L’APPELLO

Una politica europea per l’emergenza: la lettera di 157 economisti a governo e Ue

Il documento, tra i cui firmatari appaiono alcuni studiosi vicini alle correnti eterodosse, esprime la preoccupazione che l’emergenza porti alla fine della moneta unica e alla disgregazione della Ue


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Il Commissario all’Economia Paolo Gentiloni (Afp)

2' di lettura

Una lettera aperta (ecco il testo integrale con tutti i firmatari) al Governo e al commissario europeo Paolo Gentiloni. Per chiedere all’Europa un «pacchetto di provvedimenti straordinari» contro le conseguenze dell'epidemia di coronavirus.

Più di 150 economisti hanno firmato un documento, indirizzato anche al presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al ministro dell’economia Roberto Gualtieri perché siano le istituzioni comunitarie ad affrontare l’emergenza sanitaria globale.

I 150economisti sostengono che «un’emergenza così grave, non adeguatamente gestita, potrebbe portare alla fine della moneta unica e in ultima analisi alla disgregazione finale dell’Unione europea». Propongono un pacchetto articolato di misure per affrontare sia l’emergenza sanitaria che quella economica.

Gli economisti affermano che «sono indispensabili stanziamenti urgenti a sostegno del sistema sanitario, delle famiglie e delle imprese di tutti i paesi europei». Non crediamo si tratti «solo di garantire maggiore flessibilità ai bilanci pubblici nazionali, perché gli stanziamenti dei singoli stati non possono essere sufficienti». Ciò comporterebbe «aumenti del deficit pubblico e dello spread degli interessi che vanificherebbero le politiche di riequilibrio dei conti pubblici».

Le proposte comprendono il «rifinanziamento immediato dei sistemi sanitari dell'Unione europea»; un «sussidio di disoccupazione» per lavoratori a tempo determinato e indeterminato; un «indennizzo economico per le famiglie poste in quarantena domiciliare»; «sussidi e linee di credito» per le imprese che debbano sospendere temporaneamente l'attività; «assistenza ai minori» i cui genitori sono entrambi ricoverati e agli «anziani non autosufficienti».

Gli aiuti, dalla scuola al terzo settore
Per l'interruzione delle lezioni a scuola, il documento propone sia «aiuti diretti alle famiglie» che «un finanziamento straordinario» per consentire «la didattica a distanza». Per il terzo settore che opera a sostegno delle situazioni di emergenza si ipotizza «uno specifico finanziamento»Il documento si conclude con l’auspicio per un «grande piano di investimenti relativo a infrastruttura e ambiente» che rilanci l'economia europea già fortemente colpita dalla crisi finanziaria e ora messa in ginocchio dalla crisi sanitaria.

Per poter finanziare questo programma di interventi, la lettera aperta chiede la creazione di «un appropriato strumento di scopo a livello europeo, sostenuto da garanzie comuni, privo di rischio, e quindi caratterizzato da bassi tassi d'interesse (safe asset)».

A giudizio dei 157 economisti, il governo dovrebbe farsi portavoce a livello europeo di questo pacchetto di provvedimenti urgenti.

Ecco l’elenco completo dei firmatari

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