VERSO LA FUSIONE

United Technologies-Raytheon, decolla il gigante dell’aerospazio

di Marco Valsania


Reuters

2' di lettura

NEW YORK - Decolla un nuovo gigante della difesa e dell'aerospazio americano. United Technologies, o meglio la sua strategica attività nell'aerospace, ha annunciato una fusione con la Raytheon, leader negli armamenti, che dovrebbe dar vita a un gruppo da 166 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, 114 portati in dote da United e 52 da Raytheon. Un'operazione tutta in azioni che diventa la maggiore di sempre nel settore aerospazio-difesa e una delle più grandi quest'anno.

Seconda sola a Boeing
Il merger prende la forma di una fusione tra eguali, ma i soci di United Technology avrebbero una quota di maggioranza del 57% nel nuovo colosso, che sarà secondo soltanto a Boeing per giro d'affari nel settore difesa e aerospazio con vendite annuali per 74 miliardi. Alla guida della neonata azienda, sulla poltrona di chief executive officer, dovrebbe sedersi l'attuale presidente e amminstratore delegato di United, Greg Hayes. Il suo collega di Raytheon, Thomas Kennedy, diventerebbe invece chairman.

La United, anche in presenza del merger, procederà con il suo pre-esistente piano di separazione in tre gruppi destinata a smantelare la sua identità di vasta conglomerata industriale, una delle ultime sopravvissute. Scorporerà sia il business degli ascensori Otis sia quello dei sistemi di climatizzazione e condizionamento Carrier, operazioni già avviate. Una volta separati questi asset, la nuova United Technology-Raytheon dovrebbe mantenere ugualmente una capitalizzazione da oltre cento miliardi.

Il deal, uno dei maggiori dell'anno assieme all'annunciata fusione farmaceutica tra Bristol Myers-Squibb e Celgene per 74 miliardi, intende rafforzare entrambe le società, mettendole al riparo da possibili rovesci o rallentamenti in uno dei due mercati dove sono impegnate, vale a dire gli arsenali militari e i progetti aerospaziali commerciali. United Technologies controlla il produttore di motori per aerei Pratt & Whitney, tra l’altro fornitore di Airbus (come anche dei caccia F-35) - e fornisce anche tecnologie e sistemi di controllo per la cabina di pilotaggio come interni, sedili per velivoli e tute spaziali. Raytheon, il quarto gruppo americano della difesa, dispone di sistemi missilistici quali i Tomahawk e Patriot e di operazioni nelle tecnologie di cybersicurezza.

Settore in fase di concentrazione
Esistono sfide su entrambi i fronti, militare e civile. Il comparto aerospaziale ha conosciuto un forte sviluppo negli ultimi anni, anzitutto con ordini di velivoli civili, ma potrebbe adesso risentire di frenate. Il settore della difesa ha a sua volta tratto vantaggio da un recente incremento della spesa del Pentagono che potrebbe però affievolirsi in futuro. Ha inoltre ormai conosciuto una drastica concentrazione, passando da oltre 60 aziende nei decenni scorsi a cinque giganti - oltre a Raytheon ci sono Boeing, Northrop Grumman, General Dynamics e Lockheed Martin. Il governo americano ha fatto sapere che non consentirà ulteriori fusioni all'interno di un comparto con una concorrenza già ridotta. Questo avrebbe spinto Rayhteon a cercare una diversificazione e sinergie con un protagonista di attività considerate complementari quali United Technologies.

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