banche

Unicredit, utili in crescita del 22,6% a 1,1 miliardi nel primo trimestre


default onloading pic
(Afp)

2' di lettura

UniCredit ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 1,1 miliardi, in aumento del 22,6% rispetto allo stesso periodo del 2017. Il risultato è superiore alle attese del consensus degli analisti, che vedeva un utile a 766 milioni. Si tratta, sottolinea una nota dell'istituto, del miglior primo trimestre dal 2007. I ricavi si sono attestati a 5,1 miliardi (-0,7% annuo), con interessi netti a 2,6 miliardi (-0,9%) e commissioni a 1,75 miliardi (+2,8%). In calo del 5,2% i costi operativi, per un rapporto cost/income sceso di 2,5 punti percentuali al 53,5 per cento.

Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 fully loaded è al 13,06% ed è visto tra il 12,3% e il 12,6% a fine anno. UniCredit ha deciso di accelerare ulteriormente lo smaltimento dei crediti deteriorati con il completo rundown del portafoglio “non core” (la “bad bank” interna del grupppo) anticipato al 2021 rispetto al 2025 annunciato in precedenza.

Mustier: miglior primo trimestre dal 2007
Per UniCredit il primo trimestre del 2018 è «il miglior primo trimestre in più di un decennio». Lo sottolinea l'a.d. Jean Pierre Mustier commentando i conti del periodo. «All'inizio di questo secondo anno - ha aggiunto - Transform 2019 è in anticipo rispetto ai tempi previsti e produce risultati tangibili: abbiamo già realizzato il 78% delle chiusure delle filiali in programma e il 75% delle riduzioni di personale previste». Mustier ha poi confermato tutti gli obiettivi del piano, compreso quello di un payout al 20% sul bilancio 2018 e al 30% sul 2019, con l’obiettivo di salire in seguito al 50% se il capitale e gli impatti regolamentari lo consentiranno.

UniCredit prevede di vendere 4 miliardi di esposizioni deteriorate lorde nel 2018. «Saranno due miliardi dalla banca “core” e 2 miliardi dalla “non core”», ha precisato Mustier in una conference call con le agenzie di stampa, e si tratterà di «un mix tra sofferenze e unlikely to pay». «Abbiamo sviluppato diversi modi per vendere Npl e diversi veicoli insieme ad altri investitori», ha poi notato Mustier.
«Non vediamo in nessuna circostanza impatti sul nostro Cet1» in relazione ai titoli “Cashes” «e valutiamo potenziali azioni legali per proteggere la banca e tutti i nostri stakeholder», ha risposto Mustier ai rilievi del fondo Caius Capital che, in una lettera all'Eba, ha messo in dubbio la struttura patrimoniale della banca in virtù della contabilizzazione dei Cashes. Mustier ha sottolineato che il regolamento e i trattamenti dei Cashes sono stati «completamente comunicati e rivisti da tutti i regolatori competenti e sono sempre risultati in linea» con le normative.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...