semplificazione post-brexit

Unilever lascia Londra e sceglie Rotterdam come quartier generale

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(REUTERS)


2' di lettura

Unilever consolida la sua sede centrale nei Paesi Bassi, abbandonando la base inglese che ha mantenuto per quasi un secolo: una mossa che rappresenta un colpo significativo per la premier del Regno Unito Theresa May, che sta cercando di mantenere gli investimenti nel Paese dopo la Brexit. La decisione della multinazionale arriva dopo mesi di lobbying da parte dei governi olandese e britannico seguiti all’annuncio fatto lo scorso anno dalla società di voler semplificare la propria struttura “bicefala”.

«La semplificazione proposta offrirà una maggiore flessibilità per il cambiamento strategico del portafoglio e contribuirà a guidare le performance a lungo termine», ha dichiarato l'azienda, confermando la mossa. Il gruppo anglo-olandese ha dichiarato di aver preferito Rotterdam perché la società con sede in Olanda è più grande di quella britannica, rappresenta infatti il 55% del capitale di gruppo ed è più scambiata sul mercato rispetto alla «sorella» inglese.

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Due divisioni restano in Gran Bretagna
La società, anche per attutire il colpo inferto al Regno Unito, ha deciso di separare il proprio business in tre divisioni, facendo restare a Londra la sua divisione bellezza e cura della persona e l'attività di assistenza domiciliare. La divisione Foods & Refreshment avrà invece sede a Rotterdam. Il personale di 7.300 dipendenti nel Regno Unito - contro i 3.100 in Olanda - rimarrà inalterato e la società continuerà ad essere quotata a Londra, Amsterdam e New York. Circa 50 posizioni nel top management, su 100 complessive, verranno tagliate.

Le proposte sono ora soggette all'approvazione degli azionisti delle entità britanniche e olandesi, per un’attuazione definitiva prevista verso la fine di quest'anno, ha dichiarato la società.

Obiettivo riduzione dei costi
L' azienda, nata dalla fusione nel 1930 di Margarine Unie (Paesi Bassi) e della soapmaker inglese Lever Brothers, attualmente ospita due assemblee generali annuali, impiega due consigli di amministrazione composti dagli stessi membri e opera in base a regolamenti di acquisizione separati in ciascuno dei due Paesi. Il passaggio a un'unica base semplificherà le operazioni di Unilever e ridurrà i costi.

Unilever: Brexit non c’entra nulla
Il governo di Londra nega recisamente che ci sia una connessione tra la scelta della multinazionale e la Brexit. «La decisione di trasferire un piccolo numero di posti di lavoro in una sede centrale aziendale nei Paesi Bassi fa parte di una ristrutturazione a lungo termine della società e non è collegata alla partenza del Regno Unito dall'Ue», ha dichiarato un portavoce del ministero delle imprese di Londra. Sulla stessa lunghezza d’onda Marijn Dekkers, presidente di Unilever: «Dico chiaramente che questa decisione non ha nulla a che vedere con la Brexit». Di parere opposto il partito laburista, secondo cui la mossa denota un peggioramento dell’ambiente per il business nel Regno Unito.

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