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UniCredit precisa: tassi negativi oltre quota un milione di euro

Imprese e grandi clienti nel mirino della banca, fuori il retail

di Luca Davi


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2' di lettura

Un milione di euro: è questa, da quanto raccolto dal Sole 24Ore, l’asticella oltre la quale UniCredit inizierà a ribaltare la “tassa” Bce degli interessi negativi sui depositi dei propri clienti. Una cifra dunque «ben al di sopra», come segnalato dallo stesso Jean Pierre Mustier, della quota dei 100mila euro. «I tassi negativi saranno trasferiti ai clienti con depositi ben al di sopra di 100mila euro a partire dal 2020», aveva detto il banchiere alla tv francese Bfm riprendendo una proposta lanciata dallo stesso manager nei giorni precedenti, ma in qualità di presidente della Federazione bancaria europea.

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Interpellata sul tema, la banca chiarisce ora che «ai nostri clienti con più di 1 milione di euro di deposito sul conto, che rappresentano meno dello 0,1% della nostra base clienti, offriremo investimenti in fondi monetari, con obiettivi di rendimento positivi, senza commissioni». Per quanto riguarda il saldo del deposito che viene lasciato sul conto corrente, e solo per la parte eccedente il milione di euro, «verranno discusse con i clienti misure ad hoc che tengano conto dei cambiamenti straordinari occorsi nel contesto macroeconomico».

Alla luce di queste indicazioni si chiarisce così il pensiero di Mustier e si ridimensionano i timori di una “rasoiata” su larga scala sull'intera clientela dotata di liquidità superiore ai 100mila euro.

La quota del milione di euro, oltre cui verrebbe applicata la “tassa” dello 0,5% (seppure in maniera non automatica, da quanto filtra ora dalla banca) riguarda infatti le imprese e i grandi clienti che rientrano nella categoria del wealth management. Ad essere escluso insomma è l'ampio segmento del retail e del private banking, categorie che vengono così assimilate a quelle del puro risparmio, e che in una prima fase erano state ritenute potenzialmente interessate dalla misura.

Mustier stesso, pur senza specificare, aveva ribadito che ad essere interessati dal provvedimento sarebbero stati i clienti con «depositi consistenti» e «liquidità importanti».

L’annuncio di applicare tassi negativi sui depositi, e in particolare l’indicazione dei 100mila euro come soglia di attenzione, aveva generato non poche polemiche e allarmi nei giorni scorsi, sia tra operatori che nella clientela. Tra questi da segnalare il caveat dei sindacati Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin che in un comunicato unitario dei segretari generali si erano schierati contro la proposta dell'amministratore delegato di Unicredit: «La misura rischia di avere un impatto estremamente negativo su imprese, territori e lavoratori bancari».

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