Guerra Russia-Ucraina

Unhcr: in sette giorni un milione di profughi. Accordo Ue su protezione temporanea ai rifugiati

Secondo l'organizzazione umanitaria Onu i rifugiati arriveranno a 4 milioni nel giro di pochi giorni. il flusso atteso raggiungerà soprattutto la Polonia (1,5 milioni di profughi), l'Ungheria e la Romania

Draghi: "Situazione umanitaria in Ucraina sempre più grave, si stimano 7 milioni di sfollati"

5' di lettura

“In appena sette giorni abbiamo assistito all’esodo di un milione di profughi dall’Ucraina verso i paesi vicini”. Lo scrive su Twitter Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, confermando l'ultima stima ufficiale di 1 milione e 45mila arrivati sfollati nei paesi confinanti al 2 marzo, stima destinata a crescere con il passare delle ore: solo 24 ore prima il conteggio si fermava a 840mila. Senza dimenticare che profugo non è solo chi fugge all'estero. A causa della guerra, altri milioni di ucraini si stanno spostando all'interno del paese, ricorda Grandi, auspicando il silenzio delle armi “in modo che possa essere fornita assistenza umanitaria vitale” agli sfollati.

Secondo l'Unhcr il milione e più di profughi, su una popolazione di 44 milioni di persone, già uscito dall'Ucraina dopo otto giorni di guerra, è stato accolto principalmente in Polonia (547mila profughi), Ungheria (133mila), Moldavia (97mila), Romania (51mila) e Slovacchia 79mila). Il dato (aggiornato al 2 marzo e monitorato in una sezione ad hoc sul sito Unhcr), è destinato a salire, secondo l'organizzazione umanitaria Onu per i rifugiati, a 4 milioni nel giro di pochi giorni e settimane. In particolare, il flusso atteso raggiungerà soprattutto la Polonia (1,5 milioni di profughi previsti), l'Ungheria e la Romania (entrambe 250mila profughi), e la Moldavia (100mila).

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Accordo Ue per la “protezione temporanea” dei profughi

Numeri impressionanti, che metteranno a dura prova la macchina dell'accoglienza europea, assolutamente impreparata all'emergenza. Per gestire l’accoglienza la Commissione Ue punta ad attivare la Direttiva Ue del 2001 per la protezione temporanea, uno strumento che consente di dare assistenza immediata a chi fugge dalla guerra concedendo permessi di soggiorno, cure sanitarie e possibilità di lavorare. Il Consiglio Ue Affari Interni, investito del tema, nella riunione del 3 marzo ha raggiunto una intesa sull'applicazione della direttiva a “chi fugge dalla guerra in Ucraina”. Per il ministro dell’Interno francese Gerald Darmanin si tratta di “un accordo storico, l’Ue è unita e solidale”.

L’intesa consentirà agli Stati membri dell’Ue di offrire alle persone in fuga dal conflitto ucraino una protezione temporanea. In pratica, chi rienterà tra gli idonei godranno - per un anno, rinnovabile - di una protezione umanitaria simile a quella dei rifugiati in qualsiasi Stato Ue. Superate quindi le riserve sulla concessione della protezione temporanea a profughi non cittadini ucraini, emerse nelle ultime ore, avanzate dal cosiddetto “gruppo di Visegrad” (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia) e dall’Austria.

L’accoglienza in Italia

Ad oggi, in Italia, secondo i dati del Viminale, sono già arrivati quasi 7mila cittadini ucraini in cerca di rifugio. Roma, Milano, Bologna e Napoli - spiega il ministero - sono le città principali in cui domandano aiuto e protezione. “Faremo fronte a tutte le necessità che si presenteranno”, ha assicurato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, ricordando che l’Italia “è abituata a gestire situazioni anche emergenziali”. Il flusso di profughi dovrebbe attestarsi su circa mille al giorno, nella maggior parte dei casi reduci da interminabili viaggi di avvicinamento in auto o in pullman hanno varcato i confini italiani in cerca di un tetto e della salvezza.

