere più efficace un obiettivo fissato semplicemente al 2 per cento. Da un altro lato, dopo una fase recessiva straordinaria, come quella appena vissuta, la politica monetaria potrebbe tollerare, ancorché temporaneamente, tassi di inflazione moderatamente superiori al proprio obiettivo. Le due affermazioni portano a concludere che la bussola monetaria cambierà.

È una novità importante, in un meccanismo di base che viene confermato. Il meccanismo di base è quello per cui l’efficacia della politica monetaria dipende dalla capacità della banca centrale di influenzare nella giusta direzione le aspettative. La novità è interrogarsi su quali siano oggi le caratteristiche peculiari sia dei pubblici di riferimento della Banca – i mercati, ma anche, appunto, le famiglie e le imprese – sia della scatola di trasmissione che c’è tra la Banca e tali pubblici: i media, nell’accezione più ampia del termine. Anche dalla sfida della comunicazione dipende la credibilità di una politica monetaria, che è a sua volta presidio concreto della indipendenza della banca centrale dalla politica. Il legame tra credibilità e indipendenza è un pilastro che garantisce i cittadini sul fatto che la tutela della moneta non verrà sacrificata a interessi di parte, o miopi. Un pilastro – lo ha ricordato anche ieri il Governatore – che sarà particolarmente necessario nei prossimi mesi, in cui il coordinamento tra le azioni dei governi e quelle delle autorità monetarie sarà cruciale, «fermo restando l’indipendenza dai governi sancita dai Trattati». A buon intenditor, con quello che ne segue.

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