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Unique cambia pelle e riparte da Nolita, Cult Bolt e Virtus Palestre

Il gruppo nato dalla jv per la moda bimbo tra Patrizia Pepe e Zeis Excelsa, punta su brand vecchi e nuovi per l'adulto

di Ilaria Vesentini

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3' di lettura

«Il Covid ha semplicemente accelerato un cambiamento che era in atto: la moda bimbo, con cui siamo partiti dieci anni fa in joint venture con Tessilform (Patrizia Pepe) per salvare una bella azienda fornitrice del nostro marchio Bikkembergs, sta diventando una nicchia sempre più difficile per chi come noi fa alta gamma e deve misurarsi ogni giorno sul mercato con il fast fashion. Tornare alle origini, cioè all'abbigliamento per adulto con cui siamo nati, è stato quasi naturale». Così Francesco Pizzuti, ceo di Ucw, stesso acronimo ma nuovo marchio per l'azienda marchigiano-abruzzese nata nel 2010 come Unique Children Wear (controllata al 50% dalla casa calzaturiera Zeis Excelsa e al 50% dalla Tessilform di Patrizia Pepe) spiega la genesi del salto annunciato ieri: Ucw diventa Unique Concept Wear, le sedi (Chieti e Montegranaro nel Fermano) e gli azionisti restano gli stessi, ma cambiano il business model e la strategia industriale, con l'obiettivo di diventare volàno di vecchi brand (in licenza e di proprietà) da rilanciare e di nuove start-up da valorizzare sfruttando l'esperienza e le competenze a geometria variabile che ruotano attorno all'azienda.

Ucw infatti gioca da sempre il ruolo di hub di progettazione e commercializzazione, epicentro di un network di stilisti, fornitori, agenti e clienti e di una rete internazionale di laboratori produttivi di calzature e abbigliamento, dall'Italia all'India, dal Portogallo alla Turchia fino alla Cina. Il primo step è il rilancio di Nolita, storico brand di abbigliamento donna di fine anni Novanta arrivato a 90 milioni di euro di fatturato all'apice del successo: Ucw ha siglato un accordo di licenza di cinque anni con opzione finale di acquisto e affidato alla stilista Lorenza Chiavarini il ridisegno di una linea irriverente, forte, estrosa.

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«A fine marzo presenteremo la prima capsule estiva tutta in bianco, un tributo alla collezione di esordio di Nolita che si affacciò al mercato con una proposta monocromatica - spiega il ceo – per poi arrivare sul mercato con la stagione autunno-inverno. Questo implica anche l'investimento su una piattaforma di e-commerce, in una fase come l'attuale che vede il retail massacrato dalla pandemia. Continuiamo però a credere che la moda, in quanto emozione, abbia bisogno anche del negozio fisico, servono formule ibride intelligenti. Dal 2022 ci concentreremo sullo sviluppo oltreconfine, grazie a una selezionata rete di agenti e distributori, con focus su Spagna, Nord Europa e Paesi Arabi. L'obiettivo è quello di raggiungere, a regime, una quota export di circa il 65%».

Ucw non intende abbandonare la moda bimbo, ma affiancarla con total look per adulto, uomo e donna. «Con due marchi linea bimbo facevamo nel 2010 lo stesso fatturato ottenuto con cinque licenze nel 2019 (brand come Marcelo Burlon, Stella Jean, Dutch, Au Jour Le Jour), anno chiuso con 12 milioni di euro di fatturato, per il 60% export. Il Covid ha tagliato del 25% i volumi ma è stato anche un acceleratore eccezionale del cambiamento e contiamo di chiudere quest'anno in linea con il 2020, attorno ai 9 milioni di euro» afferma Pizzuti.

Assieme a Nolita è già partito il progetto di valorizzazione su scala globale di Cult Bolt, marchio di calzature (gli anfibi con la punta in acciaio) per il quale Ucw ha preparato una capsule per l'autunno-inverno 2021 di 25 capi di abbigliamento genderless e l'allargamento della collezione Virtus Palestre, marchio che fa capo a Zeis Excelsa su cui Ucw vuole investire all'insegna della moda comoda e dei colori per l'uso quotidiano in un'epoca dove riflettori e passerelle hanno lasciato il posto a praticità e confort.

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