Banda larga e 5G

Uncem: «Colmare digital divide anche nel mobile, ci sono 1.220 Comuni in difficoltà»

La posizione del presidente Marco Bussone

di Simona Rossitto

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Marco Bussone, presidente dell'Uncem

La posizione del presidente Marco Bussone


2' di lettura

Il tema del digital divide, specialmente nei piccoli e piccolissimi comuni, va affrontato «in maniera unitaria», guardando non solo alla presenza della fibra, ma anche del Fwa (Fixed wireless access) e del segnale mobile, compreso il 5G. Lo afferma, in un colloquio con DigitEconomy.24 (report di Radiocor e Luiss Business School) Marco Bussone, presidente dell'Uncem, l'Unione nazionale dei comuni, comunità ed enti montani, parlando del problema della connessione nelle aree bianche e "bianchissime", cioè nelle aree a fallimento di mercato dove a volte non arriva neanche il segnale mobile. «Bisogna guardare – prosegue Bussone - alle questioni del fisso e del mobile in maniera integrata. Riguardo al mobile, secondo la nostra ultima mappatura, fatta dal basso attraverso le segnalazioni che riceviamo di continuo, i comuni che hanno difficoltà di ricezione di uno o più operatore sono 1.220 in Italia». Intanto sul 5G, tecnologia che gli operatori installeranno negli anni futuri, afferma Bussone, l'associazione ha fatto formazione per evitare il diffondersi di fake news.

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«Passi avanti con operatori mobili, proseguiamo il dialogo»


Proprio per risolvere il problema della connessione mobile, prosegue il presidente dell'Uncem, «abbiamo avviato l'interlocuzione con gli operatori». Ora «noi dobbiamo andare avanti nel dialogo evitando che si migliori la ricettività in territori già ben coperti dalla connessione. Le telco qualche passo in avanti lo hanno fatto, se riusciamo utilizzare anche i fondi europei per coprire il gap è ancora meglio».
Riguardo al 5G «c'è stato un caos totale, circolano molte fake news, ed è per questo che con la mia associazione abbiamo fatto formazione, spiegando le questioni in modo semplice ai sindaci. Inoltre abbiamo fatto presente al governo che non si può lasciare che vengano coperte con il 5G le grandi città, i 120 piccoli comuni resi obbligatori da Agcom, e poi aspettare che gli operatori mettano i ripetitori quando previsto nei loro piani industriali».

«Non prescindere dal Fwa quando si parla di rete fissa»

Il messaggio finale, secondo Bussone, è che si devono invece affrontare assieme tutti i fronti del digital divide: il fisso con piano Bul, senza trascurare il Fwa, il mobile con il 5G e anche i problema della ricezione del segnale tv. «Recentemente – spiega - abbiamo ad esempio siglato un accordo con la Rai proprio perché ci sono 5 milioni di italiani che hanno difficoltà a ricevere i canali in digitale terrestre e la connessione internet può contribuire a risolvere il problema. Dobbiamo, in conclusione, affrontare le sfide del digital divide non in maniera separata, pensando ad esempio solo a portare la fibra. Se non riusciamo a fare questo è inutile preparare un piano sulla digitalizzazione del Paese, aumenteremo soltanto le sperequazioni territoriali. Inoltre un'attenzione particolare va riservata al Fwa. Se non ci fosse stata questa tecnologia, ad esempio nel momento della pandemia, saremmo stati in alcuni casi del tutto scoperti. Di conseguenza oggi quando si parla di rete unica è determinante non prescindere dal Fwa per riuscire a raggiungere anche l'ultima casa sparsa o agriturismo del nostro Paese».

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