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Unicredit in luce a Milano per contatti jv in Turchia e upgrade Credit Suisse

Analisti in generale positivi sulla possibilità di una riduzione della quota in Kof Financial Services (Kfs), che controlla Yapi Kredi, a Koc Holding

di Stefania Arcudi

(© Stefan Kiefer /imageBROKER)

2' di lettura

Unicredit, con un rialzo arrivato oltre il 2%, è tra le migliori di lunedì 25 a Piazza Affari, dove il FTSE MIB sale a passo più contenuto. Il titolo, che negli ultimi dodici mesi ha guadagnato il 17%, è sostenuto dal fatto che gli analisti di Credit Suisse hanno promosso il giudizio da «neutral» a «outperform», alzando l'obiettivo di prezzo da 11,30 a 14,60 euro per azione. Anche gli esperti di KBW (Keefe, Bruyette & Woods) hanno rafforzato il «buy», aumentando il target price .

L'attenzione di lunedì 25 è anche sulle attività in Turchia: secondo notizie di stampa, Unicredit sarebbe in trattativa per cedere la propria quota in Kof Financial Services (Kfs), che controlla Yapi Kredi, a Koc Holding. La banca, commentando le indiscrezioni, ha precisato che, nell'ambito del nuovo piano strategico, sono stati avviati contatti con il partner Koc Group in merito a una potenziale evoluzione dell'attuale joint venture in Turchia, ma che non è stato raggiunto un accordo definitivo in merito. Secondo Kbw, la notizia è potenzialmente positiva visto che proprio i problemi della Turchia «hanno impattato negativamente sulla performance in Borsa di Unicredit e sulla sua valutazione». Anche Citi ha dato parere positivo sull'operazione.

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Gli analisti di Equita hanno sottolineato che «dal punto di vista industriale il razionale del deal sembra quello di contenere il profilo di rischio del gruppo, focalizzarsi sul completamento della ristrutturazione del core business domestico al costo di ridurre l'esposizione a un mercato dal potenziale di crescita evidente, ma caratterizzato da notevole volatilità per temi geopolitici». Equita si aspetta inoltre che «il piano industriale di Unicredit, che sarà presentato la settimana prossima, sveli il risultato finale di questo trade-off di cui dovrebbe beneficiare il profilo di rischio e la complessità di gruppo, ma penalizzare la redditività di lungo periodo».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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