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Unipol, solo Lazio e Toscana valgono 1,4 miliardi di premi

Il Centro Italia è circa un quarto del business complessivo della controllata UnipolSai: un'area ad alto interesse con le piccole e medie imprese tra i principali clienti oltre alla solida base retail

di Laura Galvagni

Soluzioni per le Pmi.Il portafoglio clienti Unipol nel Centro Italia conta su oltre 1,7 milioni di persone fisiche e 192mila giuridiche tra cui 8mila piccole e medie imprese

3' di lettura

Circa 1,8 miliardi di euro di premi. Tanto vale, stando ai numeri del 2021 la presenza del gruppo Unipol in Centro Italia. Presenza che è il frutto di una ragnatela che la compagnia, tramite principalmente la controllata UnipolSai, ha tessuto negli anni e che ora, dunque, rappresenta quasi un quarto del business complessivo, in particolare si tratta del 24% dei volumi nel comparto danni e del 22% nel vita. Non a caso 1,44 miliardi di premi sono legati al primo comparto e la quota restante al secondo. Ad assicurare questi flussi una rete che in termini potenziali vale il 23% del network complessivo che è fatto di oltre 2.200 agenti.

A giocare un ruolo chiave, in questa dinamica, sono principalmente Lazio e Toscana che assieme contano quasi 1,4 miliardi di raccolta. Tra il 2019 e il 2021, la società ha mantenuto salda la propria posizione in Toscana mentre ha segnato il passo nel Lazio dove ha lasciato sul terreno circa 60 milioni di premi, complice soprattutto un calo sul fronte del settore Vita, almeno proporzionalmente. Comparto che d’altra parte, come pure il Danni, ha conosciuto in Italia nel corso della fase pandemica una contrazione generalizzata in termini di raccolta che ha mostrato qualche segnale di ripresa solo nell’ultimo scorcio del 2021.

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Se questa è la fotografia in termini di numeri prettamente finanziari, sul piano industriale il Centro rappresenta per Unipol un’area ad alto interesse. Lo dimostra, tra le altre cose, la composizione del portafoglio clienti che può contare su oltre 1,7 milioni di persone fisiche e circa 192 mila figure giuridiche. Tra queste ovviamente ci sono oltre 8mila piccole e medie imprese ma soprattutto 85mila aziende con meno di cinque dipendenti. A tutti loro la compagnia si presenta offrendo una gamma completa di soluzioni a copertura dei rischi: si va dalla mobilità (veicoli, nautica e viaggi), alla casa e ai condomini, passando per il lavoro (prodotti dedicati a imprese, commercianti, professionisti e alla tutela legale), per la protezione delle persone (in particolare polizze infortuni e tutela della salute) e per gli investimenti e la previdenza.

Più nel dettaglio, per quel che riguarda la componente rischi UnipolSai dispone di una rete liquidativa che nel Centro Italia fa leva su 31 unità. Le stesse che nel corso del 2021 hanno gestito circa 270mila sinistri, dei quali circa 170mila per coperture afferenti i rami Auto e circa 100mila per coperture Non Auto riferite per lo più ai rami Property, RC Generale e Infortuni. Oltre il 73% di questi sinistri sono già stati liquidati per un esborso complessivo in termini di indennizzi pari a quasi 800 milioni. Per la gestione e la liquidazione di tutto ciò UnipolSai si è avvalsa della collaborazione di propri fiduciari esterni (periti, medici, avvocati, accertatori, carrozzerie) che sono stati remunerati per oltre 57 milioni di euro.

All’attività storica il gruppo ha aggiunto negli ultimi anni lo sviluppo di business collegati e raccolti in ecosistemi chiamati Mobility, Welfare e Property che in prospettiva diventeranno una voce cruciale del bilancio della compagnia e che in quanto tali saranno centrali anche nelle strategie di crescita in Centro Italia.

Nell’ambito del Mobility, per esempio, il gruppo è un partner a 360° per tutto il ciclo di vita della mobilità, in particolare nei mercati del Noleggio a Lungo Termine e del telepedaggio dove ha lanciato UnipolMove che ha già raccolto oltre 320 mila clienti e di questi 100 mila nuovi, ai quali evidentemente è stato poi possibile vendere anche una polizza. Sulla scia di questo modello sono stati creati anche l’ecosistema Welfare, che sviluppa nuove soluzioni grazie alla piattaforma di flexible benefit, Internet of Things e telemedicina, nonché soluzioni per ottimizzare la spesa sanitaria privata delle famiglie italiane, e il Property, che prevede una evoluzione dell’integrazione tra assicurazione, domotica e assistenza in una logica di architettura aperta, con risvolti sinergici per esempio sul fronte immobiliare.

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