Addio a Mediobanca

UniCredit e Piazzetta Cuccia, Intesa Sanpaolo rimane alla finestra

Messina non intende colmare lo spazio lasciato da Mustier in Piazzetta Cuccia

di Al.G.

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(ANSA)

Messina non intende colmare lo spazio lasciato da Mustier in Piazzetta Cuccia


2' di lettura

L’uscita di UniCredit dal capitale di Mediobanca, e più in generale dalla filiera decisionale che arriva fino alle Generali, segna la fine di uno storico asse finanziario che per decenni ha collegato i tre gruppi finanziari. Senza andare indietro nel tempo all’era in cui la Mediobanca di Enrico Cuccia governava a Trieste con l’ausilio della Lazard di Andrè Meyer, è esistita per quasi venti anni una catena di comando che partendo dalle Fondazioni maggiori azioniste di UniCredit (CariVerona e Crt) arrivava alla banca e da lì in Mediobanca e poi in Generali.

Un mondo da cui la Banca Intesa presieduta da Giovanni Bazoli e le sue Fondazioni azioniste, a partire dalla Cariplo guidata per oltre due decenni da Giuseppe Guzzetti, è sempre stata tenuta fuori, limitando i rapporti alla Alleanza Assicurazioni di Alfonso Desiata (che non diventò presidente di Generali per la contrarietà della Mediobanca di allora).

Dopo la scomparsa di Enrico Cuccia nel 2000, prolungato fu invece il pressing di Fondazione CariVerona - finanziariamente mediato da Merrill Lynch - per un avvicinamento diretto tra UniCredit e Generali. Tentativo mai andato in porto, sia per l’ostilità dei Governi dell’epoca sia per le difficoltà «ambientali» nel variare gli equilibri di potere tra i colossi del sistema finanziario italiano.

L’epoca delle contrapposizioni tra mondo UniCredit e mondo Intesa è finita da tempo, complice l’entrata in scena della Vigilanza Bce e della nuova regolamentazione sul capitale che obbliga le banche a pensare al core business e a limitare le partecipazioni azionarie. Quasi tre anni fa andò in scena l’ultimo tentativo di aggregare Generali in un nuovo e diverso maxi-polo italiano con il cosiddetto «case study» di Intesa Sanpaolo. La filiera UniCredit-Mediobanca fu compatta nell’ostacolare l’operazione che, per la verità, Intesa Sanpaolo ritirò dopo aver verificato che industrialmente gli svantaggi sarebbero stati superiori ai vantaggi.

Ora il vuoto lasciato da UniCredit nell’azionariato di Mediobanca sarà “riempito” in qualche modo da Intesa Sanpaolo? La suggestione ha preso a circolare nella city milanese. Fosse accaduto dieci o venti anni fa, probabilmente l’asse Bazoli-Guzzetti avrebbe spinto perchè ciò accadesse. Quei tempi sono cambiati e l’ipotesi di un coinvolgimento di Intesa pare destinata a rimanere tra le suggestioni che inevitabilmente fanno da eco alle battaglie finanziarie. Ovviamente Intesa Sanpaolo sta monitorando gli eventi, come è normale che faccia il maggiore gruppo banco-assicurativo di un settore in cui operano 3-4 big player. Ma da quanto risulta al Sole24Ore, Intesa Sanpaolo resterà spettatore della partita.

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