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Unicredit volatile in Borsa, attesa per le indicazioni del ministro Franco su Mps

L'auidizione in Commissione Finanze potrebbe dare indicazioni sul futuro dei due istituti e sul piano per l'acquisto di asset della banca senese

di Eleonora Micheli

(Ansa)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Unicredit volatile a Piazza Affari, nel giorno in cui il ministro dell’Economia, Daniele Franco, sarà ascoltato dalle Commissione finanze di Camera e Senato per riferire sulla vicenda Unicredit-Banca Mps. Dopo un avvio al rialzo, le quotazioni dell’istituto hanno invertito la rotta più volte. Il mercato ha apprezzato la mossa di Unicredit di trattare con il Mef per acquistare asset di Banca Mps. Sebbene i confini dell’operazione siano tutti da definire, gli analisti sono convinti che, come indicato anche dai vertici della banca, l’acquisizione di asset Mps, se andrà in porto, creerà valore per Piazza Gae Aulenti. Anche perché sicuramente verranno scelte le attività commerciali del centro nord, più radicate sul territorio e probabilmente più redditizie.

D’altra parte nelle prossime settimane circoleranno solo rumor e indiscrezioni visto che la due diligence andrà avanti fino a metà settembre. E’ comprensibile, dunque, che in audizione il ministro Franco illustrerà solamente l’architettura portante dell’operazione, sorvolando sui dettagli, ancora tutti da definire. Probabilmente darà rassicurazioni su come il Governo – e quindi il Mef come azionista al 64% della banca - intende affrontare i nodi più importanti e sensibili per la politica, dall’occupazione, alla salvaguardia del patrimonio storico dell'istituto senese. Verrà fatta luce anche sugli impegni presi con l’Europa, che il Governo sembra voler onorare. Impegni che prevedono l’uscita del Tesoro dal capitale di Mps entro inizio 2022.

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Nell’attesa delle indicazioni di Franco, però, gli investitori preferiscono alleggerire le posizioni su Unicredit, pur continuando a essere convinti che l’impianto dell’operazione possa risultare favorevole all’istituto di Piazza Gae Aulenti, che così guadagnerebbe posizione di mercato nei confronti della rivale Intesa Sanpaolo, diventata ben più grande dopo l'integrazione di Ubi. L’alzata di scudi da parte della politica contro un eventuale spezzatino della banca più antica del mondo, però, potrebbe rendere più impervia la strada per realizzare il deal. Oggi anche il segretario del Pd, Enrico Letta, per altro candidato a Siena per le suppletive, dopo che Pier Carlo Padoan ha abbandonato la poltrona per diventare presidente di Unicredit, ha chiesto quattro punti cardine: salvaguardia dell'occupazione, il no a ogni ipotesi di 'spezzatino', il mantenimento del marchio e del legame con la città e infine una continuità nell'accompagnamento dello Stato in questa complessa fase di riorganizzazione.

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