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Unicredit, dividendo salvo anche in caso di perdite su Russia

Per gli analisti le indicazioni fornite confermino la solidità patrimoniale della banca anche nell'attuale contesto di mercato

di Andrea Fontana

(REUTERS)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Risposta immediata della Borsa alle rassicurazioni di Unicredit sull'eventuale impatto della crisi russo-ucraina sui conti della banca: anche nello scenario peggiore, è stato precisato, il coefficiente patrimoniale Cet1 resterà sopra il 13% e questo consentirà all'istituto di mantenere l'impegno del dividendo in contanti (0,538 euro per azione) e di proseguire nel programma di acquisto di azioni proprie fino a 2,58 miliardi di euro a condizione di mantenere il Cet1 sopra il 13%. Il titolo è tra i migliori di Piazza Affari trainando anche il resto del comparto bancario con balzi vicini al 6% per Intesa Sanpaoloe Bper Banca.

In una nota Unicredit ha voluto chiarire l'esposizione diretta e indiretta al mercato russo precisando che è stimabile in 1,92 miliardi al netto delle coperture sui cambi l'esposizione diretta a Unicredit Bank Russia mentre quella nei confronti della clientela russa (multinazionali) è pari a 4,5 miliardi al netto di garanzie per un miliardo. Inoltre l'istituto ha indicato di avere una esposizione mark-to-market in derivati verso le banche russe di circa 300 milioni di euro, al netto del collaterale con una perdita massima potenziale, nel caso in cui il valore del rublo si approssimi allo zero, di circa 1 miliardo di euro.

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«Nello scenario estremo, in cui la totalità della nostra massima esposizione non possa essere recuperata e venga azzerata - ha dichiarato l'istituto - l'impatto sul Cet1 ratio di UniCredit a fine 2021 (15,03%, che sconta il dividendo maturato nel 2021 per 1,2 miliardi di euro) sarebbe di circa 200 punti base» e la «solida posizione di capitale ci consentirebbe di assorbire questo impatto senza scendere al di sotto del 13%».

Gli analisti di Banca Akros sottolineano come la scelta di Unicredit sui dividendi vada in direzione opposta rispetto all'austriaca Raiffeisen Bank, che ha sospeso la distribuzione degli utili ai soci a causa della sua posizione in Russia, e che l'impatto patrimoniale pur superiore a quello di Societe Generale sembra comunque gestibile grazie alla solida posizione di capitale di Unicredit. «Le indicazioni fornite confermino la solidità patrimoniale di Unicredit e la sua capacità di remunerazione degli azionisti, anche nell`attuale contesto di mercato» sottolinea Equita Sim convinta che, anche con perdite di 4 miliardi di euro dall'esposizione in Russia, Unicredit sia in grado di completare il buyback programmato. Dal picco del 10 febbraio, ricorsa la Sim, Unicredit ha perso in Borsa oltre il 40% della capitalizzazione a fronte di un -30% della media delle principali banche quotate.

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