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Unicredit in rialzo, nessun impatto su cedole e target da lieve aumento Srep

La Bce ha alzato il livello patrimoniale minimoche l'istituto dovrà rispettare nel 2023 portando il requisito Pillar 2 a 200 punti base dai precedenti 175

di Paolo Paronetto

(ANSA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Unicredit guadagna terreno a Piazza Affari dopo aver confermato che il lieve incremento del requisito patrimoniale minimo Srep da parte della Bce non avrà impatti sulla politica di distribuzione del capitale ai soci né sui target della banca. Prima dell'avvio delle contrattazioni, l'istituto guidato dall'a.d. Andrea Orcel ha reso noto che la Bce ha alzato il livello patrimoniale minimo che Unicredit dovrà rispettare nel 2023 portando il requisito Pillar 2 a 200 punti base dai precedenti 175. Complessivamente la banca dovrà avere un Cet 1 pari almeno al 9,2% (dal 9,03 dello scorso anno), un Tier 1 di almeno l'11,08% (dal 10,86%) e un Total capital ratio di almeno il 13,58% (dal 13,3%). Unicredit ha sottolineato di «rispettare ampiamente» questi requisiti, dato che al 30 settembre poteva contare su un Cet 1 fully loaded al 15,41%, un Tier 1 al 17,94% e un Total capital ratio al 20,76%. «Non vi è quindi alcun impatto sulle politiche distributive di Unicredit per il 2022 e per il futuro, sul funding plan né sul target di capitale, che rimangono come da guidance», ribadisce la banca.

Molto ampio il buffer Maximum distributable amount

Il buffer Maximum distributable amount (Mda) al 30 settembre 2022, conclude, «era molto ampio e pari a 635 punti base e il livello pro forma per il Pillar 2 sarebbe di 621 punti base». Le valutazioni dell'istituto sono condivise dagli analisti. «Sebbene l'aumento del requisito Srep» sia una notizia «leggermente negativa, sottolineiamo che non mette a rischio la strategia di distribuzione del capitale», commentano da Intesa Sanpaolo. Intermonte, da parte sua, rileva che «l’aumento di 25 punti base del Pillar 2 è in linea con le indiscrezioni uscite nei giorni passati» e che UniCredit, insieme a Credem e Mediobanca, è tra «quelle con il buffer Mda maggiore tra quelle da noi seguite».

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