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Unicredit, accordo su uscite volontarie e assunzioni di under 35. Ai dipendenti italiani 800 euro di «bonus carovita»

Fabi e le altre organizzazioni sindacali hanno firmato con l’azienda un accordo che stabilisce un piano volto a consentire l’uscita incentivata di 850 dipendenti e, contemporaneamente, l’assunzione di 850 giovani under 35

di Cristina Cadadei

Il quartier generale Unicredit (Ansa)

3' di lettura

Per un bancario che esce, uno entra. Per favorire un vero ricambio generazionale e garantire un positivo turnover, il gruppo UniCredit ha raggiunto con i sindacati (Fabi, First, Fisac, Uilca e Unisin) un accordo che stabilisce l’assunzione di 850 giovani, per la rete commerciale, a fronte dell’apertura del Fondo di solidarietà e dell’uso di altri strumenti socialmente responsabili per altrettante uscite volontarie, entro il 2024. Come scrive la banca si tratta di un’operazione che testimonia «l’investimento di UniCredit in favore dell’occupazione giovanile nel Paese», in un contesto come quello bancario caratterizzato da un calo degli occupati e dall’innalzamento dell’età media. Nelle intese siglate con i sindacati, oltre ad aver definito il ricambio generazionale, è stata scelta la via della contrattazione d’anticipo sul premio di risultato e su un contributo una tantum contro il carovita che porterà ai lavoratori di UniCredit un importo medio di 2.400 euro.

UniCredit, un’assunzione ogni uscita

Se prendiamo gli ultimi dati, infatti, emerge che di anno in anno si stanno restringendo i perimetri occupazionali del contratto Abi. A fine 2021 i lavoratori subordinati erano 270.136, contro i 343mila del2009). Questo significa che in poco più di un decennio i bancari sono diminuiti di oltre 70mila unità, anche per la combinazione del flusso di assunzioni e cessazioni. Prendendo il dato dello scorso anno, Abi registra l’ingresso in banca di 7.600 giovani (pari al 3,1%), a fronte di 13.600 cessazioni, quasi esclusivamente per prepensionamento e pensionamento. Il rapporto tra entrate e uscite è mediamente pari a una ogni due. Nell’accordo siglato da UniCredit con i sindacati viene invece alzato a uno a uno, ossia un’assunzione per ogni uscita per determinare un vero ricambio generazionale.

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L’innalzamento dell’età media dei bancari

In tutti i casi, tornando ai dati generali Abi, si sono rivelati fondamentali i due fondi bilaterali e cioè il Fondo di solidarietà e quello per l’occupazione. La stabilità occupazionale che caratterizza ancora il settore con il 99% di occupati a tempo indeterminato, ha però aumentato l’età media che ha raggiunto 47,7 anni:5,2 in più del 2018.

Il rafforzamento della rete commerciale

Oltre a mantenere un perfetto equilibrio tra entrate e uscite, l’accordo di UniCredit rafforza la rete commerciale: è infatti qui che sono previsti i nuovi ingressi. Secondo quanto spiega la banca, l’accordo sindacale «è volto a sprigionare appieno il potenziale commerciale in Italia facendo leva sui capisaldi introdotti dal Piano Unlocked». Per quanto riguarda le uscite, invece, saranno volontarie: in particolare saranno prese in considerazioni le richieste dei dipendenti che maturano il requisito per la pensione entro il 31 dicembre 2029. Per il il coordinatore Fabi nel gruppo Unicredit, Stefano Cefaloni «è stato raggiunto un equilibrio di grande valore che coniuga al tempo stesso la buona e nuova occupazione con un concreto e significativo riconoscimento economico». È «un passo nella giusta direzione del necessario investimento nelle persone che lavorano in Unicredit e che restano fondamentali nella relazione con la clientela e i territori». aggiunge la segretaria nazionale di First Cisl Sabrina Brezzo. Unicredit, afferma la Fisac Cgil, «può ragionevolmente ambire allo sviluppo nel settore del credito in modo socialmente responsabile, anche attraverso un dialogo con le organizzazioni sindacali continuo, franco e costruttivo.

Un contributo di 2.400 euro contro il carovita

Per venire incontro alle esigenze dei dipendenti nel fronteggiare il caro vita, l’intesa sindacale prevede sia la definizione anticipata del premio collettivo di produttività 2022 sia un contributo stroardinario una tantum per un totale di 2.400 euro, per consentire ai dipendenti di poter già da ora fare affidamento su ulteriori disponibilità economiche. Entrando nel merito l’anticipazione del premio rispetto ai tempi consueti, prevede un importo sul premio collettivo di produttività riferito al 2022 di 1.600 euro. Si tratta del riconoscimento del positivo contributo della geografia Italia al conseguimento della performance del gruppo. A questo importo, tenuto conto dell’attuale contesto macroeconomico, viene aggiunta una misura straordinaria a sostegno dei dipendenti. In quest'ottica, è stato deciso di erogare un contributo straordinario una tantum da destinare a conto welfare di 800 euro consentendo in tal modo ai colleghi di massimizzare il beneficio derivante dalle novità legislative introdotte dal Governo con il Decreto Aiuti quater.

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