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Unicredit vola in Borsa dopo Orcel su rialzo stime

L'ad ha detto che «la guidance sarà sostanzialmente migliorata». La banca dovrebbe raggiungere «tutti i target anche in caso di una lieve recessione»

di Stefania Arcudi

(ANSA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Unicredit è scattata a Piazza Affari in vetta al FTSE MIB, dopo le parole dell'amministratore delegato, Andrea Orcel, che ha anticipato un aumento delle stime sul 2023 alla presentazione dei conti del terzo trimestre. Parlando alla 27esima Financials Ceo Conference annuale di Bank of America Merrill Lynch, ha sottolineato che «la guidance sarà sostanzialmente migliorata», visto che «l'istituto è a buon punto sulla guidance per il 2022 indipendentemente dal contesto». La banca, ha detto Orcel, dovrebbe raggiungere «tutti i target anche in caso di una lieve recessione» e, se ci dovesse essere una grave recessione, sarebbe comunque pronta «ad affrontare ogni shock e ad avere performance migliori della media dei competitor».

Già mercoledì 21 settembre, inoltre, Orcel aveva parlato di un istituto «forte» come posizione e generazione di capitale e aveva sottolineato che UniCredit «conseguirà gli obiettivi del piano» e attualmente è in grado di distribuire una cedola, cosa che però non potrà essere fatta se si dovesse entrare «nel baratro della crisi economica». Detto questo, comunque, la società è pronta ad assorbire gli shock economici in arrivo, visto che vi entra «partendo da una posizione di estrema forza».

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A tutto questo, in Borsa si aggiunge l'effetto «banche centrali» sugli istituti finanziari, che, in generale, beneficiano della prospettiva di nuove strette sui tassi di interesse: la Federal Reserve ha aumentato il costo del denaro di 75 punti base, ai massimi dal 2008, e ha anticipato ulteriori strette nei mesi a venire, confermando una strategia molto aggressiva nella lotta all'inflazione. In generale, la crescita dei tassi avrà impatti positivi sui ricavi delle banche, consentendo loro anche di rafforzare i bilanci in modo da poter assorbire potenziali effetti negativi del rallentamento economico sul fronte della qualità del credito. Così, oltre a UniCredit, tra le migliori ci sono anche Banco Bpm, Intesa Sanpaolo e Mediobanca.

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