iniziative solidali

Da Mustier a Pinault ed Elkann, tutti i tagli agli stipendi dei big

Il ceo di UniCredit dopo aver deciso di rinunciare alla remunerazione variabile per il 2020, taglierà del 25% il suo stipendio . Scelte analoghe anche per Kering, Fca, Luxottica e Tod’s

di Redazione Finanza

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(Imagoeconomica)

Il ceo di UniCredit dopo aver deciso di rinunciare alla remunerazione variabile per il 2020, taglierà del 25% il suo stipendio . Scelte analoghe anche per Kering, Fca, Luxottica e Tod’s


2' di lettura

Jean Pierre Mustier, ceo di UniCredi t, non solo rinuncerà alla sua remunerazione variabile per l’anno in corso (pari a un massimo di 2,4 milioni di euro), ma ha intenzione di ridimensionare del 25% anche il suo compenso per il 2020, che equivale a 300 mila euro. Così facendo il manager rinuncerà complessivamente a circa 2,7 milioni di euro della sua remunerazione complessiva per l’anno in corso. Il consiglio di amministrazione ha stabilito di donare questa cifra importante alla Fondazione UniCredit.

La contribuzione da parte del ceo «sarà aggiunta agli sforzi già in essere per alleviare gli impatti della pandemia sulle comunità locali, e fornire risorse addizionali ai servizi sanitari nella loro lotta contro il virus». Di conseguenza, la remunerazione complessiva di Mustier per l’esercizio 2020 sarà pari a 900mila euro, con una riduzione del 75% per l'intero anno. «L’obiettivo primario – spiegano da UniCredit - è quello di proteggere lasalute e la sicurezza dei propri dipendenti e della clientela».
Ma il ceo di UniCredit non è l’unico manager ad aver preso una decisione simile.

Il cda del gruppo Kering, il colosso francese del lusso, ha deciso di proporre all’assemblea, convocata per il prossimo 16 giugno, un dividendo di 8 euro, in calo del 30% sul 2018, e di ridurre del 25% la parte fissa della retribuzione del Ceo, François-Henri Pinault e di eliminare quella variabile dello stesso Pinault e del suo vice, nonché di ridurre del 30% quella del consiglio di amministrazione.

Anche il presidente di Fca John Elkann e il cda del gruppo hanno rinunciato al proprio compenso da aprile fino al termine del 2020 come ha annunciato l’amministratore delegato Mike Manley in una lettera indirizzata ai dipendenti del gruppo i cui ha sottolineato che «proteggere la salute finanziaria dell’azienda è responsabilità di tutti, a partire naturalmente da me e dal team di leadership. Al fine di raggiungere questo obiettivo e per evitare una riduzione del personale nel secondo trimestre, dal mese di aprile e per i prossimi tre mesi ridurrò il mio stipendio del 50% e i membri del Group Executive Council (Gec) ridurranno il loro del 30%».

E hanno rinunciato alla remunerazione anche il presidente e il vicepresidente del gruppo Tod’s, Diego e Andrea Della Va lle. Il consiglio di amministrazione ha inoltre deliberato di non distribuire il dividendo e destinare l’1% dell’utile netto consolidato a iniziative di solidarietà.

Scelte simili anche da parte di Leonardo Del Vecchio. Il patron di Luxottica ha chiesto ai manager di rinunciare a parte dello stipendio per integrare la cassa integrazione per coronavirus dei suoi 12 mila dipendenti, garantendo loro il 100 per cento dello stipendio. A dare l’esempio l'amministratore delegato Francesco Milieri che ha ridimensionato il suo compenso del 50 per cento.

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