trimestrali

Unicredit, perdita da 2,7 miliardi nel primo trimestre. Troppo presto per stime 2020

Risultati peggiori delle attese a causa di poste straordinarie. Il piano attuale sarà aggiornato a fine anno o all’inizio del prossimo. Mustier: “Abbiamo gli strumenti per far fronte a Covid-19”. In rialzo il titolo in Borsa

di Paolo Paronetto e Andrea Fontana

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(Reuters)

Risultati peggiori delle attese a causa di poste straordinarie. Il piano attuale sarà aggiornato a fine anno o all’inizio del prossimo. Mustier: “Abbiamo gli strumenti per far fronte a Covid-19”. In rialzo il titolo in Borsa


4' di lettura

UniCredit ha chiuso il primo trimestre con una maxi perdita da 2,7 miliardi. Il risultato sconta poste straordinarie negative per 1,3 miliardi legate all'accordo sindacale per l'uscita di 5.200 dipendenti e per altri 1,7 miliardi lordi relative a Yapi, parzialmente bilanciate da +500 milioni ottenuti in seguito a cessioni immobiliari. Oltre che, come annunciato, i 900 milioni di rettifiche supplementari per far fronte all'impatto della pandemia Covid. Il risultato ricorrente, che include solamente le rettifiche Covid, vede una perdita netta di 58 milioni. Il dato del trimestre è comunque peggiore delle attese degli analisti, che stimavano una perdita di 1,5 miliardi.

A fine anno l'aggiornamento del piano
Tornando ai numeri del trimestre, il margine di intermediazione è sceso dell'8,2% a 4,4 miliardi, con interessi netti a 2,5 miliardi (-3%) e commissioni nette a 1,6 miliardi (+5,2%). I costi operativi si sono attestati a 2,5 miliardi (-0,7%), per un rapporto cost/income salito al 56,9%. Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 è cresciuto di 23 punti base rispetto a fine 2019 al 13,44%. «Un aggiornamento del piano Team 23 che rifletta le attuali condizioni sarà presentato al Capital Markets Day che si terrà verso la fine dell'anno o l'inizio dell'anno prossimo», dice la banca.

Mustier: abbiamo gli strumenti per far fronte a Covid-19
«Abbiamo tutti gli strumenti per far fronte alle sfide senza precedenti presentate dalla pandemia Covid-19 grazie ai nostri importanti punti di forza e al nostro modello di business focalizzato». Lo ha dichiarato l'a.d. di UniCredit, Jean Pierre Mustier, presentando i conti del primo trimestre 2020. Mustier ha ricordato che, «a seguito dell'esteso lockdown», UniCredit ha «preso la decisione proattiva di anticipare il periodico aggiornamento dello scenario macroeconomico Ifrs9 per il secondo trimestre e annunciato 902 milioni addizionali di rettifiche su crediti». «Sulla base delle nostre assunzioni realistiche - ha ribadito - stimiamo che il nostro costo del rischio si attesterà nel range 100-120 punti base nell'esercizio 2020». Quanto all'andamento del trimestre, l'a.d. ha notato che l'impatto della pandemia si è registrato a partire da marzo, mentre «la performance commerciale nei primi due mesi è stata molto forte».

Niente stime per il 2020, aggiornata guidance 2021
«Covid continuerà ad avere un profondo impatto su tutti noi. E' troppo presto per quantificare la ripresa dell'economia e dare una guidance per l'intero 2020». Lo ha dichiarato l'a.d. di UniCredit, Jean Pierre Mustier, in una confernce call con le agenzie di stampa a valle della presentazione dei conti del primo trimestre. «Quello che possiamo fare e che abbiamo fatto è stato aggiornare il costo del rischio, ma non daremo nessuna guidance per l'esercizio - ha aggiunto - perché dobbiamo vedere come reagirà l'economia». Mustier in ogni caso ha assicurato che il management team, «che ha raggiunto gli obiettivi del precedente piano Transform 2019 in un constesto molto difficile, lavorerà duramente per assicurare che raggiungeremo anche quelli del nuovo piano Team 23». «Se, come abbiamo previsto, nel 2021 l'economia europea rimbalzerà del 10% il nostro utile netto 2021 dovrebbe raggiungere il 75-80% di quanto avevamo previsto nel piano Team 23 o tra i 3 e i 3,5 miliardi», ha aggiunto Mustier.

Titolo in rialzo in Borsa, focus su performance operativa
Unicredit positiva in Borsa per gran parte della seduta, anche se nel pomeriggio il titolo è passato in rosso. Il gruppo ha presentato una trimestrale fortemente impattata dalle poste straordinarie, in particolare relative all'ingente pacchetto di uscite di dipendenti e alle perdite da investimenti principalmente legate alle operazioni per la cessione delle quote nella turca Yapi. Il periodo gennaio-marzo si è chiuso con una perdita netta di 2,7 miliardi di euro "ma la performance operativa è solida", osservano gli analisti di Equita Sim in quanto a livello di ricavi il gruppo ha mostrato numeri per lo più in linea con le previsioni. "Inaspettatamente - segnala comunque Equita - il Covid-19 ha tuttavia impattato per 500 milioni anche i ricavi prevalentemente per svalutazioni di partecipazioni. Anche gli analisti di Credit Suisse, che conservano una raccomandazione "outperform" sul titolo, osservano come le perdite superiori al consensus siano principalmente dovute a voci straordinarie già preventivate dal mercato e che pertanto gli investitori tenderanno a concentrarsi sulle indicazioni del management per i prossimi mesi e sulle differenze nell'andamento del business con gli altri gruppi bancari.

Continua a scendere il portafoglio di BTp
Il portafoglio di Btp detenuto da UniCredit è stato ridotto di 900 milioni nel primo trimestre, a 43,9 miliardi dai 44,8 di fine 2019. In un anno la riduzione è stata di oltre 10 miliardi (dai 54,6 miliardi di marzo 2019).L'istituto, inoltre, continuerà come annunciato a ridurre la propria esposizione ai titoli di Stato italiani per portarla in linea a quella dei competitori, senza vendere titoli ma rinnovandoli solo parzialmente a scadenza.

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

Per approfondire:
Così la Bce sta monetizzando il debito europeo

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