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Unicredit corre in vista dell'Investor Day, Jefferies alza il target di prezzo

Gli analisti indicano prezzo obiettivo a 16,2 euro. Secondo gli analisti il gruppo dovrà convincere il mercato sull’uso che farà del suo capitale in eccesso

di Eleonora Micheli

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Unicredit in rialzo a Piazza Affari, dove il FTSE MIB è in aumento meno marcato, mentre si avvicina la data del 9 dicembre, quando i vertici dell'istituto illustreranno la strategia futura alla comunità finanziaria. Le Unicredit beneficiano anche del giudizio favorevole degli analisti di Jefferies, che non solo hanno ribadito la raccomandazione di 'Buy' sulle azioni, ma hanno alzato il target di prezzo da 14,75 euro a 16,2 euro, livello ben più elevato dei corso di Borsa. «Riteniamo che Unicredit debba convincere il mercato sull’uso che farà del suo capitale in eccesso: prevediamo che l’Investor Day del prossimo 9 dicembre sarà un catalyst e chiarirà la strategia dell’istituto», hanno spiegato sottolineando che le azioni quotano a buon mercato. Del resto l'andamento futuro dei ricavi della banca potrebbe sorprendere. Anche il management ha già indicato che l'istituto sta vivendo un periodo di transizione, passando da una fase di ristrutturazione a una di crescita profittevole. Gli esperti di Jefferies ritengono che l’istituto abbia prospettive favorevoli: i fondi Next Generation Ue e la politica fiscale potrebbero supportare la crescita del pil e quindi i volumi dei ricavi della banca.

«Le nostre previsioni sui margini di interesse sono più ottimistiche e si traducono in un aumento di oltre il 5% delle aspettative di profitto al 2023», hanno scritto nel report. Rimane il rebus sulle mosse che l’istituto annuncerà sui contratti di distribuzione sul fronte assicurativo e dell’asset management. Ad ogni modo la vera chiave di volta sarà l'uso che verrà fatto del capitale in eccesso, pari a circa 11,5 miliardi. «Con le operazioni straordinarie passate in secondo piano, il consensus potrebbe crescere e così crediamo che lo sconto con il quale quotano i titoli potrebbe ridursi. La banca potrebbe spingere sul fronte degli investimenti redditizi o potrebbe tornare a remunerare gli azionisti».

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Secondo Jefferies è più probabile che la parte di capitale in eccesso verrà utilizzata per sostenere la crescita della profittabilità dell’istituto, tenendo conto anche delle normative sempre più stringenti sui ratios bancari. «Nonostante questo, la previsione conservativa di un payout ratio attorno al 65% si traduce in un rendimento cumulato dei titoli nel periodo 2021-2024 del 40%», hanno sottolineato gli esperti, che per altro hanno anche ricordato che a dispetto della profittabilità prevista in crescita, il management ha già promesso di focalizzarsi anche sulle efficienze e sulla riduzione dei costi. Inoltre, hanno concluso gli analisti di Jefferies, la banca ha ancora all’orizzonte la possibilità di operazioni di fusioni e acquisizioni.

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