Storie dalle materie prime / Prima puntata

Una passione che fa fare il giro del mondo e il pieno di storie

di Alessandro Giraudo

(AdobeStock)

4' di lettura

Ho sempre avuto una passione per le materie prime ; all'età di dieci anni, anni avevo modificato il Monopoli con delle caselle che rappresentavano oro, ferro, rame, grano, cotone, caffè, zucchero, cacao ed la “Gazzetta Economica” annunciava crisi, raccolti eccezionali, fitopatie, guerre e tempeste tropicali per fare salire o scendere i prezzi.… Paradossalmente non ho orientato i miei studi economici intorno alle commodities, ma poi nella mia vita professionale sono stato attratto da questi strani mercati, un po' arcani, misteriosi, pieni di curiosità in cui è necessario conoscere la geografia, la storia, le rotte delle navi e la logistica, i mercati delle divise, i retroscena delle vicende politiche e poi veramente i dettagli qualitativi delle varie materie prime. Quale è la differenza fra l'orzo distico ed esastico, fra lo zucchero di canna e quello di barbabietola, fra il platino ed il palladio …e a che cosa servono questi due metalli?

Chiaramente le lezioni sulle materie prime all'epoca medievale di Cipolla, quando ero a Berkeley, sul ruolo del pepe, ma anche del sale, dei cereali del Baltico e della seta avevano attizzato la mia curiosità…E quando una grande impresa specializzata nelle transazioni sui cereali mi aveva offerto di lavorare a Milano, poi a Ginevra, Amsterdam e Parigi avevo ceduto alla tentazione…senza sapere che avrei dovuto affrontare la peritonite (naturalmente gestita dal capitano) di un marinaio su una nave che trasportava da Baton Rouge a Ravenna dei cereali che avevo venduto ai vari mangimisti della Romagna, oppure le piogge torrenziali che impedivano di caricare dei cereali a Buenos Aires. Ho lavorato sul mercato dei cereali quando i sovietici importavano dall'Occidente 50 milioni di tonnellate di cereali e oleosi; adesso Russia ed Ukraina esportano 52 milioni di tonnellate solo di cereali. Oppure che emozione, quando ero a Zurigo all'Edelmetallabteilung di una grande banca, quando il chief-dealer, durante il fixing dell'oro a Londra, aveva su un orecchio la cornetta con Mosca e l'altra con Johannesburg! Ed i dettagli vissuti della speculazione sull'argento dei fratelli Hunt si accavallano con altre grandi speculazioni che ricordano quelle della banca Hope sulla cocciniglia (a fine Settecento) o su quella dei mercanti veneziani e genovesi che acquistavano 12 once d'argento spagnolo contro una d'oro e che vendevano otto once d'argento contro una d'oro a Odessa o sul mercato di Trebisonda ai mercanti mongoli che compravano l'argento contro l'oro dello Yunnan. Senza dimenticare le vicende di Mansa Mussa, forse l'uomo più ricco del mondo di tutta la storia, che durante il suo pellegrinaggio alla Mecca (1324-1326) aveva distribuito a chi incontrava (ricchi e poveri) una decina di tonnellate d'oro, con un impatto terribile sul rapporto fra i prezzi dell'oro e dell'argento nel bacino del Mediterraneo. E cosa dire delle gelate delle piantagioni del caffè in Brasile che facevano impazzire i corsi del robusta a Parigi ed a Londra… e del caldissimo estate del 1976, quando i corsi dei cereali erano esplosi a causa della siccità?

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La mia passione è una di quelle che prende alle trippe; è una piacevole malattia che non si cura ! Ecco perché ho deciso di scrivere un paio di libri (dei 17 che ho scritto) sulle materie prime e sto redigendo il terzo, ancora sule commodities. Racconto una breve sintesi della loro lunga storia, degli aneddoti, di uomini, di mercanti, di navigatori che mettevano a repentaglio la loro vista, di agenti dello spionaggio che rubavano le piante del caffe e del te. Si tratta di un enorme calderone in cui i mercati forgiano il DNA dell'economia, mescolando odori delle spezie, fragranze e profumi inebrianti di donne attraenti, lezzo e puzza del sudore degli uomini e degli animali carichi di mercanzie che attraversano deserti e di marinai che fanno dei viaggi lunghi e pericolosi. Dobbiamo ricordarci che nei viaggi del galeone di Manila; un terzo dei marinai e passeggeri non arrivavano vivi a destinazione: malattie, febbri, dissenterie, sete decimavano l'equipaggio. Un ratto vivo (cioè delle proteine fresche) si negoziava a un mezzo scudo d'argento e gli uomini spesso bevevano dell'acqua che era ottenuta strizzando delle vecchie vele stese sulla tolda quando pioveva…

Ma adesso questi mercati sono tutti elettronici, asettici, trasparenti…sono colorati sugli schermi con i prezzi in verde (quando salgono) o in rosso (quando scendono). Pure i grafici dei corsi sono disegnati con dei colori e sono analizzati con delle tecniche molto moderne, ma anche con la serie di Fibonacci, mercante e matematico del Duecento. Ma dietro a queste vicende quotidiane c'è una storia di transazioni alle grida, di campanelle che suonavano per dare inizio agli scambi, come quella del mercato dell'oro a Rialto nel Rinascimento e di luoghi mitici che ci fanno sognare : Troia (grande mercato dell'oro del Mediterraneo), la via sacra nel foro romano, Samarcanda, Timbuctu, Sofala, Malacca, Macao…Bisogna pensare a Siviglia quando marinai e mercanti partivano per l'America carichi di mercanzie, di speranze e (sicuramente) di timori ed a Manila, quando arrivava il galeone da Acapulco, dopo quattro mesi di viaggio, carico dell'argento spagnolo del Messico e del Peru, da scambiare contro seta, porcellane e spezie, senza dimenticare le grida sui pit di Chicago dove il rumore all'inizio delle negoziazioni superava i 100 decibel…Questi misteriosi mercati che vivono un po' nell'ombra, di tanto in tanto attirano l'attenzione del mondo, come in questo momento: i prezzi salgono, la domanda esplode, scopriamo che nel nostro telefonino di sono almeno 40 metalli di cui non conosciamo nemmeno il nome, i problemi di logistica complicano le vicende dell'offerta, un incidente nel canale di Suez crea dei problemi enormi (risolti, paradossalmente dalle maree e dalla Luna) e osserviamo che i Cinesi dominano i mercati con la loro fame gargantuesca di materie prime…ed allora ci ricordiamo che sul nostro pianeta un uomo su sei è cinese….e che un po' più di un terzo degli uomini abitano in Cina o in India…!

Alessandro Giraudo, economista, ha studiato a Torino, Genova, Berkeley (con Carlo Maria Cipolla) e Salisburgo; ha lavorato a Torino, Milano, New York, Ginevra, Zurigo, Amsterdam e Parigi, dove è stato Chief Economist del gruppo internazionale Tradition.

Insegna Finanza internazionale e Storia Economica della Finanza in una delle Grandes Ecoles di Parigi. Con add editore ha pubblicato Storie straordinarie delle materie prime e Altre storie straordinarie delle materie prime (2021).

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