BANCHE

Unicredit, Cda straordinario per accelerare sull'aumento

di Marco Ferrando


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(ANSA)

3' di lettura

Si aprirà con una riunione straordinaria del board la settimana diUnicredit, settimana decisiva per l’aumento di capitale da 13 miliardi atteso sul mercato per quella successiva. Per domani in Piazza Gae Aulenti, secondo quanto risulta a Il Sole 24 Ore, è stato convocato il board per un esame preliminare dei conti 2016. La riunione non era attesa, ma nelle ultime ore sarebbe emersa la necessità di alcuni adempimenti extra finalizzati alla ricapitalizzazione.

Obiettivo di Jean Pierre Mustier è quello di chiudere entro la fine di febbraio, dunque i tempi sono stretti e la situazione piuttosto atipica: la banca, infatti, si troverà con l’aumento sul mercato prima ancora che il bilancio 2016 sia stato approvato (avverrà il 9 febbraio). Di qui, evidentemente, la necessità di un esame preliminare per poter inserire alcune cifre nel prospetto, d’accordo con la Consob che vigila sull’operazione. Nella sua ultima versione definita venerdì sera, l’agenda di massima dei prossimi giorni prevede così un cda per domani, un altro per mercoledì destinato ad approvare prospetto e soprattutto forchetta di prezzo, quindi lunedì 6 l’apertura dell’offerta, destinata a chiudersi venerdì 24. In tempo, si ragiona in Piazza Gae Aulenti, per riportare il patrimonio di vigilanza - temporaneamente abbattuto dalle svalutazioni per oltre 12 miliardi computate nel quarto trimestre 2016 - al di sopra della soglia Amd(Ammontare massimo distribuibile)- e dei requisiti patrimoniali di Pillar I più Pillar II per il Tier 1 Ratio entro il 10 marzo, quando ci sarà da pagare la prossima cedola sugli strumenti di additional tier 1 scadenza 2021.

In realtà UniCredit e il nutrito plotone di banche d’affari che l’assistono nell’aumento, puntano anche a sfruttare il buon momento di mercato che circonda il gruppo, evidentemente alle prese con un piano che sembra piacere agli investitori. Come ha ravvisato ieri anche il Governatore Visco al Forex - peraltro insolitamente disertato dal vertice della banca - quando «ci sono piani industriali chiari, ambiziosi e allo stesso tempo credibili» i capitali arrivano. UniCredit, con la sua idea di valorizzare il profilo di banca commerciale paneuropea ripulita dagli Npl e quindi padrona delle leve di costi e rischi, una sorta di Bnp in versione italo-tedesca-est europea, sembra aver lanciato un messaggio colto dagli investitori.

Lo testimonia l’andamento del titolo del gruppo, che nonostante l’approssimarsi della maxi manovra si è mantenuto vicino alla soglia dei 30 euro, ai massimi dal maggio scorso: l’altroieri, quando hanno iniziato a diffondersi le voci di una possbile anticipazione dell’aumento rispetto alla data inizialmente prevista del 13 febbraio, ha chiuso in flessione del 5,17% a 27,7 euro, ma vista la taglia dell’aumento si poteva immaginare un film decisamente peggiore. Anche perché, stando alle previsioni degli analisti, l’aumento dovrebbe avvenire con uno sconto tra il 30 e il 40% sul Terp, il prezzo teorico dopo lo stacco del diritto di opzione, per una somma vicina a 15 euro.

Le nuove scadenze, ravvicinate, dell’aumento avrebbero colto di sorpresa alcuni azionisti che avevano impostato le proprie agende sulle vecchie date

Le nuove scadenze, ravvicinate, dell’aumento avrebbero colto di sorpresa alcuni azionisti che avevano impostato le proprie agende sulle vecchie date, ma tra i soci storici il quadro sembra ormai delineato. Capital Research, primo azionista da settembre - quandro Mustier era già in sella e l’aumento nell’aria - dovrebbe sottoscrivere pro quota, così come gli arabi di Aabar e le prime due fondazioni: Verona, che ha limato la quota al 2,2% e non disdegnerebbe un posto in consiglio, e Torino, pronta a difendere attivamente il suo pacchetto superiore al 2%. Chi dovrebbe alleggerire la propria quota è Carimonte, intorno all’1%, dove i due soci - le fondazioni CrModena e Monte di Bologna - sono stretti sui limiti imposti dal protocollo Acri-Mef. In ogni caso, le scelte definitive verranno assunte prezzi e condizioni alla mano, e quindi tra la fine della prossima settimana e quella successiva.

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