l’operaio licenziato

«Una vergogna essere trattati così dopo 27 anni in azienda»

Antonio Forchione (Ansa)

1' di lettura

«È una vergogna essere trattati così dopo 27 anni. Io all'azienda ho dato davvero tanto». Antonio Forchione, 55 anni, di Rivoli, una moglie senza lavoro, non nasconde la sua amarezza. La Oerlikon Graziano di Cascine Vica, alle porte di Torino, lo ha licenziato al rientro in fabbrica otto mesi dopo un trapianto al fegato. «Mi hanno fatto una visita e mi hanno dichiarato inabile, mi hanno costretto a tre settimane di ferie forzate. Poi lunedì scorso mi è arrivata la lettera di licenziamento», racconta.

La lettera di licenziamento ricevuta da Antonio Forchione

«Sono un operaio universale, ci chiamano così ora. Ho sempre lavorato su tre turni. Dicono che ora non posso più fare il lavoro che facevo e non sanno che mansione affidarmi. Non c'è nessuna posizione per me, ero anche disposto a un demansionamento, avrei accettato di fare qualunque cosa, fotocopie in un ufficio o il fattorino». L'operaio farà causa all'azienda per ottenere un risarcimento, gli mancano cinque anni alla pensione.

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