Religioni

Una speciale bottega del libro per i dotti e gli ingenui che cercano il divino

Oltre 60 mila volumi per raccontare tutte le credenze umane. Tra i frequentatori abituali Umberto Eco a Peppe Forli pastore-poeta ritratto da Salvador Dalì

di Patrizia Maciocchi

3' di lettura

Oltre sessantamila volumi per raccontare tutte le religioni, tutte le filosofie da quelle ellenistiche a quelle figlie del loro tempo. A un passo dal Pantheon, e dunque nel luogo ideale, c’è una libreria, unica in Italia nel suo genere, dove si trovano libri che parlano degli dei, venerati da sempre a ogni latitudine, ma non ci sono solo l’ebraismo, il cristianesimo, il buddismo o l’islamismo. Uno spazio è dedicato anche alla new age con la sua attenzione alla parapsicologia e all’esoterismo, c’è lo yoga e c’è l’astrologia, l’alchimia, la massoneria e le nuove scienze, c’è Ipazia con la scuola platonica di Alessandria e c’è Giordano Bruno.

I testi rari

È la spiritualità il fil rouge che lega la fuga di scaffali in questo tempio dei libri dell’anima. Chi entra nella bottega libraria Aseq, nata nel 1976 - in un clima culturale disattento a questi temi - cerca in genere di più di qualcosa da leggere. Da Umberto Eco a Elemire Zolla, molti nomi noti sono stati clienti e frequentatori abituali della bibliopolis nel cuore di Roma . «Io considero quella porta un filtro - dice Edoardo Quarantelli, uno dei due soci insieme a Luca Nerazzini - perché in genere chi entra da noi aspira a conoscere un’idea, un pensiero, a incontrare sulla carta, maestri e Guru». La Aseq, dal 2010 anche casa editrice, ha rivolto la sua attenzione all’oriente e all’occidente, dando spazio al Talmud, al Corano, ai Veda, alla filosofia Zen e alle tradizioni mitologiche di ogni tempo e luogo, con testi di alto livello specialistico e difficilmente reperibili. «Scaffale dopo scaffale la libreria ha offerto e offre sempre inconsuete opportunità a giovani e adulti - dice Marina Bornoroni autrice di un libro dedicato all’Aseq - sprovveduti ed eruditi, iniziati o autoiniziati, nature angeliche e nature luciferine, ingenui e sapientoni, accademici emeriti, cattedratici, autodidatti e anime ferite».

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La storia di Peppe Forli da pastore analfabeta a poeta ritratto da Dalì

Tra i tanti affezionati frequentatori, un posto particolare nel cuore dei librai è riservato a Peppe Forli. Un personaggio tanto speciale da meritare l’attenzione di Salvador Dalì che lo disegnò dandogli le sembianze di Sancho Panza, per un fisico che ricordava lo scudiero di don Chisciotte della Mancia. Peppe, classe 1940, pastore analfabeta, passò la sua prima giovinezza in solitudine con pecore e capre, per sbarcare, nel ’60, dal Molise a Roma con la famiglia: una fuga dalla miseria della sua terra. A insegnargli a leggere e a scrivere è stata la moglie del pittore Ennio Calabria. Peppe finì così per entrare in contatto con l’ambiente dell’intellighenzia della sinistra di allora, e per dare del tu a Enrico Berlinguer e a Sandro Pertini. Nella libreria Aseq passava il suo tempo, rapito da libri che gli ricordavano il silenzio della sua campagna e il legame con la natura. Il risultato è stata una formazione a tutto tondo che lo ha portato a fare il fotografo per il Corriere della sera, il poeta, il pittore e il filosofo impegnato, con i suoi amici romani, a discutere di etica e metafisica.

La botola che conduce alle viscere della Roma imperiale

A completare il fascino della bottega dei libri, la presenza di una botola dalla quale si apre un varco che porta verso una grotta in cui c’è l’acqua. I resti di un capitello romano provano che siamo nelle viscere della Roma imperiale. Ad avviso degli esperti si potrebbe trattare delle antiche condotte delle terme di Nerone. Metafora non troppo simbolica di quanto la ricerca spirituale abbia radici profondissime nella storia umana.

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