Formazione & Tecnologia

Università, boom dei test d'ingresso «da casa»: più di 90mila studenti in sei mesi

I partecipanti ai Tolc del Cisia nel periodo gennaio-giugno erano stati 38mila nel 2020 e 55mila nel 2019. Ancora incerto il destino dei quiz di Medicina: le date ci sono, i posti non ancora. Le Regioni ne hanno chiesti 14.300

di Eugenio Bruno

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3' di lettura

Con la fissazione da parte del ministero dell’Università delle regole per i test di Architettura la macchina che governa i corsi ad accesso programmato nazionale e che vedrà il proprio clou con le prove di Medicina è ufficialmente partita. Mentre se estendiamo lo sguardo all’intero universo del numero chiuso italiano scopriamo che il percorso delle aspiranti matricole è già iniziato da un pezzo. Nonostante la pandemia. La possibilità di svolgere i quiz a distanza ha accentuato infatti la tendenza ad affrontare il prima possibile la “resa dei conti” con la propria preparazione. A confermarlo sono i numeri raccolti dal Cisia: nel primo semestre del 2021 hanno provato o proveranno a sostenere uno dei «Tolc» messi a punto dal Consorzio interuniversitario oltre 90mila ragazzi e ragazze. Contro i 38mila del 2020 e i 55mila di due anni fa.

Il termometro offerto dal Cisia

Se è vero che il confronto con lo stesso periodo dell’anno scorso non è attendibile, perché i test d’ingresso erano state erogati fino a febbraio e poi in 10 giorni a cavallo di maggio e giugno, il paragone con il 2019 invece lo è: allora erano stati 55mila gli studenti e le studentesse che avevano già prenotato o svolto il quiz, oltre 30mila in meno di oggi. Una differenza che non è dovuta solo all’abitudine ormai consolidata delle università di anticipare le selezioni. Ma anche ragioni squisitamente tecniche.

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La crisi sanitaria del 2020 ha portato alla svolta dei “Tolc@casa”: al posto di essere erogati online presso le sedi universitarie, le 7 prove standard - che il Consorzio organizza per molte aree scientifiche (ingegneria, economia e scienze sociali, macroarea di scienze, farmacia e ctf, macro area degli studi umanistici, biologia e biotecnologia, solo per citare le principali) e che una cinquantina di atenei utilizza - possono essere svolti, appunto, da casa. Il bilancio è così positivo che in rampa di lancio ci sono altri due Tolc, uno per Psicologia e uno per Italiano L2(per stranieri), che secondo i suoi proponenti potrebbe dare una spinta anche alle iscrizioni dall’estero.

I TEST DI INGRESSO
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Una realtà sempre più vasta

Al di là dei numeri del Cisia il panorama dei corsi a numero chiuso offerto dalle università italiane sembra sempre più vasto. Delle 4.970 lauree che compongono l’intera offerta formativa per l’anno accademico 2021/22 oltre il 36% (e cioè 1.837)presenta l’ingresso contingentato. Di queste, 1.066 sono ad accesso programmato locale e 771 nazionale.

L’attesa per Medicina

Sui corsi ad accesso programmato nazionale l’ultima parola su date e test spetta al ministero dell’Università. Sul calendario il quadro è ormai delineato e porta, come da tradizione, a settembre: si parte con Veterinaria il 1°, si prosegue con Medicina e Odontoiatria il 3 (con l’appendice il 9 delle prove in lingua inglese) e con le Professioni sanitarie triennali il 7 (mentre per le magistrali la scadenza è il 29 ottobre), si passa per Scienze della formazione il 16 e si chiude con Architettura il 23.

Anche se quest’ultima data è solo una dead-line; dall’anno scorso la gestione dei test per gli aspiranti architetti è passata nelle mani dei singoli atenei che devono, da un lato, organizzare la prova e, dall’altro, scegliere la propria scadenza. Con l’unico vincolo di rispettare i paletti fissati dal Miur con un decreto emanato a fine maggio. Ad esempio che i quesiti sonno 40 (8 di cultura generale, 6 di logica, 12 di storia, 6 di disegno e rappresentazione, 8 di matematica e fisica) e vanno risolti in 70 minuti.

Ancora da definire è invece il numero di disponibilità complessivo e lo stesso vale per gli altri corsi ad accesso programmato nazionale. Medicina inclusa. Inutile dire che l’attesa degli aspiranti camici bianchi è spasmodica visto che ogni anno le domande superano di 4 o 5 volte gli slot a disposizione. Per ora si conosce solo la richiesta delle Regioni, che è stata di 14.300 posti. Ma è difficile che venga accolta in toto. Più probabile che l’asticella finale si assesti intorno alle 13mila unità già sperimentate nel 2020/21 (quando erano state 13.072). Centinaio in più, centinaio in meno.

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