le proposte del cantiere

Una strategia per il fisco della ricostruzione

di Marco Mobili e Salvatore Padula

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3' di lettura

Un cantiere per il fisco. Un cantiere per una politica tributaria destinata a diventare uno dei pilastri della ricostruzione economica del Paese, dopo i danni del coronavirus.

Un’esigenza cruciale sia per le imprese sia per i professionisti. Entrambi consapevoli del fatto che senza una visione strategica, senza un disegno complessivo su come modellare anche la leva fiscale in funzione delle sfide che ci attendono, si farà ben poca strada. Un piano che – accantonate per un attimo le ambizioni su una riforma più organica dell’intero sistema fiscale, che potrà entrare in agenda nei prossimi mesi – dovrà dare risposte rapide e concrete. Con scelte coerenti e, per quanto possibile, stabili nel tempo, così da affrontare con la giusta determinazione la tempesta che si sta violentemente abbattendo sull’economia reale.

Oggi si compie il primo passo – pur cauto – verso la “nuova normalità” imposta dal Covid-19. Ma con quali attrezzi gli operatori si apprestano ad affrontare questo passaggio? Per esempio: uno degli effetti più evidenti della crisi in atto sarà la crescita esponenziale dell’indebitamento delle imprese. Se è così, hanno ancora senso i limiti attuali sulla deducibilità degli interessi passivi? E che dire degli acconti di imposta? Il metodo previsionale, pur addolcito come prevede il Dl liquidità, sarà sufficiente per evitare che i contribuenti debbano versare imposte su redditi che non realizzeranno? E ancora: vogliamo dire degli Isa, delle società di comodo, dei limiti alle compensazioni, dei vincoli sull’uso dei crediti di imposta?

Metodi non convenzionali

Sono solo esempi – ai quali se ne aggiungono molti altri – che suggeriscono che non si può pensare di affrontare l’emergenza che abbiamo davanti con modalità convenzionali. Il rischio è che la fase-2 che si sta ora avviando tenda a riproporre (forse, addirittura, ad amplificare) le criticità della fase-1, ovvero quella dell’emergenza vera e propria, affrontata con una serie di decreti e altri provvedimenti per fornire agli operatori una sorta di kit di sopravvivenza per far fronte ai primi bisogni. Misure spesso condivisibili nelle finalità – si pensi alle proroghe e alle sospensioni degli adempimenti oppure alla promessa di facilitare l’accesso al credito grazie a un articolato sistema di garanzie statali – ma, alla prova dei fatti, molto meno efficaci di quanto sarebbe stato necessario e di quanto ancora lo sarebbe.

Proprio per evitare queste criticità, già da alcune settimane, Il Sole 24 Ore ha avviato e sollecitato un confronto su come potenziare la cassetta degli attrezzi a disposizione degli operatori e su come rendere il fisco un elemento di sostegno alla ricostruzione economica. Sono emerse proposte concrete per (dal potenziamento dell’Ace al rafforzamento degli incentivi per le aggregazioni) che convergono con quanto suggerisce il mondo imprenditoriale che, in Parlamento, in sede di conversione dei decreti sul Coronavirus, ha puntualmente illustrato la natura degli interventi che dovrebbero rappresentare i punti di forza dell’ulteriore decreto di sostegno all’economia, atteso per i prossimi giorni.

I think tank

A questo proposito, l’ufficio fiscale di Confindustria ha posto l’accento su una serie di misure finalizzate ad avere effetti positivi sul tema della liquidità delle imprese (limiti delle compensazioni più alti, potenziamento del metodo previsionale per gli acconti e altre ancora), sulla patrimonializzazione delle imprese, sul sostegno agli investimenti (anche in chiave Industria 4.0), sulla sospensione di alcune misure e disposizioni potenzialmente dannose, a maggior ragione in questa fase (come lo stop a plastic e sugar tax).

Liquidità, incentivi e rapporti tra amministrazione finanziaria e contribuenti fanno da guida anche alle articolate proposte normative messe a punto dall’associazione «Laboratorio fiscale», un team di studiosi ed esperti nel campo del diritto tributario nata su impulso di Luigi Casero, già viceministro dell’Economia con delega alla fiscalità nell’ultima legislatura, e di Vieri Ceriani, ex Banca d’Italia e consigliere a via XX Settembre, in stretta collaborazione con l’associazione di fiscalisti d’impresa.

Anche in questo caso, si fornisce una lista di possibili misure – riportate qui in pagina e che potrebbero trovare spazio già nel decreto in via di emanazione – su acconti, compensazioni, patrimonializzazione, interessi passivi, società di comodo e aggregazioni. Inoltre, si pone l’attenzione sulla necessità che l’amministrazione finanziaria prenda realmente atto della complessa fase attuale, chiedendo sia che l’attività di interpretazione (e quindi di accertamento) tenga conto delle situazioni di straordinarietà ed emergenza in cui si trovano gli operatori, sia che alcune attività possano essere velocizzate (per esempio, i rimborsi Iva), per dare un po’ di ossigeno alle imprese in chiave di maggiore liquidità.

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