A livello di governo, l’Italia ha decretato lo stato d’emergenza per l’accoglienza dei rifugiati, e si è impegnata ad attivare corridoi speciali per i minori orfani, coinvolgendo le Autonomie territoriali. Sul numero complessivo dei profughi che arriveranno in Italia si possono fare solo stime, anche perché probabilmente il numero sarà proporzionale alla durata della guerra. L'Associazione Italia-Ucraina, a fronte dei 236mila residenti nel nostro paese, calcola in 800-900mila i potenziali ucraini in arrivo, che per ora si immagina saranno in gran parte frutto di ricongiungimenti familiari, cioè residenti pienamente integrati in Italia che si faranno raggiungere dai parenti.

In Ungheria blocco ai migranti illegali “aggressivi”

L’Ungheria ha aperto le porte ai rifugiati provenienti dall’Ucraina, ma continuerà a bloccare i migranti illegali “aggressivi”. Lo ha detto il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite precisando che “l’Ungheria ha già accolto più di 100mila rifugiati dall’Ucraina in meno di una settimana”. Budapest ha anche adottato regolamenti che consentono ai cittadini di Paesi terzi che studiavano o lavoravano in Ucraina “di entrare nel territorio dell’Ungheria senza motivo”, ha spiegato Szijjarto, indicando che il suo Paese “organizza trasferimenti verso gli aeroporti più vicini per consentire loro ritornare a casa.” Secondo Szijjarto “circolano false informazioni” sul fatto che i migranti illegali possano entrare nel territorio ungherese approfittando dell’afflusso di rifugiati in fuga dai combattimenti in Ucraina. “È una bugia. La verità è che non permettiamo a nessun migrante illegale di entrare nel territorio ungherese e proteggeremo sempre l’Ungheria da queste persone”, ha insistito.

Regno Unito mobilitato, al via raccolta fondi nazionale

Anche il Regno Unito, non più paese membro dell'Unione Europea, è mobilitato per l'accoglienza dei profughi ucraini. Dal 3 marzo è partita una grande raccolta nazionale di donazioni per gli aiuti umanitari in Ucraina promossa da un cartello di 15 organizzazioni fra cui la Croce Rossa britannica: in particolare a favore di sfollati e profughi. Il governo di Boris Johnson, da parte sua, si è impegnato a versare una sterlina dal bilancio pubblico per ogni sterlina che verrà donata da privati nell’ambito di questa iniziativa, e quindi a raddoppiare la somma finale, in aggiunta agli stanziamenti ordinari e a quelli straordinari da decine di milioni di sterline già messi in cantiere sul fronte umanitario. I media, frattanto, testimoniano l’afflusso di centinaia e centinaia di persone - gente comune decisa a donare qualcosa per gli ucraini - in vari punti di raccolta dell’isola: con code la cui durata, riferisce la Bbc, arrivano fino a un’ora e mezza.

Romania al lavoro su grande “Hub umanitario”

Tra i paesi Ue in prima linea nell'accoglienza degli sfollati c'è la Romania, con oltre 600 fm di confini terrestri in comune con l'Ucraina. Secondo Emil Boc, sindaco della città di Cluj-Napoca e presidente dell’associazione dei Comuni rumeni, al 2 marzo la Romania avrebbe già accolto 120mila rifugiati, 70mila dei quali hanno poi proseguito per altre destinazioni nell’Europa occidentale. Per soccorrere i i 50mila ucraini rimasti, di cui 18mila bambini piccoli, le Autorità di Bucarest stanno allestendo in tutta fretta un centro di coordinamento degli aiuti. Sarà un hub “enorme”, ha detto il presidente rumeno Klaus Iohannis, finanziato con parte dei 500 milioni di euro per gli aiuti umanitari già stanziati dal bilancio Ue, che permetterà di centralizzare e distribuire le donazioni internazionali per far fronte alla crisi umanitaria in Ucraina e, a cascata, in Moldavia, anche lei raggiunta dall'ondata di profughi.

Stato di emergenza da domani nella Repubblica Ceca

Il governo della Repubblica Ceca ha dichiarato lo stato d’emergenza a partire da domani in vista del considerevole flusso di rifugiati ucraini in arrivo dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Lo riporta la Cnn. “Lo stiamo attuando puramente per ragioni tecniche, così da poter gestire il flusso in ingresso di rifugiati”, ha spiegato il primo ministro ceco Petr Fiala. “In nessun modo questo colpirà i cittadini cechi”, ha aggiunto. Lo stato d’emergenza dura almeno 30 giorni, ma potrebbe essere prorogato se necessario dal governo.

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