una mostra a Londra

Una regina anche di stile: ecco come Vittoria diede vita a Buckingham Palace

Oggi è la sfarzosa e celebre casa della regina Elisabetta, ma prima della regina Vittoria era un palazzo incompiuto. Una mostra, proprio a Buckingham, racconta come nacque il mito di questa residenza reale. Progettata anche per i bambini

di Nicol Degli Innocenti


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    3' di lettura

    LONDRA - Buckingham Palace quest’estate festeggia il 200esimo anniversario della nascita della Regina Vittoria con un mostra speciale che racconta la storia, che pochi conoscono, di come la giovanissima regina abbia trasformato il palazzo rendendolo la grandiosa residenza reale di oggi.

    La famiglia reale al completo sul balcone di Buckingham Palace

    Cresciuta a Kensington Palace, Vittoria era diventata regina nel 1837, a 18 anni. Entro tre settimane dall’incoronazione si era trasferita a Buckingham Palace, allora un palazzo incompleto e con gran parte delle sale senza mobili e senza decorazioni o stucchi. Giorgio IV, zio di Vittoria, aveva commissionato l’ampliamento della modesta Buckingham House in un palazzo degno di un re, ma era morto prima di potersi trasferire. Il palazzo era poi rimasto chiuso e disabitato per sette anni durante il breve regno di Guglielmo IV, che aveva preferito continuare ad abitare a Clarence House, tuttora la residenza ufficiale del principe di Galles.

    Vittoria ha modificato l’architettura del palazzo prima da sola e poi con l’aiuto del marito, il principe tedesco Alberto, suo cugino, che aveva sposato nel 1840. Nel 1847 fu costruita l’ala Est, che ha aggiunto un’intera facciata al palazzo, poi diventata l’ingresso principale con il balcone centrale affacciato sulla piazza e sul Mall immortalato in milioni di foto.
    La Regina ha ideato e avviato alcune tradizioni che continuano ancora oggi, come il saluto della famiglia reale dal balcone e il “garden party”, la festa in giardino alla quale la sovrana invita non solo i notabili del regno ma anche comuni cittadini.

    Vittoria, la regina che diede vita al mito di Buckingham Palace

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    Oltre alla struttura del palazzo, Vittoria ha trasformato anche gli interni, aggiungendo decorazioni, stucchi e mobili alle sale vuote. Giovane e amante delle feste e della danza, ha voluto creare una grandiosa sala da ballo di 600 metri quadri, la più grande del palazzo.
    Nella sala si tenevano balli in maschera e anche celebrazioni nazionali, come il gran ballo di Stato del 1856 per festeggiare la fine della guerra in Crimea, al quale furono invitati anche gli ufficiali e i soldati. In occasione della mostra una ditta specializzata di Hollywood ha ricreato una full immersion tecnologica in un ballo dell’epoca, una quadriglia danzata alla musica della Traviata di Verdi da invitati in abiti dell’Ottocento, utilizzando ologrammi a tre dimensioni.

    La mostra è un viaggio attraverso il lungo regno di Vittoria, con i celebri ritratti della regina, della coppia reale e della famiglia reale di George Heyter e di Franz Winterhalter. La regina aveva anche voluto modificare le insegne degli Ordini di Cavalleria, tempestate di diamanti, rendendole più leggere di quelle tradizionali e adattandole in una lunga collana che poteva indossare con i suoi abiti da ballo, alcuni dei quali sono in mostra. Decisa a sostenere il “made in England”, la giovane regina indossava solo lana e tweed inglese e seta tessuta a Spitafields a Londra. Si visita anche la sala del trono, con i due troni affiancati di Vittoria e Alberto.

    Il percorso rivela anche oggetti personali mai visti prima, come lo scrigno in oro e velluto nel quale la regina conservava i primi dentini dei nove figli, la culla in legno della principessina Luisa o i ritratti dei bambini fatti da Vittoria nel suo album di schizzi.
    Oltre all'aspetto pubblico e al miglioramento dei saloni di rappresentanza, infatti, Vittoria ha voluto trasformare il palazzo anche in una casa accogliente per una famiglia con tanti bambini piccoli. La regina scrisse personalmente al primo ministro, Robert Peel, per chiedere finanziamenti pubblici perché «la casa non basta per la nostra famiglia che cresce». I fondi furono concessi e Vittoria potè aggiungere una grande stanza giochi e camere per i bambini, otto dei quali erano nati a Buckingham Palace, ma anche ampliare e rendere più moderne le cucine.

    Secondo la storica Amanda Foreman, che ha curato la mostra, quella voluta da Vittoria è stata una «rivoluzione femminista» a Buckingham Palace, anche se la regina ovviamente non avrebbe usato o compreso quel termine: «La regina ha trasformato la struttura stessa del palazzo, creando le tradizioni che tuttora associamo alla monarchia moderna e che sono l'espressione di un potere tutto femminile, basato sulla famiglia, sul senso del dovere e sulla lealtà verso i sudditi, non basato sul potere militare - spiega Foreman -. È significativo che sia stata una donna che ha definito il concetto moderno di potere sovrano e la sua espressione».

    La storia, purtroppo, non ha un lieto fine. Dopo la morte dell’amatissimo Alberto a 42 anni, Vittoria per oltre un decennio non volle abitare al palazzo, troppo pieno di ricordi dolorosi. La regina definì Buckingham Palace «la più triste delle case tristi».

    Queen Victoria’s Palace
    Fino al 29 settembre 2019
    Buckingham Palace, Londra
    www.rct.uk

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