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UniCredit in rialzo, il mercato premia i conti oltre le attese e la svolta sulla Russia

Gli analisti: i risultati sono sopra le stime a livello operativo

di Paolo Paronetto

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il mercato accoglie con favore i conti trimestrali migliori delle attese a livello operativo e la decisa azione sul fronte dell'esposizione alla Russia annunciati da Unicredit: a Piazza Affari i titoli dell'istituto guidano i rialzi sul FTSE MIB.
La banca ha chiuso il primo trimestre con un utile netto contabile di 247 milioni, in calo del 72,2% rispetto allo scorso anno, dopo aver effettuato svalutazioni prudenziali su crediti per 1,3 miliardi «quasi interamente verso la Russia». Al netto della Russia l'utile è salito del 37,8% a 1,2 miliardi. La banca parla di «primo trimestre record», in cui sono stati raggiunti i target del piano UniCredit Unlocked «su tutti gli indicatori finanziari». I risultati complessivi, inclusa la Russia, vedono ricavi in crescita del 7,3% a 5 miliardi con margine di interesse a 2,3 miliardi (+6%) e commissioni a 1,8 miliardi (+7,9%). I costi operativi sono scesi del 2,6% a 2,3 miliardi per un rapporto cost/income calato al 46,7%. Il consensus di mercato raccolto dalla banca prevedeva ricavi per 4,4 miliardi, margine di interesse a 2,25 miliardi, commissioni a 1,68 miliardi e costi a 2,4 miliardi. L'utile contabile era atteso a 413 milioni dopo svalutazioni su crediti limitate a 644 milioni.

Esposizione verso Mosca ridotta di 2 miliardi

Nel primo trimestre, complessivamente, l'esposizione verso Mosca è stata ridotta di 2 miliardi «con un costo minimo», ha commentato l'a.d. Andrea Orcel. La perdita massima legata alla Russia nello scenario peggiore è pari ora a 5,2 miliardi, con un impatto di 128 punti base sul coefficente Cet1. Di questi, ha spiegato Orcel in una conference call con le agenzie di stampa, 92 punti base «sono già stati assorbiti nel primo trimestre», vale a dire «il 70% del totale». Il gruppo ha confermato i target 2022 e spiegato di voler partire il prima possibile con la tranche di buyback da 1,6 miliardi, mentre il restante miliardo dipenderà dalla performance della Russia.

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Numeri sopra le attese a livello operativo

I numeri del primo trimestre, hanno notato gli analisti di Equita, «sono decisamente al di sopra delle stime a livello operativo», con un «eccellente trend dei costi». Complessivamente, notano da Intesa Sanpaolo, l'utile è inferiore al consensus a causa di «un impatto superiore alle attese dalla Russia», al netto del quale i numeri sono invece «solidi». «Grazie a una performance operativa molto forte - concludono da Banca Akros - UniCredit è in grado di cominciare ad assorbire l'impatto dell'esposizione alla Russia».

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