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Uniqlo taglia le stime dei profitti dell’11 per cento

Dopo un ultimo trimestre più debole del previsto, il brand giapponese rivede le previsioni da 275 a 245 miliardi di yen (2,24 miliardi di dollari)


Uniqlo: sbarco travolgente a Milano

2' di lettura

La Fast Retailing, holding giapponese proprietaria del marchio Uniqlo, ha tagliato le sue previsioni di profitto dopo l’ultimo trimestre, settembre-novembre 2019, più debole del previsto. L’utile operativo annuo scenderà dell’11% a 245 miliardi di yen (2,24 miliardi di dollari). In precedenza, la stima fatta nell’ottobre scorso prevedeva un aumento a 275 miliardi di yen per l’anno fino ad agosto.

L’utile operativo del trimestre concluso a novembre è sceso a 91,7 miliardi di yen dai 104,7 miliardi di yen dell'anno precedente.

Le cause del rallentamento
Tra i motivi della flessione, le proteste a Hong Kong e un boicottaggio dei consumatori in Corea del Sud. La società ha dichiarato che la regione della Grande Cina, che comprende le attività di Hong Kong, ha subito una perdita operativa nel trimestre in questione.

Le attività in Corea del Sud non sono andate meglio, a causa di un prolungato boicottaggio di merci giapponesi. Mentre la crescita in patria sconta un mercato saturo e una spesa dei consumatori debole, influenzata anche da un aumento delle tasse in ottobre, e un novembre particolarmente mite che ha rallentato l’acquisto dei popolari maglioni Uniqlo.

Sviluppo globale
Uniqlo è stato anche lento ad espandersi negli Stati Uniti e nei mercati europei. Ha aperto il suo primo negozio in Italia nel settembre scorso, a Milano. Il marchio giapponese ha legato negli ultimi anni la sua crescita soprattutto al mercato asiatico, la Cina soprattutto, dove la sua ricetta di prezzi bassi e capi di tendenza ha incontrato successo tra le classi medie in ascesa.

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