L’analisi

Una rete di ricarica per uscire dalla nicchia

di Gian Primo Quagliano

(Adobe Stock)

2' di lettura

In Italia per l’acquisto di auto elettriche pure sono in vigore incentivi così generosi che tra il 2017 e il 2020 hanno determinato una crescita delle immatricolazioni di elettriche pure dell’1,514%, che però in quota di mercato ha significato il passaggio dallo 0,1% al 2,3% delle vendite annuali.

È del tutto evidente quindi che al momento attuale l’auto elettrica pura è una soluzione di nicchia e ciò nonostante che per prestazioni, comfort e anche piacere di guida le elettriche oggi in commercio siano assolutamente competitive con le auto tradizionali.

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Perché dunque il decollo dell’auto elettrica pura non è ancora avvenuto? La risposta è semplice e, pensiamo, nota a tutti. L’auto elettrica non decolla perché per la stragrande maggioranza degli italiani mancano le colonnine di ricarica pubbliche e la possibilità di utilizzare la ricarica domestica è limitata dal fatto che coloro che dispongono di un garage o di un box auto che possa ospitare una presa di ricarica per l’auto sono una minoranza. Finché la situazione sarà questa l’elettrica pura rimarrà una soluzione di nicchia utilizzabile da particolari cittadini o per particolari impieghi o da ricchi signori che possono permettersi una scuderia di auto in cui una bellissima figura può fare una supercar elettrica pura.

Il problema dunque per il decollo dell’elettrica pura è uno solo ed è una adeguata disponibilità di punti di ricarica. Secondo alcuni studi per passare all’elettrico occorrerebbe una colonnina per ogni 10 automobili, il che significa che per un parco circolante come quello italiano ci vorrebbero quattro milioni di colonnine. Ciò naturalmente nell’ipotesi di convertire l’intero parco all’elettrico puro, ipotesi che nella prima metà di questo secolo non è raggiungibile. Se si vuole però proseguire sulla strada dell’elettrificazione senza porsi obiettivi al momento irraggiungibili, ma con la prospettiva di ridurre le emissioni, non c’è alcun dubbio che la soluzione è investire tutto quello che è necessario per dare una presa per l’auto a tutte le abitazioni che strutturalmente ne offrono la possibilità e per avere un incremento notevole delle colonnine che oggi sono più o meno ventimila.

Ci sono anche altri problemi da risolvere, come ad esempio l’incremento della densità energetica (quantità di energia a bordo per unità di peso o di spazio), lo smaltimento delle batterie ed altro. Se però non si risolve il problema delle colonnine si continuerà a pestare acqua nel mortaio.

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