Cambio al vertice

UniCredit, è subito caccia al nuovo ceo. Ecco i nomi dei possibili successori

Il Comitato Governance e Nomine ha avviato il processo per la selezione del prossimo Ceo con il supporto dell’advisor Spencer Stuart

di Luca Davi

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3' di lettura

Dopo l’annuncio dell’uscita di scena di Jean Pierre Mustier, Unicredit accelera nella caccia al nuovo amministratore delegato. Il processo di selezione, come anticipato dal Sole 24Ore, è partito: il Comitato Governance e Nomine che si è riunito oggi 2 dicembre ha fatto una prima valutazione sulla lista per il nuovo board, tracciando le linee guida che ne ispireranno il rinnovo.

Ma nel contempo il Comitato ha anche avviato le procedure relative alla selezione del futuro ceo, processo che rappresenta per il board un elemento di priorità. All'interno di queste dinamiche è stato confermato come consulente Spencer Stuart mentre è stato deciso di non costituire una task force interna, prevista in questi casi, con l’obiettivo di rendere più rapida la definizione della short list con i 3 nomi da proporre al Cda.

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L’addio apparentemente “morbido” del banchiere francese, che ha assicurato la permanenza fino ad aprile 2021, scadenza naturale del suo mandato e di tutto il board, potrebbe lasciar credere che ci sia ossigeno per procedere con relativa tranquillità nella ricerca del nuovo manager. Così non è. Anzi, sarebbe stato proprio uno strappo imprevisto dello stesso Mustier - che avrebbe anticipato quella che doveva essere una più graduale uscita di scena - a costringere il board a rivedere i piani, accelerando i tempi e rincorrendo così gli step previsti dal processo standard.

Tempi stretti

Di certo oggi serve fare presto ma anche bene. A chiederlo sono i sindacati, che hanno messo in evidenza i rischi di un “vuoto” di potere, ma anche il mercato, che nella sostanziale assenza di visibilità sulle prossime mosse e di un capo azienda (se non per gli affari ordinari), ha punito il titolo per due sedute consecutive, facendo così bruciare oltre 2,5 miliardi di capitalizzazione. Ma a pretenderlo è anche il buon senso: nessuno, all'interno del Cda della banca di piazza Gae Aulenti, ora vuole lasciare la banca a lungo senza una guida e una rotta definita.

Di positivo c'è che già da tempo, anche alla luce dei dissidi creatisi all’interno del board con lo stesso banchiere francese, l’advisor Spencer Stuart ha avviato colloqui e interviste informali con possibili candidati al ruolo di ceo. Oggi serve dunque fare una sintesi delle valutazioni fatte informalmente e incardinarle in una cornice più ufficiale, da grande azienda quotata qual è UniCredit.

Short list di candidati

Da qua la possibile definizione di una short list di candidati che, con l’aiuto dell’advisor incaricato Spencer Stuart, come detto potrebbe essere presentata già oggi al Comitato Nomine guidato dal consigliere Stefano Micossi, dove siede anche il presidente designato, Pier Carlo Padoan.

L’attenzione è rivolta sia ai candidati esterni che a quelli interni. Tra i tanti nomi che circolano sul mercato emerge con insistenza quello di Victor Massiah, ex ceo di Ubi, e figura stimata dallo stesso Padoan. Ma in lizza ci sarebbero anche altri manager come Fabio Gallia, ex ceo di Bnl, Marco Morelli, ex numero uno di Mps oggi in Axa Investments, e Marina Natale, ex Cfo di UniCredit e oggi a capo di Amco. Altro nome che circola, già presente nel board è quello di Diego De Giorgi, ex capo del Global investment banking di Merrill Lynch. Di elevato standing anche l’ipotesi dell’ex Ubs Sergio Ermotti. Ma l’advisor valuterà con attenzione anche possibili candidature interne alla banca: si guarda in particolare a manager come Carlo Vivaldi, co-chief operating officer, Francesco Giordano, co-ceo del Commercial Banking Western Europe e Niccolò Ubertalli, ce-ceo Commercial Banking Eastern Europe.

Opzioni per il futuro

Presto, poi, servirà anche capire dove dovrà andare la futura UniCredit. Accantonato il piano Mustier del “No M&A”, quale direzione prenderà la banca? Molti sul mercato a un possibile coinvolgimento in Montepaschi, dossier che però potrebbe non essere così maturo come appare. Qualcuno allora non esclude un possibile ritorno d’attualità dell’ipotesi BancoBpm, anch’esso progetto che sarebbe stato messo da parte dallo stesso Mustier.

La banca in questo momento rimane senza guida e senza una strategia chiara. E per una banca senza azionisti di peso, anzi una vera public company internazionale controllata per oltre i due terzi da fondi internazionali, ciò può rappresentare un problema. Tanto che qualche banca d’affari mette in evidenza il rischio che l'istituto possa diventare anche più vulnerabile, e preda di qualche soggetto estero, magari francese. «Consideriamo UniCredit un’opzione strategica chiave per le banche francesi per accedere alla Germania e per moltiplicare l'accesso alle società europee per le loro grandi operazioni di corporate & investment banking», scrivevano ieri gli analisti di Mediobanca. Anche perchè «il vuoto di leadership, la valutazione economica e fondamentali solidi potrebbero indurre i giocatori più forti a tentare l'abbordaggio e prendere il controllo della nave UniCredit».

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