Emergenza abitativa

Unione inquilini: «Quasi 30mila le sentenze di sfratto per morosità»

L’associazione chiede il differimento delle esecuzioni e forti investimenti nell’edilizia pubblica per risolvere un problema legato alla povertà che la pandemia ha accentuato. Attesa per la nuova pronuncia della Consulta

di Laura Cavestri

(saiko3p - stock.adobe.com)

2' di lettura

«Malgrado la pandemia gli sfratti non sono andati in lockdown! Le nuove sentenze di sfratto emesse nel corso del 2020 sono 32.500. Di queste, 28.000, quasi il 90%, sono quelle emesse per morosità». Lo afferma Walter De Cesaris, segretario nazionale dell’Unione inquilini riportando i dati pubblicati dal ministero dell’Interno.
«Pure in presenza di provvedimenti per la sospensione delle esecuzioni forzate – ha proseguito De Cesaris – sono state oltre 5mila gli sfratti eseguiti con la forza pubblica. Numeri ovviamente in diminuzione rispetto agli anni precedenti ma molto preoccupanti perché testimoniano che, in una Italia sostanzialmente bloccata a causa della pandemia, le sentenze di sfratto non si sono fermate. Il punto però è mettere in relazione questo ulteriore incremento degli sfratti con la condizione sociale del Paese e l’aumento della povertà».

Gli interventi della Consulta

Dopo che la Corte Costituzione si è pronunciata – con la sentenza 128/2021 del 22 giugno giudicando incostituzionale la seconda proroga del blocco degli sfratti (considerando il sacrificio richiesto ai creditori sproporzionato rispetto anche all’assenza di adeguati criteri selettivi), il 19 ottobre la Consulta dovrebbe pronunciarsi in merito al procedimento 107/202. Si tratta di una verifica di costituzionalità – sollevata dai giudici di Trieste e Savona – della sospensione degli sfratti prevista dai decreti legge emanati nel 2020 e per ultimo, nel 2021, dal decreto legge Sostegni bis che ha riavviato la ripresa delle azioni di rilascio, tra il giugno e il dicembre 2021, sulla base delle date delle sentenze di convalida di sfratto.

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Differire le esecuzioni

L’incidenza di povertà assoluta in Italia – fa notare l’Unione inquilini – varia a seconda del titolo di godimento dell’abitazione in cui si vive, e la situazione è particolarmente critica per chi vive in affitto.
«Ci aspettiamo – ha concluso De Cesaris – come annunciato dalla ministra dell’Interno Lamorgese in Parlamento, che in tutte le città si avviino, assieme alle istituzioni e alle parti sociali, tavoli territoriali che consentano un differimento delle esecuzioni senza il passaggio da casa a casa. Strategicamente serve un grande investimento pubblico per l’aumento dell’offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica, senza consumo di nuovo suolo, ma attraverso il recupero e il riuso del patrimonio pubblico e privato inutilizzato e in disuso. Il Pnrr deve rappresentare il volano essenziale di questo grande progetto che unisce il diritto alla casa con il recupero e la rigenerazione urbana».

Stop all’Imu per i proprietari di immobili bloccati

In ogni caso, per i circa 100mila proprietari di immobili bloccati dalla sospensione degli sfratti a partire dal 28 febbraio 2020, il decreto Sostegni-bis ha varato uno stop all’Imu 2021 in scadenza il 16 dicembre . L’acconto versato il 16 giugno scorso sarà, quindi, restituito sotto forma di credito di imposta con le regole che saranno fissate dal ministero dell’Economia e delle Finanze

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