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UniCredit affida a Christie’s la vendita delle grandi opere della sua collezione

di Marilena Pirrelli


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Sam Francis, Erotic arabesque

4' di lettura

“La Grande Magia” scompare: la collezione d'arte di UniCredit sarà battuta all'asta da Christie's a partire dal 4 e 5 ottobre a Londra durante gli incanti diurni e serali Post-War & Contemporary Art e nell'ambito della prestigiosa asta tematica Thinking Italian, in coincidenza con la settima di Frieze per poi proseguire ad Amsterdam il 25 e 26 novembre e poi a Milano nell’aprile 2020. Le aste includeranno opere impressioniste e moderne, del dopoguerra, contemporanee e antiche del gruppo UniCredit. Attualmente è prevista l’offerta di 312 opere proposte a livello globale, su un totale di 60.000 lavori comprese 4mila fotografie che rappresentano un'aggregazione di arte di vari patrimoni culturali, acquisiti nel corso degli anni da varie banche che si sono fuse in UniCredit. Ci sono voluti mesi di lavoro a partire da febbraio con l’annuncio della vendita della collezione da parte dell’ad Jean Pierre Mustier perché la banca decidesse a quale casa d'asta affidare la dispersione di parte della raccolta e, naturalmente, in gara vi erano le major. Christie's guidata in Italia da Cristiano De Lorenzo è riuscita a conquistare la corporate collection, tra le più grandi d'Europa con lavori che segnano il tempo umano dal mistero dell'arte antica come quella mesopotamica a quello sconcertante dell'arte contemporanea, tutti lavori collocati nei diversi uffici nel mondo del gruppo.

La collezione identitaria di UniCredit costruita nell'epoca delle grandi aggregazioni bancarie nazionali e internazionali , farà posto alle iniziative del gruppo Social Impact Banking (SIB) a cui verranno destinati i ricavi. Non si conoscono ancora le stime delle opere che verranno messe all'asta da Christi's a partire da ottobre e durante gli incanti del 2020, né le stime complessive di tutto il corpus che verrà dismesso che Christie's ha concordato con la banca, si parla di 50 milioni di euro con stime prudenziali. Come detto non tutta la collezione, in parte esposte nella mostra “La Grande Magia” al MAMbo di Bologna nel 2014, verrà messa all'asta, fanno sapere da Christie's che gestirà la vendita delle opere provenienti da Austria, Germania e Italia a partire dall’asta “ Art for Future ” del 4 e 5 ottobre.

Gerhard Richter, Abstraktes Bild

Gli high light dell’incanto sono la grande tela 3 metri per 2 “Abstraktes Bild” del 1984 di Gerhard Richter, periodo germinale per la sua astrazione e poi “ Wiese (Meadow)” del 1983 offerta nella evening sale di arte del dopoguerra e contemporanea, esempio dei celebri paesaggi tedeschi fotorealisti che il maestro tedesco ha prodotto negli anni '80 e ancora la tela “7.3.86” del 1986.

Andreas Gursky, May Day III

Nella medesima asta verrà offerto di Yves Klein la pionieristica spugna “Sculpture-éponge bleue sans titre, (SE 244)”, del 1959 e ancora di Sam Francis l’acrilico “Erotic arabesque” dipnto nel 1987 e “Helle Girlande (Bright Garland)” del 1957 del pittore tedesco del dopoguerra Ernst Wilhelm Nay, un’opera di Nam June Paik, un robot realizzato con tubi televisivi e fari nel 1993 e la stampa cromogenica di Andreas Gursky del 1998 di una folla estatica, intitolata “Primo Maggio III” e, infine, una “Superficie bianca” di Enrico Castellani del 1989 che sarà offerta il 4 ottobre nell'asta Thinking Italian.

Ernst Wilhelm May, Helle Girlande

I proventi verranno utilizzati principalmente per sostenere l'ulteriore lancio delle iniziative del gruppo Social Impact Banking (SIB). Il saldo rimanente sarà dedicato ad altri progetti pertinenti, compreso il sostegno di giovani artisti.

Enrico Castellani, Superficie bianca

Fine di un tabù. L'arte termina così di essere il biglietto da visita della gruppo che, per la verità, a differenza di altre banche, non ha mai valorizzato in pieno le potenzialità della collezione. E per la prima volta si osserva una banca che dismette l’arte in modo massiccio (Commerzbank vendette «L'homme qui marche I», 1960 di Giacometti attraverso Sotheby’s nel 2010) per fare cassa sebbene per fini sociali. Un'attenzione, quella per il sociale, recentemente espressa con il sostegno del progetto in corso Rothko in Lampedusa.

La collezione. Bank Austria contiene circa 10.000 opere ed è una delle più importanti collezioni d'arte austriaca. Include opere di Art Nouveau e dell'Espressionismo Viennese, ma soprattutto le avanguardie post 1945 e arte contemporanea. Comprende inoltre circa 400 fotografie date in prestito al Museo d'Arte Moderna di Salisburgo. Poi vi è la collezione tedesca di HypoVereinsbank: si tratta di circa 20.000 pezzi che annoverano opere di arte antica, maestri della modernità come Fragonard, Guardi e Goya, nonché lavori del XIX secolo. Si pensi solo alla Scuola di Barbizon e all'Impressionismo ed Espressionismo tedeschi. Anche questa collezione ospita opere del XX e XXI secolo. Il “tesoro” italiano, comprendente 25.000 opere, molte delle quali di arte antica arrivate in dote al gruppo nel 2007 con l'acquisizione di Capitalia. Include opere dal XV secolo fino ad oggi. Fra gli artisti presenti vi sono Savoldo, Dosso Dossi, Guercino, Antonio Carneo. E poi per quanto riguarda l'arte moderna e contemporanea i leggendari Sironi, Morandi, De Chirico, Carrà. Ancora più avanti nel tempo: Tirelli, Bianchi, Jodice, Basilico, Peter Blake, Todosijevic, Beecroft, Vezzoli e Alexander Brodsky. Molto corpose sono anche le collezioni di Polonia, Turchia e Russia. A partire dal 16 settembre per le vendite di PWC a Londra saranno resi noti maggiori dettagli e le stime delle opere messe in asta.

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