bilanci

UniCredit, utile 2019 a 3,4 miliardi. In rosso nel 4° trimestre per voci straordinarie

Patrimonio Cet 1 al 13,09%. Previsto dividendo da 0,63 euro per azione e buy-back da ulteriori 500 milioni. Nel 2021 distribuzione capitale al 50%

di Maximilian Cellino


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(AFP)

4' di lettura

UniCredit ha chiuso il 2019 con un utile netto pari a 3,4 miliardi di euro, in calo del 17,9% rispetto all’anno precedente, mentre l’utile sottostante del gruppo si è attestato a 4,7 miliardi, in crescita del 55,5 per cento. Nel quarto trimestre dell’anno il gruppo di Piazza Gae Aulenti ha invece accusato una perdita pari a 835 milioni a causa di consistenti poste operative straordinarie (-2,3 miliardi) inferiori però alle attese degli analisti, che prevedevano in media un rosso attorno a 1,1 miliardi.

Distribuiti 1,4 miliardi, valuta pay-back al 50% per il 2021
Il gruppo, che registra un Cet1 ratio del 13,09% rispetto al 12,6% di fine settembre, prevede la distribuzione di un dividendo di esercizio cash pari a 0,63 euro per azione e complessivi 1,4 miliardi e un piano di buy-back da ulteriori 500 milioni e valuta l’opportunità di aumentare nel 2021 la distribuzione del capitale al 50% dal 40% attualmente previsto. «Con il successo di Transform 2019 alle spalle, possiamo adesso dedicare tutte le nostre energie e i nostri sforzi per conseguire il nostro nuovo piano, Team 23 Mentre Transform 2019 era un piano di ristrutturazione e riassetto del gruppo, Team 23 si focalizza sul rafforzamento e la crescita della nostra base clienti», ha commentato l’amministratore delegato, Jean Pierre Mustier, aggiungendo di «non considerare la possibilità di distribuire acconti sul dividendo» e di preferire il buy-back a operazioni di fusione e acquisizione in quanto «più conveniente per gli azionisti».

Completata la cessione del 12% della turca Yapi
Ieri UniCredit ha completato con successo il collocamento di una quota del 12% detenuta nella banca turca Yapi Kredi. La cessione, avvenuta presso investitori istituzionali, è avvenuta al prezzo di 2,88 lire turche per azione e con uno sconto del 4% rispetto al prezzo di chiusura pre-annuncio frutterà all’istituto di credito proventi lordi per 2,9 miliardi di lire, pari a circa 440 milioni di euro. L’operazione, che sarà contabilizzata nel primo trimestre 2020, genererà un impatto negativo sul conto economico consolidato pari a circa 820 milioni di euro, mentre l’effetto complessivo sul Cet1 ratio consolidato di UniCredit è atteso pari a +0,5 punti percentuali assumendo il deconsolidamento regolamentare. Sul restante 20% circa della partecipazione in Yapi UniCredit ha concordato un periodo di lock-up di 180 giorni. Su questo punto Mustier ha successivamente chiarito di non aver intenzione di «cambiare la nostra quota per l’intero anno 2020».

Il quadro degli oneri straordinari trimestrali
Tornando ai dati di bilancio, le poste straordinarie registrate da UniCredit nel quarto trimestre 2019 includono l’impatto netto della cessione del 9% di Yapi Kredi (-365 milioni), effetti del recast di Gruppo sulla rivalutazione e la vendita di proprietà immobiliari (45 milioni), costi di integrazione in Germania e Austria (-319 milioni), rettifiche su crediti relativi al perimetro Non Core per l'aggiornamento della strategia di rundown (-1,055 miliardi nel trimestre, includendo 6 milioni relativi al margine d’interesse) e la svalutazione delle attività immateriali e altre attività (468 milioni).

In calo le sofferenze, cessioni Npl a 1,5 miliardi nel trimestre
Le esposizioni deteriorate lorde sono diminuite del 33,7% annuo e del 12% rispetto al trimestre precedente a 25,3 miliardi con un miglioramento del rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi al 5% (-70 punti base trimestre su trimestre, -267 punti base anno su anno). Le esposizioni deteriorate nette sono diminuite a 8,8 miliardi (-21,7% trimestre su trimestre, -41% anno su anno) ed equivalgono a un rapporto tra crediti deteriorati netti e totale crediti netti dell'1,8 per cento. Il rapporto di copertura si è attestato al 65,2 per cento (+428 punti base trimestre su trimestre, +428 punti anno su anno). Le cessioni di esposizioni deteriorate lorde di Gruppo hanno raggiunto 1,5 miliardi nel quarto trimestre 2019, di cui 0,9 miliardi riferiti alla Non Core, e 9,4 miliardi nel 2019, di cui 6,2 miliardi di euro riferiti alla Non Core.

In calo i margini, migliorano i costi
Tornando al conto economico 2019, il margine di intermediazione è
in calo dello 0,7% anno su anno a 18,8 miliardi, per effetto della flessione del margine di interesse netto (-3,5%) e dei dividendi (-5,2%), compensata dalla crescita dei proventi da negoziazione (+20,2%). I principali contributori ai ricavi sono stati commercial banking italy e la Cee (Cento est Europa. I costi ammontano invece a 9,9 miliardi, un dato migliore rispetto all’obiettivo originario di 10,6 miliardi fissato da Transform 2019 e che ha permesso al rapporto cost/income di scendere al 52,7%.

Sui crediti deteriorati meglio degli obiettivi del piano
Ancora in riferimento alla qualità dell’attivo, il rapporto tra crediti deteriorati lordi e totale crediti lordi è stato pari al 5%, migliore della guidance e in calo significativo rispetto di 2,7 punti anno su anno, con le esposizioni deteriorate lorde di gruppo in calo di 12,9 miliardi anno e di 3,5 miliardi trimestre su trimestre. Le esposizioni deteriorate lorde relative al perimetro non core sono state pari a 8,6 miliardi, superando la guidance che li indicava inferiori a 9 miliardi e più che dimezzate rispetto ai
19,2 miliardi del target di Trasform 2019.

Confermati i target per il 2020, nuove nomine in Cda
UniCredit ha confermato anche le previsto per l’esercizio in corso, che prevedono ricavi per 18,2 miliardi di euro, un utile netto sottostante a 4,3 miliardi, per un rapporto Rote (Return on tangible equity) pari a all’8%, oltre a costi inferiori a 10,2 miliardi. Ieri intanto il consiglio di amministrazione - su proposta del Comitato Corporate Governance, Nomination and Sustainability - ha cooptato quali consiglieri non esecutivi e indipendenti Beatriz Lara Bartolomé e Diego De Giorgi in sostituzione di Fabrizio Saccomanni e Martha Boeckenfeld: nomine che saranno sottoposte per approvazione all'assemblea stessa.

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