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UniCredit accelera a Piazza Affari, analisti plaudono alla trimestrale di Orcel

Risultati nettamente sopra le attese grazie anche ai maggiori ricavi e analisti concordi nell'apprezzare le indicazioni sul capitale e il rialzo delle guidance 2022

di Stefania Arcudi

(ANSA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Unicredit promossa a pieni voti a Piazza Affari (in rialzo contenuto il FTSE MIB) dopo i conti del secondo trimestre, nettamente sopra le attese grazie anche ai maggiori ricavi e con gli analisti concordi nell'apprezzare le indicazioni sul capitale e il rialzo delle guidance 2022. Il titolo, che nelle prime battute non riusciva a fare prezzo, è arrivato a guadagnare anche otto punti. «I risultati sono stati ben al di sopra delle aspettative in tutte le aree. Il mercato apprezza la redditività superiore alle stime, la situazione patrimoniale solida e il miglioramento delle guidance», scrivono gli analisti di Intesa Sanpaolo, a cui fanno sostanzialmente eco anche quelli di Jefferies e Berenberg.

UniCredit ha chiuso il secondo trimestre con un utile netto senza considerare le attività russe di 1,7 miliardi, in crescita del 73,9% rispetto allo stesso periodo del 2021 e superiore agli 1,045 miliardi previsti dal consensus raccolto dalla società. L'utile netto contabile complessivo è balzato del 94,5% a 2 miliardi, anche in questo caso al di sopra del consensus. La banca ha fatto sapere inoltre che, a seguito dei robusti risultati finanziari e del contesto di tassi di interesse più favorevole, UniCredit ha migliorato la propria guidance finanziaria per il 2022 con ricavi previsti al di sopra di 16,7 miliardi e utile netto di circa 4 miliardi, esclusa la Russia.

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«Valutiamo molto positivamente le indicazioni sul capitale, con Cet1 in crescita di 173 punti base trimestre su trimestre al 15,73%, beneficiando di generazione organica di capitale, riduzione dei Rwa e impatto favorevole dell'esposizione in Russia», sottolineano gli esperti di Equita, ricordando che, escludendo la Russia, il gruppo ha migliorato la guidance per il 2022, con ricavi previsti ora a 16,7 miliardi (da 16 miliardi), CoR 30 punti base (da 30-35 punti base), profitto netto a circa 4 miliardi (da 3,3 miliardi) e Cet1 Ratio maggiore del 13% (da 12,5%-13%). Gli analisti apprezzano anche il fatto che la società ha chiesto l'ok della Bce per la seconda tranche del buyback e ha rivisto gli accordi con Cnp, che prevede la cessione della propria quota del 49% in Cnp Vita per 500 milioni e l'incremento della partecipazione dal 39% al 45% in Cnp Unicredit Vita per 70 milioni.

«La decisione del Board è allineata con il piano strategico UniCredit Unlocked volto a semplificare l'attuale struttura del bancassurance e migliorare la flessibilità strategica», spiegano gli esperti di Banca Akros, che ha confermato la valutazione «accumulate» con obiettivo di prezzo a 12,20 euro per azione. Sul buyback, gli analisti di Bank of America sottolineano che «il forte aumento del coefficiente patrimoniale rende probabilmente semplice la richiesta di riacquisto da parte della banca alla Bce per un ulteriore miliardo di euro. A causa del basso prezzo delle azioni, l'ulteriore riacquisto potrebbe portare il totale del 2022 a più del 10% del numero di azioni, rendendo necessaria l'approvazione dell'Egm. Questo avverrà nel terzo trimestre del 2022. Consideriamo l'ulteriore ritorno di capitale come un potenziale catalizzatore positivo».

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