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Una “summa” del Draghi-pensiero. Per dire: «Io ci sono sempre»

Si potrebbe quindi pensare ad un cambio di strategia dell'ex-premier: se in passato preferiva restare zitto in attesa degli eventi, oggi vuole rimanere in pista

di Giancarlo Mazzuca

2' di lettura

Ma che fine farà Super Mario? Questa era la domanda che un po' tutti ci eravamo posti al termine della sua presidenza Bce nell'autunno del 2019. Già allora Draghi si era ritirato nel ritiro umbro di Città della Pieve e sembrava aver tolto davvero la spina. Ma abbiamo dovuto presto ricrederci perché, all'inizio del 2021, è tornato di nuovo in pista, destinazione Palazzo Chigi. Ecco perché anche adesso in molti hanno pensato che, diventato ancora una volta ex, si sarebbe ritirato solo per poco tempo a vita privata in attesa di qualche altro prestigioso incarico. E, per confondere le acque, in questi mesi se ne sarebbe stato rigorosamente in disparte.

Una “summa” che riprende temi attualissimi

In effetti, nelle prime settimane dopo il cambio al vertice con lo sbarco di Giorgia Meloni, l'allievo di Franco Modigliani ha fatto perdere le sue tracce: silenzio assoluto e neppure una parola sulle prime mosse compiute dal nuovo governo. Ma, a smentire le previsioni di tanti, ecco l'uscita di un libro dell'ex-premier che potrebbe essere anche considerato come una specie di testamento spirituale perché ci ha lasciato in eredità (ma tocchiamo ferro…) i suoi discorsi ufficiali. Il volume s'intitola infatti ”Dieci anni di sfide”, edito da Treccani, e raccoglie tutti i discorsi pubblici fatti da Draghi dal 2011, da quando, cioè, era salito all'ultimo piano del grattacielo di Francoforte, fino ad oggi. Di primo acchito verrebbe da pensare che, così facendo, Super Mario abbia voluto mettere la parola “fine” alla propria prestigiosissima carriera.

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Ma, a rifletterci bene, la “summa” draghiana potrebbe anche avere una interpretazione diversa: non mi sento ancora in pensione. Anche perché il libro appena pubblicato riprende temi che sono adesso di scottante attualità. È il caso dei nostri rapporti con l'Europa con Draghi che ci aveva avvertiti: mai mollare l'Europa «whatever it takes», qualunque cosa accada. Un chiaro segnale considerando le tante tensioni (vedi il caso-migranti con la Francia) che ci dividono ora dai nostri partner Ue.

Un modo per dire: io ci sono sempre

Si potrebbe quindi pensare ad un cambio di strategia dell'ex-premier: se in passato preferiva restare zitto in attesa degli eventi, oggi vuole rimanere in pista. E proprio quest'ultima potrebbe essere l'ipotesi più attendibile. Un modo come un altro per dire: io ci sono sempre. Magari neppure lui sa dove potrà davvero andare (qualcuno continua a prevedere che diventerà segretario generale della Nato al posto di Stoltenberg mentre altri pensano che sia ancora possibile una sua salita al Colle in caso di ritiro anticipato del presidente Mattarella dal suo secondo mandato) ma molti prevedono che la casa di Città della Pieve non resterà occupata per molto. Restiamo, quindi, in attesa della prossima mossa.


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