la decisione a parigi

Unesco, Bergamo e Biella sono le due nuove “città creative” per l’Italia

Bergamo per la sezione gastronomia e Biella per la categoria artigianano e arte popolare si aggiungono alle altre nove realtà italiane già inserite nell’elenco delle città creative: Milano, Bologna, Pesaro, Parma, Alba, Torino, Carrara e Fabriano. In tutto il mondo ora sono 246 le creative cities Unesco

di C.A.F.


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(© pietro cappa)

3' di lettura

Bergamo e Biella, sono le due città italiane tra le 66 nuove città a livello mondiale inserite dall’Unesco nell’elenco delle “ creatives cities ”.

La decisione finale, giunta al termine di un percorso durato mesi per tutte le realtà candidate, è stata comunicata ufficialmente mercoledì 30 ottobre dal direttore generale Unesco Audrey Azoulay a Parigi.

Bergamo per la sezione gastronomia e Biella per la categoria artigianano e arte popolare si aggiungono così alle altre nove realtà italiane già inserite nell’elenco delle città creative: Milano per la letteratura, Bologna e Pesaro per la musica, Parma e Alba per la gastronomia, Torino per il design, Carrara e Fabriano per artigianato e arte popolare. In tutto il mondo ora sono 246 le creative cities Unesco.

Bergamo è la seconda città lombarda nel “club” Unesco delle città creative dopo Milano

«Tutte queste città creative, ognuna con le sue caratteristiche – ha detto Azoulay – fanno della cultura un pilastro, non un accessorio, delle loro strategie». Un aspetto che «favorisce l’innovazione politica e sociale e d è particolarmente importante per le giovani generazioni».

Bergamo: premiate le Cheese Valleys
Soddisfazione per il riconoscimento a Bergamo, dove si sottolinea come l’Unesco, organismo che seleziona e raccoglie il patrimonio mondiale nelle sue varie espressioni «ha riconosciuto la sapienza dell'arte casearia delle Cheese Valleys bergamasche, con le sue 30 produzioni storiche, 9 Dop, 3 presidi
SlowFood.

Per il sindaco di Bergamo Giorgio Gori «Bergamo entra nella rete delle 246 città creative del mondo grazie al valore della produzione casearia del suo territorio montano. Nel nostro Paese esistono 50 formaggi Dop, Bergamo da sola ne vanta quasi un quinto: nessuna provincia in Europa può vantare un record simile, ma soprattutto nessun altro territorio italiano vanta un “saper fare” come quello bergamasco nell’arte casearia».

Una candidatura nata intorno all’idea di un’alleanza - spiega Gori – quella tra il capoluogo e le sue valli, «negli ultimi decenni in sofferenza a causa dello spopolamento; la città ha l'obiettivo di valorizzare la produzione casearia delle valli e di contribuire così alla sostenibilità economica
del settore» e alla «conservazione del paesaggio».

Biella: «Trasformiamo il riconoscimento in posti di lavoro»
«Dopo Alba per la gastronomia e Torino per il design, Biella è la terza città del Piemonte a entrare nel circuito delle “Creative Cities” e lo merita» afferma il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio. «E adesso al lavoro per trasformare in posti di lavoro e fatturato turistico questo importante riconoscimento».

La candidatura di Biella è stata sostenuta da un’azione di squadra complessiva che ha visto impegnati amministrazione comunale, Fondazione Cassa di risparmio di Biella, Cittadellarte, Unione industriale biellese.

«Biella ha davvero grandi potenzialità non solo nel campo della creatività tessile, poiché il nostro territorio è ricco di bellezze che l'ingresso in questo network ci permetterà di valorizzare e far conoscere» sottolinea il presidente della Fondazione Crb Franco Ferraris.

A Ferraris fa eco il presidente degli industriali Carlo Piacenza: «Il territorio ha saputo fare squadra. Nell'ultimo anno è cresciuto l'orgoglio e l'impegno dei biellesi che, in modo trasversale, hanno saputo dare vita a questo progetto in modo condiviso e appassionato per farlo diventare realtà. Questo traguardo non è un punto di arrivo: il vero viaggio inizia adesso».

Per il sindaco di Biella, Claudio Corradino «ha vinto la collettività, un territorio che come in rare altre occasioni ha saputo muoversi unito e compatto. Spero che questo riconoscimento possa essere da volano per il rilancio del territorio».

Un ruolo nell’ottenimento del riconoscimento Unesco l’ha avuto anche la Fondazione Pistoletto, guidata dall’artista Michelangelo Pistoletto, che ha messo a disposizione il logo del Terzo Paradiso, un simbolo creato da quello che è considerato uno dei padri dell’Arte povera.

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