l’iniziativa commercialisti-imprese

Una spinta a cambiare in oltre 50 proposte concrete

di Gilberto Gelosa e Francesca Mariotti


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(Fotolia)

3' di lettura

Il tema della semplificazione amministrativa e fiscale occupa da anni le agende politiche e sembrerebbe trovare spazio anche nelle linee programmatiche dell’attuale Governo che ha annunciato, a completamento della manovra di bilancio 2020-2022, tra gli altri, un «disegno di legge recante semplificazioni e riordino in materia fiscale».

La questione è centrale per le imprese e i professionisti: categorie che condividono l’urgenza di rendere più intellegibile e agevole la gestione degli adempimenti, insieme all’esigenza di operare in un contesto di certezza delle regole e ragionevolezza delle interpretazioni. Per questo, abbiamo condiviso l’idea di elaborare un documento congiunto di proposte normative di semplificazione fiscale, che porteremo all’attenzione delle istituzioni il prossimo 9 ottobre, nel corso dell’evento «Imprese e commercialisti per un Fisco più semplice». Si tratta di oltre 50 articolati normativi che declinano, tributo per tributo, adempimento per adempimento, le azioni più urgenti da compiere sulla strada della razionalizzazione.

Allo sguardo di imprese e professionisti non sfuggono le piccole e grandi imperfezioni che rendono il nostro sistema fiscale opaco e, talvolta, disorganico; da questo osservatorio derivano proposte, dal marcato carattere pratico, che hanno l’aspirazione di contribuire a creare un contesto normativo di riferimento più certo e lineare.

L’azione delineata dalle imprese e dai professionisti si articola lungo tre direttrici: la semplificazione normativa, la razionalizzazione degli adempimenti, la garanzia di un rapporto equilibrato tra Fisco e contribuenti.

In tale contesto, riteniamo prioritario intervenire nell’ambito dell’Iva, al fine di ridurre e semplificare la mole di adempimenti e oneri connessi. A quasi un anno dall’introduzione dell’obbligo di fatturazione elettronica è fondamentale che gli sforzi profusi si traducano in risultati concreti in termini di semplificazione e risparmio di costi, a partire dal rendere annuale la trasmissione del cosiddetto esterometro.

Imprese e professionisti affrontano, poi, complicazioni operative, quali la gestione di doppi binari, che sottraggono loro tempo e risorse e che andrebbero regolamentate con maggiore coerenza; l’equilibrio del rapporto Fisco-contribuente appare, talvolta, compromesso da interpretazioni di prassi in contrasto con principi di logica giuridica: si pensi all’obbligo di restituzione al lordo da parte del dipendente di somme già assoggettate a ritenuta al momento della loro erogazione da parte del sostituto di imposta.

Tra le contromisure da adottare per poter facilitare tale rapporto, il documento vaglia anche i temi della acquiescenza parziale, dell’obbligo di contraddittorio preventivo e di comunicazione della chiusura di una verifica anche in caso di suo esito negativo, di una razionalizzazione della disciplina degli avvisi bonari. Non sono mancati, negli ultimi anni, pregevoli interventi migliorativi nel modello di relazione tra imprese e Amministrazione finanziaria, maggiormente incentrato sulla cooperazione e sul controllo del rischio fiscale: una tax governance sempre più orientata alla prevenzione dei rischi di natura fiscale dovrebbe essere corredata da un ripensamento della reazione sanzionatoria che appare, in specifici casi, sproporzionata rispetto alla condotta perseguita.

Il nostro auspicio è che il lavoro svolto possa costituire un valido contributo per il Legislatore e per l’Amministrazione finanziaria e che le occasioni di dialogo sul tema delle semplificazioni possano essere anche l’occasione per riallacciare le fila di progetti – più incisivi – di revisione complessiva della struttura e della disciplina dei singoli tributi. La declinazione di proposte operative non distoglie lo sguardo da quello che imprese e professionisti continuano a considerare un presidio per la chiarezza, la logicità e la razionalità delle norme fiscali: lo Statuto dei diritti del contribuente, miglior antidoto ai mali del nostro Fisco.

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