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Una task force per gestire i bandi Pnrr

di Filomena Greco

Rigenerazione. Ai borghi storici sono destinati 39,4 milioni da assegnare a 263 progetti nell'ambito dell'intervento di Rigenerazione culturale, sociale ed economica

3' di lettura

Quasi 3 miliardi assegnati al Piemonte e un Piano territoriale da mettere a punto grazie al contributo di un team di 60 esperti di Pnrr, organizzati in otto task force, e due cabine di regia per coordinare progetti e interventi. La prima a livello regionale, dedicata al supporto nella gestione dei bandi e nella progettazione di enti locali e comuni, la seconda, invece, focalizzata sull’area metropolitana di Torino, con al tavolo anche il Politecnico e l’Università degli studi di Torino.

La macchina organizzativa per la gestione delle risorse del Pnrr dunque si è messa in moto. La Regione è chiamata sia a gestire direttamente circa 1,1 miliardi, sia a svolgere un ruolo di coordinamento come spiega l’assessore allo Sviluppo economico Andrea Tronzano. In prima fila ci sono gli enti locali, come dimostrano le progettualità di Comuni e Province finanziate con risorse Pnrr per un totale di circa 1,7 miliardi già assegnati e le Università – Università, Politecnico di Torino e Università del Piemonte Orientale – che hanno attivato 180 borse di dottorato con risorse utili per aprire altre 50 posizioni. Il Piemonte dunque si è dotato di una struttura a supporto di enti locali e soggetti attuatori, alla luce dell’estrema parcellizzazione degli enti pubblici presenti sul territorio regionale, che a vario titolo partecipano alle procedure complesse. Si pensi ai 1.181comuni, di cui 1.133 sotto i 15mila abitanti, molti dei quali in zone montane, si pensi alle otto tra Province e Città metropolitane e agli enti di governo dell’ambito territoriale per i rifiuti e le acque, fino agli enti gestori delle aree protette.

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Il ruolo delle imprese

La prima opportunità per le aziende in ordine temporale è rappresentata proprio dai nuovi dottorati di ricerca attivati dal sistema universitario, finanziati con risorse Pnrr e da organizzare in accordo proprio con le imprese. «In linea generale – sottolinea Fabio Francescatti dell’Unione Industriali di Torino – il coinvolgimento delle imprese avverrà attraverso il meccanismo dei bandi a cascata, successivi alle attività che atenei e Competence Center stanno realizzando. Una previsione ragionevole eotrebbe collocare ad inizio autunno l’avvio di questa fase in cui le aziende avranno ricadute più evidenti». Una parte delle risorse destinate alle imprese arriverà comunque sotto forma di credito d’imposta nel quadro delle iniziative di Industria 4.0, così come lo strumento è stato ridisegnato nel Pnrr. Il cuore però della partita che le imprese giocheranno grazie al Pnrr è rappresentato dai 13 miliardi destinati – a livello nazionale – alla ricerca con risorse a fondo perduto e bandi, prima destinati ai centri di ricerca più grandi e poi alle Pmi.

I borghi

il Piemonte è destinatario di 39,4 milioni da assegnare a 263 progetti presentati da soggetti privati nell’ambito dell’investimento del ministero della Cultura, relativo a interventi di “Rigenerazione di piccoli siti culturali, patrimonio culturale, religioso e rurale”. Con la misura per “Progetti pilota per la rigenerazione culturale, sociale ed economica dei Borghi a rischio abbandono e abbandonati”, è stato assegnato un finanziamento di 20 milioni di euro, in c0ordinamento con Cassa Depositi e Prestiti.

Ambiente, lavoro e scuola

Per la tutela del territorio e della risorsa idrica il Piemonte ha ricevuto 59,3 milioni destinati ad un “Piano di nuovi progetti”, approvato dal dipartimento di protezione Civile, con l'obiettivo di favorire il ripristino delle condizioni normali di vita e di garantire la resilienza dei territori rispetto alle calamità naturali. Altri 69 milioni sono stati assegnati per interventi sulla gestione del rischio alluvione e idrogeologico. Al lavoro, in particolare al piano di attuazione di misure ad hoc nell’ambito di GOL, Programma nazionale per la Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori, andranno 56 milioni. In particolare, il Piano della Regione Piemonte è prioritariamente rivolto ai percettori di ammortizzatori sociali: disoccupati che percepiscono indennità di disoccupazione (Naspi) o reddito di cittadinanza (RdC), occupati coinvolti in crisi aziendali (Cigs). Oltre 250 milioni invece vanno alle scuole per nuove costruzioni, messa in sicurezza e riqualificazione, accanto al rafforzamento dei servizi nella fascia 0-2 e 3-6 anni.

Trasporti

Tra i principali interventi su infrastrutture e viabilità ci sono i 140 milioni destinati agli interventi di potenziamento e ammodernamento sulle linee ferroviarie Torino-Ceres e sulla Canavesana. Si tratta di interventi importanti per l’interconnessione tra la linea ferroviaria Torino-Ceres e il passante ferroviario di Torino in corrispondenza della stazione Rebaudengo e propedeutici al collegamento su ferrovia dell'aeroporto alla città. In capo al Piemonte ci sono poi 23 milioni per l’acquisto di treni destinati al rinnovo delle flotte e di materiale rotabile ferroviario, a cui si aggiungono 9 milioni per la realizzazione della ciclovia Vento e 29 milioni per l’acquisto di autobus .

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