STRETTA SU ATTIVITà FINANZIERE

Ungheria, Orban vuole chiudere l’università di Soros

di Luca Veronese

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(AP)


3' di lettura

L’Ungheria di Viktor Orban sta per introdurre una legge sulle università straniere che potrebbe costringere George Soros a chiudere la Central European University. Il provvedimento proposto questa settimana attacca direttamente, ancora una volta, le attività di Soros considerato dal premier Orban «un nemico della patria» al servizio «dei poteri forti» contro il suo governo. I responsabili della Central European University sostengono che la nuova legge sono inaccettabili e minacciano la libertà accademica in Ungheria. Il rettore Michael Ignatieff ha incontrato questa mattina il ministro dell’Istruzione Laszlo Palkovics per chiedere che le norme vengano ritirate, ma il governo magiaro non intende cedere.

Le nuove regole imporrebbero alla Ceu - un college di qualità con lezioni in lingua inglese e ispirazione liberal fondato a Budapest 26 anni fa dal finanziare e filantropo di origini ungheresi con passaporto americano - una serie di condizioni che renderebbero di fatto impossibile ogni attività nel Paese: la creazione di un campus nel Paese d’origine, quindi negli Stati Uniti; un accordo bilaterale di sostegno tra Budapest e Washington, e quindi con Donald Trump che in questi anni si è spesso scontrato duramente con Soros.

Il governo di Budapest ritiene che diversi atenei stranieri operino «illegalmente» in Ungheria e per questo intende rendere più difficile per le istituzioni registrate fuori dall’Unione europea rilasciare diplomi e lauree nel Paese. Ma l’attacco sembra strumentale e pensato per colpire Soros e la Ceu, che molti anche in Ungheria considerano uno degli ultimi luoghi di resistenza alla deriva autoritaria di Orban. Ignatieff ha dichiarato che la Ceu «è in piena conformità con la legge ungherese» affermando la volontà di resistere contro il governo perché «non è stato fatto nulla di scorretto». Secondo il rettore ha anche affermato che il rilievo sulla mancanza di un accreditamento dei programmi «è totalmente falsa» perché «i master e i dottorati della Ceu sono accreditati presso le autorità locali e presso lo stato di New York». «Questa legge prende di mira un’istituzione e una soltanto», ha concluso Ignatieff.

Quella della maggioranza nazional-populista di Orban contro Soros sembra un’ossessione. A metà gennaio Szilard Nemeth, numero due di Orban nel Fidesz, il partito che governa l’Ungheria dal 2010 aveva affermato che «verranno usati tutti i mezzi per spazzare via» le organizzazioni del miliardario di origini ungheresi. Mentre Janos Lazar, ministro che ha la responsabilità dell’ufficio del premier, pur mostrandosi più cauto, aveva spiegato: «Non vogliamo spazzare via nessuno ma è evidente che dobbiamo avere maggiori informazioni sui bilanci e sui finanziamenti di queste organizzazioni. Soros è un cittadino americano che ha deciso di opporsi a Viktor Orban nella politica ungherese e per questo pensiamo che ogni cittadino ungherese abbia il diritto di sapere attraverso quali organizzazioni agisce».

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George Soros, nato a Budapest nel 1930, è emigrato a Londra nel 1947 dove ha studiato alla London School of Economics per poi prendere la cittadinanza americana. Finanziere, attivista politico, filantropo, è uno degli uomini più ricchi del mondo e con la sua Open Society Foundations ha speso, negli ultimi trent’anni, più di 1,6 miliardi di dollari per sostenere la democrazia e lo sviluppo nell’Europa dell’Est. In Ungheria sostiene oltre sessanta organizzazioni non governative che promuovono l’informazione indipendente, «si battono contro la corruzione e contrastano le discriminazioni». Soros mette a disposizione numerose borse di studio per i giovani ungheresi che vogliono studiare all’estero: lo stesso Orban nel 1989, quando era uno dei leader studenteschi contro la Russia comunista, ricevette una borsa dell’Open Society Foundations per studiare alla Oxford University.

In un comunicato ufficiale l’Open Society Foundation ha fatto sapere che «con la legge che prende di mira la Central European University, il governo ungherese sta cercando di azzittire la libertà accademica in un’università privata e indipendente», spiegando che l’attacco alla Ceu «sta mettendo a rischio la collaborazione con le istituzioni ungheresi e potrebbe danneggiare la credibilità dell’Ungheria come centro di innovazione, eccellenza accademica e ricerca scientifica». Per i responsabili dell’Open Society Foundation, il bavaglio alla Ceu e la stretta sulle attività di Soros «avranno pesanti conseguenze sulla vita dei cittadini ungheresi».

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