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UNA ROMANTICA VALLE NELLE DOLOMITI LADINE

Partenza: Longiarù, 1500 mslm circa, oppure - qualora sia possibile salire - parcheggio oltre le case di Vì, a 1669 mslmArrivo: Utia Vaciara, 1950 mslm Difficoltà e pericoli: Verificare, come sempre, il bollettino valanghe. Nessun punto di appoggio.Tempo di percorrenza: un paio d'ore per la salita.

Non è difficile, per quanto abbastanza lunga, la salita a Utia Vaciara. Il percorso prende le mosse dal piccolo abitato di Longiarù, capoluogo di una stretta e quasi incontaminata vallata laterale della val Badia. Una vallata da vedere, caratterizzata da piccoli nuclei di baite tradizionali, qui chiamate “viles”. Un vero gioiello.
Dalla chiesa del paese si prosegue lungo la strada - ripida e raramente innevata tanto da richiedere di indossare le ciaspole - fino a superare gli ultimi masi. A quota 1660 mslm – oltre le baite di Vì - si presenta un bivio: si sceglie di salire verso sinistra seguendo le tracce rosse presenti sugli alberi a margine del tracciato, costeggiando, inizialmente, una staccionata.
Si ciaspola ora lungo un'ampia forestale fino ad uscire dal limite del bosco, ignorando le varie deviazioni laterali. La salita è vivacizzata da masi isolati che punteggiano piccole radure tra gli abeti e da una sorta di “open air museum” , una collezione di sculture in legno che si scorgono qua e là nel bosco.
Gli ultimi passi verso 'Utia Vaciara sono in campo aperto, sui dolci pendii ai piedi del Sass de Putia. Il panorama, verso est, abbraccia tutte le Dolomiti di Fanes, le Conturines, il Lagazuoi. A sud, Puez e Odle.

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