assicurazioni

Unipol, nel nuovo piano focus sulle polizze e dividendi elevati

di Laura Galvagni


Carlo Cimbri (Ansa)

3' di lettura

Chiuso un capitolo il gruppo Unipol è pronto ad aprirne un altro. E lo farà a maggio, a valle dell’assemblea che confermerà gli attuali vertici. In quell’occasione, ha spiegato ieri il ceo Carlo Cimbri, verrà presentato il nuovo piano industriale. Un business plan che partirà dal target chiave raggiunto con la cessione di Unipol Banca a Bper: svestire i panni da conglomerata finanziaria per diventare un gruppo esclusivamente assicurativo. «Questa operazione - ha spiegato Cimbri durante una conference call con gli analisti - completa un percorso strategico avviato nel 2010 di rifocalizzazione ed espansione nelle polizze».

Certo, a guardare solo i numeri, per la holding l’operazione potrebbe non sembrare un vero e proprio affare: dalla cessione incasserà 220 milioni di euro, poco meno delle attese anche se la somma è tutta in contanti, ma dovrà pagare a UnipolSai, che ha esercitato la put sul 27,49% dell’istituto e sul 27,49% di UnipolRec, 579,1 milioni, come previsto dagli accordi del 2013. In più ha rilevato da Bper 1,3 miliardi di npl pagandoli 130 milioni e portando l’esposizione lorda sui non performing loan a 4 miliardi. Tuttavia, questi passaggi rappresentano due tasselli di un mosaico ben più ampio. «Con la cessione della banca Unipol ha posto finalmente un limite alla propria esposizione sul sistema bancario», ha sottolineato Cimbri. «Ora il massimo rischio che possiamo correre è rappresentato dall’avere una partecipazione in Bper».

Una quota del 15% che in prospettiva salirà al 20% e che ha valore, oltre che strategico, anche industriale, stante l’accordo di bancassurance in essere e le possibili evoluzioni dell’intesa. Anche in materia di solidità patrimoniale, peraltro, la transazione porterà diversi benefici: nello scenario più plausibile, la vendita può valere 15 punti di Solvency per Unipol e 20 per UnipolSai. Questo, sommato al resto, permette alla galassia di rivedere il proprio profilo di rischio e soprattutto di concentrare sforzi e risorse su quello che è il core business: le polizze, tema centrale del prossimo business plan. Piano che, allo stato, non prevede alcuna operazione straordinaria, né alcun taglio della catena di controllo, perché, ha ribadito il ceo, l’assetto attuale (si veda infografica in pagina) è perfetto per poter cogliere eventuali opportunità che si dovessero presentare.

In questo quadro, i dividendi resteranno peraltro elevati: «L’obiettivo di Unipol e UnipolSai è quello di continuare ad avere politiche di dividendo sui livelli più alti del mercato». E in questo senso non preoccupa l’aumento dell’esposizione sugli Npl. Anzi, per Cimbri rappresenta un’opportunità. Non diventerà una nuova linea di business ma presto potrebbe essere un asset da poter valorizzare tramite una partnership oppure una cessione. Questo perché, ha spiegato il ceo, UnipolRec sta lavorando bene. Quando è stata creata il valore netto degli npl era di 600 milioni, ora è di 630 milioni, con una differenza sostanziale: a suo tempo il lordo era di 3 miliardi ora è di 4 miliardi ma nel mentre sono stati smobilizzati 300 milioni che hanno generato ricavi per 100 milioni.

Intanto Unipol ha chiuso il 2018, con un risultato netto di 628 milioni e ai soci verrà proposta una cedola di 0,18 euro per azione. UnipolSai, dal canto suo, ha segnato utili per 948 milioni e pagherà un dividendo di 0,145 euro per azione.

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