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UniCredit, profit warning ma la Borsa punta sulla ripresa a V. Mustier: «Ora fusioni impossibili»

La banca annuncia 900 milioni di rettifiche in più nel primo semestre a causa della crisi da Coronavirus. Atteso un crollo del Pil del 13% in Europa per il 2020 ma con una ripresa del 10% già nel 2021. «Chiarezza sull’outlook», commentano gli analisti.

di Alessandro Graziani

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(ANSA)

La banca annuncia 900 milioni di rettifiche in più nel primo semestre a causa della crisi da Coronavirus. Atteso un crollo del Pil del 13% in Europa per il 2020 ma con una ripresa del 10% già nel 2021. «Chiarezza sull’outlook», commentano gli analisti.


2' di lettura

UniCredit ha annunciato che nel primo semestre del 2020 contabilizzerà 900 milioni di rettifiche in più a seguito del mutato scenario macroeconomico dovuto all’emergenza Coronavirus. Di fatto è il primo allarme utili (profit warning) lanciato da una banca italiana dall'avvio dalla crisi. Altri, inevitabilmente, seguiranno a breve.
In Borsa, a poche ore dall'avvio delle contrattazioni, la notizia non ha determinato scossoni al titolo Unicredit, in linea con l’indice di Piazza Affari.

Una spiegazione, secondo i primi report degli analisti, andrebbe cercata nelle previsioni macroeconomiche di UniCredit. Secondo l'annuncio ufficiale della banca, «in riferimento all’Eurozona, UniCredit prevede una riduzione del PIL riferito all’intero 2020 pari al 13%, seguito da una ripresa del 10% nell'intero 2021». L'attesa di una ripresa a V, con un recupero del 10% del Pil europeo già nel 2021, «è più pronunciata rispetto alle attese dei nostri economisti”, scrivono in un instant report gli analisti di Citigroup.

Il forte aumento delle rettifiche subito comunicate al mercato, a giudizio degli analisti, ha il merito di «fare immediata chiarezza sull'outlook della banca e di rimuovere le incertezze sulla potenziale estensione delle perdite».

Nel dettaglio, UniCredit ha annunciato anche che «il costo del rischio per il primo semestre del 2020 el 1Q20 UniCredit è stimato pari a circa 110 punti base, dei quali 80pb dovuti all’aggiornamento dello scenario macro economico IFRS9, e 30pb al costo del rischio sottostante». Tale livello dovrebbe mantenersi per tutto il 2020 (la stima attuale è nel range 100-120) per scendere poi tra i 70 e i 90 punti nel 2021.

UniCredit ha anche annunciato che il Ceo Jean Pierre Mustier, «oltre a rinunciare interamente alla sua remunerazione variabile per il 2020, pari ad un massimo di 2,4 milioni di euro, ha proposto di ridurre la propria remunerazione per il 2020 di circa il 25 per cento, equivalente a 300.000 euro. La riduzione complessiva della remunerazione del Ceo è quindi pari a circa 2,7 milioni di euro , che il consiglio di amministrazione donerà con effetto immediato alla Fondazione UniCredit. Di conseguenza, la remunerazione complessiva di Jean Pierre Mustier per l'esercizio 2020 sarà pari a 900.000 euro, con una riduzione del 75% della remunerazione target prevista per l'intero anno».

In una intervista esclusiva al francese L'Express diffusa nel pomeriggio di mercoledì Mustier ha detto che il sistema finanziario non ha problemi di liquidità «perché la liquidità arriva e arriverà da Bce». Drastico sul tema del consolidamento tra banche in Europa: «Questa crisi uccide ogni ipotesi di fusione tra banche».

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